Cairo, centrale a biomasse: cittadini preoccupati che si trasformi in inceneritore
Cairo Montenotte. Erano circa un centinaio, ieri sera, i cittadini presenti alla riunione pubblica presso la Soms di Cairo Montenotte che aveva come ordine del giorno la realizzazione della centrale a biomasse, prevista dal piano per il rilancio di Ferrania. L’incontro, promosso da un comitato cittadino spontaneo, ha visto la partecipazione di tanti cairesi, in parte preoccupati e in parte desiderosi di avere maggiori informazioni a proposito del progetto di centrale a biomasse.
Uno degli elementi che preoccupa la maggioranza dei cittadini è la dimensione della centrale che, se realizzata così come progettato, sarebbe quattro volte più grande di quanto previsto dal piano energetico regionale. L’altro aspetto che non piace ai cairesi è che si dice che non ci sarà abbastanza “biomassa” da bruciare, ovvero che il sito abbisognerebbe di risorse ben superiori rispetto a quelle reperibili nella sola Val Bormida. La paura è che la centrale possa diventare un inceneritore di rifiuti che brucia quindi cdr (combustibile derivato dai rifiuti), ovvero le cosidette “ecoballe”, blocchi cilindrici di combustibile ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani.
La speranza dei cittadini, che hanno detto di non essere del tutto contrari alla centrale, ma di esserlo solo se sarà di queste dimensioni, è che l’amministrazione prenda posizione contro il progetto se nasconde l’intenzione di trasformarsi in un inceneritore. Il comitato, per poter controllare l’attività del sito ed evitare che possa essere fatto un cambio di combustibile, ha chiesto che alcune quote della centrale gli siano assegnate in forma gratuita, oppure siano date a dei cittadini, in modo da essere tutelati ed, eventualmente, poter votare contro ad un progetto che chieda di convertirla verso il cdr.
L’unico politico presente all’incontro era l’esponente dei Verdi Carlo Vasconi che ha detto: “Assolutamente questo progetto non ci piace, mi dispiace andare contro Briano perché facciamo parte della sua maggioranza, ma su questo progetto deve cambiare idea altrimenti ci vedremo costretti a lottare e a prendere strade diverse. Ultimamente come Verdi abbiamo perso molte battaglie politiche ma come si vede nel resto d’Europa contiamo ancora qualcosa e arriverà il nostro momento”.
6 commenti a “Cairo, centrale a biomasse: cittadini preoccupati che si trasformi in inceneritore”
La gente non fa la raccolta differenziata ma poi non vuole nè le discariche nè gli inceneritori mentre accetta che i boschi vengano inceneriti nella centrale a biomasse.
W l’Italia!
Il problema è che non si può dire sempre NO a tutti gli interventi che sono necessari per far funzionare una Città o un Paese. L’innovazione non verrà mai arrestata e le sperimentazioni di nuove attività sarammo sempre maggiori. Bisogna invece saper e vedere come fare a coniugare sviluppo, attività lavorative, tutela e difesa dell’ambiente e dei cittadini. Siamo nella fase che abbiamo scoperto il danno che tutti noi abbiamo provocato nei decenni trascorsi. Ora non possiamo ostacolare o osteggiare tutto per giustificare la nostra ignoranza e il degrado commesso, oltre alla perdita della salute generata da fattori inquinanti con i quali abbiamo convissuto. Se dobbiamo giustificarci lo dobbbiamo fare ragionando in termini di sistema, premesso che se un sito risulta inquinante la prima cosa da fare è migliorarlo nella protezione, cercare le soluzioni appropriate e solo in ultima analisi, nel momento in cui si verificano palesi incompatibilità, provvedere alla sua chiusura o a non farlo nascere. E comunque ritengo che gli studiosi del nuovo dovrebbero fare un “giro” per portare alla luce quanto di vecchio esiste ancora e quanto ancora lo stesso produce inquinamento. Questo il compito a coloro che hanno studiato la materia alle forze e agli Enti preposti il compito di scoprire e individuare le situazioni nevralgiche che ancora insistono sul territorio.
x Pozz
una centrale a biomasse pronta a diventare un inceneritore di rifiuti, questo sarebbe il nuovo?
Quali controlli sono eseguiti sulla cokeria? e quali sulla discarica della Filippa?
Se fossero seriamente controllati, i proprietari degli impianti sarebbero così felici di fare gli sponsor delle iniziative ludiche dell’amministrazione?
per la centrale a biomasse di ferrania,
secondo me si sta facendo lo stesso enorme errore
che si fece quando si costruì quella di vado,
collocandola al centro di una città,
a tutti gli effetti vado,quiliano,savona
urbanisticamente sono un’unica entità
pertanto questi impianti che hanno sempre
un impatto ambientale forte vanno collocate
il più lontano possibile dalle zone antropizzate
Se la coltivazione dei boschi nella Provincia di Savona non da legname sufficiente per una centrale a biomasse è evidente che i finanziatori di un così grande investimento cercheranno in tutti i modi altro materiale.
La proposta di Rifkin per nuove tecnologie basate su una produzione diffusa di idrogeno mi sembra la più sensata e alla fine dovrà essere accettata.
Tutte le grandi centrali(con qualsiasi combustibile)producono un inquinamento che una società rispettosa della salute non può accettare.




Se verrà gestita come la Filippa, allora la battaglia è già persa in partenza.
Si faranno azioni legali talmente inutili da sembrare sospette, fino all’approvazione definitiva del progetto.
Invece, se la centrale è inevitabile, allora si dovrà dialogare apertamente con l’imprenditore per imporre vincoli reali.
Anche qui il fallimento della strategia per la Filippa insegna: tanto rumore e poi ci si ritrova con l’imprenditore che sponsorizza le iniziative del comune, se questo non fa nascere dubbi….