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Articolo n° 77021 del 14/10/2009 - 09:37

Albenga, comitato contro i negozi gestiti da extracomunitari

Albenga, viale Pontelungo
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Albenga. Il Cisa, comitato per la sicurezza di Albenga, si scaglia contro i negozi di extracomunitari gestiti da extracomunitari presenti in viale Pontelungo. “L’alta concentrazione di questi esercizi in poche centinaia di metri – spiega il comitato – rende la zona, specialmente nei giorni festivi e nelle ore serali, dominio di marocchini, cingalesi, egiziani, indiani ed altre etnie che stazionano per ore sotto le finestre facendo chiasso, bevendo birra e creando degrado.

“Siamo cittadini come gli altri vogliamo riavere la nostra tranquillità, la nostra sicurezza e, soprattutto, vogliamo riposare, almeno la domenica” prosegue poi il Cisa, che conclude polemicamente: “Adesso diciamo basta: siamo stanchi di essere considerati cittadini di ‘serie B’”.

 

4 commenti a “Albenga, comitato contro i negozi gestiti da extracomunitari”
Fran ha detto..
il 14 ottobre 2009 alle 13:13

chisà se quegli addromentati degli amministratori comunali adesso se ne accorgeranno. si inciampassero inuna delle tante bottiglie di birra abbandonate e prendessero una facciata per terra magari si renderebbero conto….

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prettydog53 ha detto..
il 14 ottobre 2009 alle 14:45

queste proteste non servono a niente. come si fa a far andare via negozianti (in regola) che hanno comprato una licenza? li spediamo in siberia espropriando i loro legittimi beni?
le amministrazioni hanno un solo strumento: il piano del commercio. se né prima né dopo nessuno ci ha pensato, mettendo paletti spesso discutibili e “border line”, come si fa oggi a dire che tali negozi devono tornare agli italiani?
spesso si sente dire che vogliamo negozi aperti alla domenica. cosa facciamo, una norma che dica ” … aperti alla domenica escluso quelli di marocchini o cingalesi?”
certo la frequentazione di ogni posto deve essere rispettosa delle leggi, sia sul rumore, sia sulla rumenta lasciata per strada. ma questo vale per tutti i posti, le amministrazioni dovrebbero organizzare controlli su tutto il territorio e questo è sicuramente fattibile.
solo una volta al di fuori di un pub ho visto un cartello che diceva “invito tutti i miei clienti ad essere rispettosi dei miei vicini, che di notte hanno diritto di dormire. grazie per la collaborazione”.
provate a proporre tale cartello agli esercenti nostrani.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 14 ottobre 2009 alle 15:48

Concordo con prettydog53, il problema è l’incapacità e la superficialità delle amministrazioni.

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hi-tech ha detto..
il 14 ottobre 2009 alle 16:00

Ha ragione prettyDog53: l’unica arma è elaborare un piano del commercio mettendo dei “paletti” che non infrangano le libertà civili costituzionali e ponendo in essere una tenace vigilanza a chè gli esercenti responsabili degli abusi o presunti tali siano puniti insieme ai loro avventori (sulla base di norme che già esistono tipo il TULPS e le varie ordinanze che il Sindaco potrà emanare).
La cosa proncipale è che si realizzi un apparato normativo (piano del commercio) che non leda i diritti fondamentali….Non si potrà certo vietare la vendita di prodotti di origine nord-africana ma si potrà effettuare una accorta vigilanza affinchè i prodotti venduti siano conformi alla nostra Legislazione. Non si potrà certo impedire agli avventori di parlare o riunirsi in piccoli gruppi…ma si potrà loro impedire di schiammazzare, ubriacarsi, intralciare i percorsi pedonali, bivaccare, etc.etc. Le stesse norme che devono rispettare gli italiani devono essere rispettate dagli extra-comunitari (svizzeri ed austriaci compresi…)-
Oltre non si puo’ e nn si deve andare. Non mi reputo nè conservatore nè iper-garantista ma sono fermamente convinto che un marocchino o uno svizzero non si possano permettere di infrangere la Legge solo perchè sono stranieri.

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