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Articolo n° 79592 del 27/11/2009 - 12:57

La Regione lancia la campagna “Bevi l’acqua di casa”

Rubinetto acqua

Regione. La Regione lancia l’iniziativa “La qualità dell’acqua di casa”, con una indagine della rivista “Altroconsumo” su qualità e tariffe di un kit fai-da-te per l’analisi chimico-fisica dell’acqua domestica. Il progetto sarà presentato lunedì 30 novembre nel corso di una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore all’Ambiente Franco Zunino, il rappresentante regionale di “Altroconsumo” Dino Galliazzo, gli assessori al ciclo delle acque della Provincia e del Comune di Genova Paolo Perfigli e Carlo Senesi, l’assessore al Patrimonio Naturalistico della Provincia di Genova Renata Briano.

 

Redazione

10 commenti a “La Regione lancia la campagna “Bevi l’acqua di casa””
GigiG ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 14:53

Io è quello che faccio da sempre se non fosse che ultimamente l’ acqua dove abito io, a Calice ligure, è imbevibile a causa del cloro, per cui mi vedo costretto a comprare l’ acqua minerale. Probabilmente i limiti di cloro vengono superati, perchè a volte sembra di bere la candeggina. Stessa cosa ad Altare, dove lavoro. Siamo vicini alla falda Vallechiara, ma l’ acqua sa di cloro. Leggo sempre e sono abbonato ad altroconsumo e loro spingono molto per l’utilizzo dell’ acqua domestica per fini alimentari e indubbiamente la qualità è ottima, ma diventa imbevibile quando lascia il gusto di medicinale in bocca, ma di questo non ne parlano. Guardano solo la presenza di microorganismi.

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hi-tech ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 16:09

I problemi ci sono.
Non saranno certo gli A.T.O. a risolverli. Loro non risolveranno niente. Dovranno solo preparare le garette di appalto e aggiudicare a chissa’ chi.
Chi arriverà, il panzone di turno con le unghie affilatissime, iniziera’ a lamentare tutte le magagne delle reti che ha comprato. Farà finta di spendere un sacco di soldi a fronte di documentazione cartacea “incontrovertibile” e il pubblico avrà le mani legate. Questo succederà.
Intanto parliamo di qualità delle acque:
La potabilizzazione è obbligatoria per legge. Anche nel caso di un solo colifecale.
Gli acquedotti pubblici e privati (in riviera, già da tempo qualche addentellato è riuscito a prendersi molti comuni e i pavidi amministratori glielo hanno dato con piacere..) per potabilizzare utilizzano il sistema piu’ economico: il cloro.
Il residuo di cloro libero al rubinetto, in caso di corretta clorazione (cioè commisurata di volta in volta alla quantità di inquinamento microbiologico esistente) dovrebbe, dopo aver agito con l’inquinante, essere pari a zero. Cio’ in quanto al ribinetto il cloro residuo non serve a niente, perchè nella pancia degli umani non serve…
Invece di utilizzare sistemi con dosaggio variabile commisurato al livello di inquinante microbiologico, che è costantemente minitorato dagli organismi pubblici, si clora con dosaggi fissi e spesso e volentieri con ol secchiello.
In molti casi si clora in tubo mentre sarebbe opportuno clorare in vasca, sempre.
La discontinuità di clorazione crea problemi. Alla qualità dell’acqua all’emungimento e alle condutture che, in presenza di troppo cloro si deteriorano e rilasciano in circolo parti di ossido dei tubi. Cioe’ ferro.
Ma in sostanza di cosa ci lamentiamo? Intanto il ferro e il cloro servono al corpo umano il primo ci rende forti e poi va nel sangue il secondo ci rende le budelle belle bianche come la trippa del macellaio…!
L’O.M.S. svariate volte ha avvertito dei rischi dall’uso smodato del cloro nell’acqua, riferito all’alimentazione umana. Ma chissenefrega. Sia pubblici che privati scienziati continuano in tutto il mondo a potabilizzare le acque con il cloro, incuranti di tutti gli altri metodi esistenti come U.V., ozonizzazione, iper-ossigenazione, etc.
Questa è la storia del cloro.
La storia degl ielementi chimici che invece potremmo avere nell’acqua perchè NON RICERCATI alle analisi gas-cromatografiche mirate routinarie è un’altra storia che potremmo anche raccontare…
Per non parlare di tutti i decreti che periodicamente vengono emessi per aumentare i parametri di potabilità di taluni veleni, quando non si riesce piu’ a contenere un inquinante….
Ecco tutti i problemi che i gli apppaltatori-privati-scienziati-benefattori andranno a risolvere con gli ATO.
Chi ci crede ancora?

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Bandito ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 16:42

A Savona l’acqua che esce dal rubinetto è buona quanto l’acqua minerale, quanto meno nel mio quartiere, pertanto non mi ricordo di aver comprato una bottiglia, tranne qualche mezzo litro al bar quando sono al lavoro.
Comunque se l’acqua è cattiva possiamo sempre bere birra.

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Leofinalese ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 19:57

Gli amministratori di Calice si diano da fare. Se c’è troppo cloro nell’acqua…o l’incaricato sbaglia le dosi o c’è qualche falla nella rete che provoca inquinamento e costringe ad eccedere nel cloro…ma allora sarebbe gravissimo non intervenire con rapidità,
La Liguria è benedetta dal cielo per le risorse idriche…obbligare le famiglie a spendere soldi per l’acqua minerale(data la situazione economica) è un delitto.

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antonio gianetto ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 22:25
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GUFO ha detto..
il 27 novembre 2009 alle 23:21

ATO

la gestione dell’acquedotto di savona
da noli a varazze è buona
e la clorazione è molto curata
e l’acqua è adoperabile
questa è la risposta a quei comuni
che vogliono gestire………spesso
in modo catastrofico e pericoloso
i propri singoli orticelli
e qui proprio voi portate gli esempi

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hi-tech ha detto..
il 28 novembre 2009 alle 11:20

GUFO: ma tu riesci a dire qualcosa una volta che non sia “inzuppato” di politica?
Se avessi letto il mio scritto avresti inteso che TUTTI (acquedotti privati e acquedotti gestiti dai comuni) clorano con gli stessi sistemi. Non necessariamente la erronea clorazione è operata dai COmuni.
Ti posso assicurare che potabilizzare bene, cioè’ avendo cura di tutelare la qualità finale dell’acqua pur abbattendo eventuale inquinamento batteriologico è difficile. E’ piu’ facile agire per eccesso e iper-clorare (sempère nel rispetto dei limiti ammessi) anche in casi dove non servirebbe, semplicemente per tutelarsi.
Cosa credi che i tuoi amici privati quando si accaparreranno le reti di tutti gli acquedotti della Provincia metteranno mano al portafoglio perchè sono dei benefattori? Pensi che realizzarenno le opere dove la rete è carente? Pensi che solleveranno chilometri di condutture perchè vecchia e da sostituire?
La responsabilità all’utente finale della qualità dell’acqua resterà comunque del Sindaco o insieme agli onori (=euro) gli appaltatori (usando un eufemismo) dovranno anche sobbarcarsi tale giusto gravame?
La vedo dura per u Sindaco sobbarcarsi la responsabilità di una cosa che gestisce un altro…
Parliamo di inquinamento di origine chimica:
Puo’ darsi che un giorno, qualcuno, abbia voglia di andare a ricercare elementi insolitament enon ricercati nelle analisi gas-cromatografiche…
Per esempio: se in zone ad elevata produttività agricola e froicola…. andassimno a cercare i derivati dei fitofarmaci (mai ricercati), che permeando dal terreno in falda si ricombinano tra di loro nell’acqua , cosa troveremmo? CHi SI E’ MAI POSTO IL PROBLEMA?
E ancora: se in pozzi siti a valle di bacini idrografici che ospitano discariche di RSU o attività produttive particolari andassimo a ricercare in maniera mirata elementi tossici che potenzialmente permeano ed arrivano a valle, in falda, mai ricercati ma che sono dichiarati tossici dall’OMS e dalla communità scientifica internazionale, come diossina, metalli pesanti, particolari tensioattivi, etc. che sorprese avremmo?
Basta qualche migliaio di euro, un amico chimico ed un laboratorio privato certificato per togliersi la curiosità.
Alla portata di qualsiasi organismo di tutela dei consumatori.
Oppure l’acqua è una storia come quella delle banche, dove le malefatte vengono sempre coperte dallo pseudo-organo di controllo che in realtà è connivente?
GUFO: ci sono temi che non hanno valore politico, bensi’ ETICO.
Secondo me l’acqua è un caso di questo tipo.
Le scelte, politiche, che si operano oggi avranno una ricaduta sul piano sociale troppo gravosa per non tenerne oggi in debita considerazione le potenzialità.

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hi-tech ha detto..
il 28 novembre 2009 alle 11:27

BANDITO: “A Savona l’acqua che esce dal rubinetto è buona quanto l’acqua minerale”. Cioè? Ti sembra buona perchè è bella fresca e no nsensti sapore di cloro? La tua analisi chimico-microbiologica è finita qui?
Fantastico!!!!!
Mi viene in mente quel contadino di Albenga che bevendo un bicchiere di acqua dal pozzo che emingeva dalla prima falda (la piu’ alta, notoriamente inquinata) diceva: ” ….ah! che bona ca’l'è! A vegne bella fresca..!!!”
AAAHHHH! AH AH AHHH!!!!

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Bandito ha detto..
il 29 novembre 2009 alle 01:17

Mi sembra buona perchè è bella fresca e non sa di cloro, mi sembra sicura perchè la bevo da quarant’anni e non mi ha mai fatto male, quindi suppongo che a livello microbiologico e chimico sia abbastanza sicura, mi sembra che non contenga LSD perchè non mi ha ancora fatto ragionare come te.

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hi-tech ha detto..
il 29 novembre 2009 alle 12:27

un ragionamento che non fa una piega…sei una comica!!!!! invece, secondo me qualche allucinogeno la tua acqua lo contiene…o forse sarà la birra o chissa che altro. o forse sei cosi di natura.

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