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Articolo n° 78136 del 26/10/2009 - 11:38

Albisola, oltre 500 firme per fermare la demolizione dell’Asilo Balbi

Albisola Superiore
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Albisola Superiore. Sono 540 le firme raccolte ad Albisola Superiore ed apposte alla lettera aperta al sindaco Franco Orsi in merito all’operazione relativa all’Asilo Infantile Balbi. Promotore dell’iniziativa è stato Diego Gambarettto, esponente del Pdl e consigliere di maggioranza.

Gli originali sono stati consegnati al senatore Orsi venerdì 2 ottobre presso la Casa Comunale. Le firme sono principalmente di cittadini residenti ad Albisola Superiore. L’elenco delle firme verrà presentato a sostegno di una mozione che sarà discussa questa sera in Consiglio comunale.

L’operazione Balbi prevede la demolizione dell’attuale omonimo Asilo Infantile e la costruzione di un palazzo di 5 piani, con ludoteca gestita da privati al piano terreno, e 60 box interrati. Gli oltre 500 albisolesi chiedono al sindaco di aprire un tavolo di confronto su tale progetto, per mantenere l’asilo infantile in via San Pietro e il giardino annesso ai servizi all’infanzia e alla formazione, rispettando le volontà del marchese Tomaso Balbi. L’operazione immobiliare era stata votata in maniera trasversale e quasi all’unanimità dalla precedente amministrazione.

 

» Felix Lammardo
2 commenti a “Albisola, oltre 500 firme per fermare la demolizione dell’Asilo Balbi”
gigi77 ha detto..
il 26 ottobre 2009 alle 18:49

evvai altre case x turisti…

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milena d ha detto..
il 27 ottobre 2009 alle 10:08

La cosa piu’ ignobile di questo tipo di affari, mai abbastanza sottolineata, e’ l’originale destinazione del bene immobiliare.

Spesso abbiamo strutture sociali, magari provenienti da originari lasciti o donazioni per fini benefici o per servizi alla comunita’, che poco alla volta vengono vendute o dismesse, sia da enti amministrativi sia da enti religiosi, e convertite a fini speculativi. Quando va bene (e non va quasi mai bene) con il paravento di qualche porzione a edilizia convenzionata o lasciata a fini pubblici. Paraventi che spesso cadono in corso d’opera, quando tutti sono distratti: si privatizzano anche le briciole e si ingigantisce il cemento.

E’ semplicemente immorale. E’ segno di una comunita’ allo sfascio e che non gode piu’ di alcun senso di appartenenza al territorio. Dove gli accordi speculativi sono spesso politicamente trasversali e includono anche quegli enti che, per loro stessa natura, dovrebbero ambire ad altri scopi.

Ben vengano iniziative come questa che almeno evidenziano i giochi mettendoli alla ribalta. In attesa di riprenderci, noi cittadini, quella rappresentativita’ che ci spetterebbe, quella voce in capitolo che ci hanno tolto.

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