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Articolo n° 76473 del 08/10/2009 - 18:25

Ristoranti, Guida Espresso: Arco antico e Conchiglia si confermano al comando

Espresso 2010

Se fosse rimasto aperto molto probabilmente anche Fulvio Pierangelini e il suo ‘Gambero Rosso’ – come l’anno scorso – sarebbe nell’empireo della gastronomia italiana delineata dalla Guida 2010 ‘I Ristoranti d’Italia de L’espressò (pp.848, 22 euro), presentata oggi a Firenze dal curatore Enzo Vizzari. Fatto sta che la sua chiusura – nella scia di quello che Vizzari ha definito l’anno “orribile” della gastronomia – porta a tre, con 19,5/20 punti, i ristoranti che sono al top del baedeker: ‘Vissani’ a Baschi (Tr), ‘Le Calandre’ di Massimiliano Alajmo a Rubano (Pd) e ‘La Francescana’ di Massimo Bottura a Modena. Dopo loro, altri 12 con un punteggio che scende fino a 18/20, completano il quadro dell’eccellenza dei ‘tre cappelli’ (senza alcuna new entry) disegnato dalla Guida. Il 2009 – ha spiegato Vizzari – è stato “un annus horribilis” a causa della crisi e “non è affatto detto – ha aggiunto – che nel 2010 le cose cambieranno in meglio”.

Per quanto riguarda la ristorazione ligure la provincia di Savona si conferma la numero uno in Liguria. La graduatoria dell’anno scorso con 7 ristoranti nella top 10 è rimasta invariata. Secondo la guida i migliori ristoranti della provincia sono “Conghiglia” di Varigotti e l’ “Arco Antico” di Savona che totalizza 16/20. Al secondo posto il ristorante vadese “Fornace di barbablù” 15.5/20. Terzo posto ex equo per “A Spurcacciun-a” (Savona), “Baia del Sole”, “Palma” (Alassio), Claudio (Bergeggi) e “Doc” (Borgio verezzi) con 15/20.

Anche per la ristorazione, insomma, il 2010 si presenterà come “l’anno della resa dei conti e della svolta”. Con poche certezze: la prima delle quali – ha spiegato Vizzari – è quella “di dare la miglior qualità possibile, in termini di cibo, di cantina, di servizio, di ambiente, al minor prezzo possibile”. Eppure in tempo di crisi la cucina italiana, a giudizio della Guida – da quest’anno è anche in versione “mobile” su iPhone con la relativa localizzazione – in Italia “si può mangiare addirittura meglio di ieri nei locali buoni e ottimi, mentre si é accentuato il divario fra la fascia alta e quelle medio-bassa e bassa”. Tempi poco propizi “all’esplosione di clamorose novità”, né “per l’affermazione di talenti emergenti, né per l’apertura di nuove frontiere ‘creative’”. Insomma, tempi da “valori sicuri”, senza improvvisazioni con il “ridimensionamento nella corsa esagerata al lusso”.

 

Redazione

3 commenti a “Ristoranti, Guida Espresso: Arco antico e Conchiglia si confermano al comando”
Il Golosastro ha detto..
il 9 ottobre 2009 alle 10:36

Molti dei ristoranti (non tutti a mio modesto parere) hanno ricevuto conferme meritate…ma quando queste blasonate guide investiranno in visite ai ristoranti emergenti? Molti giovani del nostro territorio stanno portando avanti realtà di eccellenza, giusta sperimentazione coniugata alla tradizione. I vari trait d’union fra il nostro territorio e queste guide spingano verso nuove valutazioni, bene valorizzare i capisaldi della nostra ristorazione, ma apriamo queste forme di giusta promozione anche alle nuove realtà ristorative…alcuni cuochi del nostro territorio, mentre faticano a crearsi una loro clientela, ricevono proposte invitanti dai vari grandi per lasciare la nostra regione….dopo la fuga di cervelli non possiamo permetterci anche la fuga dei futuri grandi chef.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 9 ottobre 2009 alle 12:26

Si incontrano due amici A) Vado a Teatro , vieni ? B) No il teatro non mi interessa più , ci sono andato per anni , mi ha stancato A) E cosa hai visto ? B) Il Giulio Cesare A) Bello ! e poi ? A) Niente , sempre e solo il Giulio Cesare

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fc ha detto..
il 13 ottobre 2009 alle 22:42

Salve, volevo fare solo una precisazione per correttezza nei confronti di tutti, la Conchiglia citata a 16 /20 è quella di Arma di Taggia e non quella di Varigotti che ha ottenuto comunque un ottimo punteggio (15/20).
Per quanto riguarda i ristoranti emergenti sono d’accordo con lei anche se a dir la verità nella nostra provincia non ve ne sono moltissimi.

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