Savona, giovani sensibili al recupero di Villa Zanelli
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Savona. Giovani interessati al patrimonio architettonico cittadino e, in particolare, a salvare dal degrado Villa Zanelli, gioiello savonese del liberty. Grazie a Internet e ai social network il tam tam si sta diffondendo: Chiara Facco, 24 anni, ha fondato su Facebook il gruppo “Gli amici di Villa Zanelli” che già conta una quarantina di iscritti.
“La mia città – spiega Chiara – spreca purtroppo buona parte del patrimonio storico-culturale che ha a disposizione. Uno dei tanti sprechi è costituito da Villa Zanelli, una delle costruzioni più belle di tutta la Liguria. Bisogna agire subito per salvare questo fantastico edificio dal suo degrado, che anno dopo anno sta diventando sempre piu preoccupante”.
In realtà, dopo lungo immobilismo, un passo è stato fatto verso il recupero e la riqualificazione della struttura: la giunta regionale nello stanziamento dei fondi Fas (Fondi Aree Sottoutilizzate) ha incluso 4,5 milioni di euro per realizzare nell’immobile savonese l’Accademia dell’ospitalità italiana. L’edificio di via Nizza, di proprietà della Regione Liguria e gestito dall’Asl 2 di Savona, è chiuso dal 1998 e continua a versare in condizioni di abbandono e decadimento.
6 commenti a “Savona, giovani sensibili al recupero di Villa Zanelli”
Io non so’ se la proprieta’ di questa villa paga o non paga le tasse su questa costruzione.
Di certo …. vorrei che il possesso di una villa fronte mare lasciata decadere fosse oggetto di una tassazione selvaggia, piu’ decade e piu’ viene a costare lasciarla decadere.
E questo …… chiunque sia il proprietario ….. e se e’ una amministrazione pubblica …… a maggior ragione.
Paga l’ ICI? e la Tarsu? e la tassa sul degrado? (questa e’ nuova ….. ma otterrebbe molti applausi)
Purtroppo, prima o poi, finirà nelle mani dei signori del cemento per 4 soldi.
Purtroppo devo ancora ripetermi , Savona non ha considerazione del suo passato. Continue ed eterne liti su chi è il proprietario ( Ospedale Vecchio, Aree Priamar e altro ) permettono al tempo di cancellare il salvabile e , poi , rendere necessario , per il decoro urbano, buttarlo giù a fare qualcosa di nuovo. Ero stato interessato anni fa da una associazione disabili di Genova che usava la villa per una vacanza estiva ma alla fine anche a loro non è stato più possibile continuarne l’uso. Si parlava di Casinò, di Museo , adesso di questAccademia dell’Ospitalità ( ?? su Internet non compare ). Si giustificano le nuove opere (Fucksas) con Aree per mostre, convegni mentre rivalutare questo tipo di già esistente darebbe anche una specie di anima , di storia , alla città che sinceramente si meriterebbe più attenzione a sè stessa , ai suoi cittadini , al suo territorio invece che vede il suo ruolo diventare un porto di imbarco per i crocieristi. Sempre senza risposta la domanda QUANTO INCASSA IL COMUNE DI SAVONA DAL TRAFFICO CROCIERE ? sotto domanda QUANTO SPENDE IL COMUNE DI SAVONA PER IL TRAFFICO CROCIERE ?
Ogni tanto mi sento un po’ rivoluzionario ….. ma quando una amministrazione “innanzitutto”, poi la regola la si potrebbe …. con molta cautela trasferire sul privato, lascia andare in “malora” qualcosa che si trova ad amministrare …. dovrebbe perderne la proprieta’.
In questo degrado vi e’ una responsabilita’ molto pesante:
innanzitutto tenerla in ordine e funzionale e’ un dovere verso chi in qualche modo la ha destinata ad un uso pubblico;
poi a tenerla in ordine e funzionale si da’ lavoro.
Villa Zanelli ora appartiene alla Regione Liguria.
Ma fino a quando i nostri amministratori sembrano essere interessati soltanto alle nuove costruzioni, specialmente quelle costruite su ex aree agricole ed industriali, tutto continuerà ad andare in malora.
La risoluzione del problema? Basta solo una matita, occorre saperla usare al momento giusto.




Non posso che complimentarmi con l’iniziativa di Chiara Facco, del resto faccio parte del gruppo da lei creato.
Confesso che è la villa dei miei sogni, perché in fondo questa è Villa Zanelli: una villa da sogno.
Peccato che con il passare del tempo, il sogno si sia tramutato in incubo: tutto chiuso, transennato, degradato.
All’inizio, pensai che si trattasse di una condizione transitoria, di quelle che precedono un restauro, perché una costruzione di così rara bellezza, un biglietto da visita della città, contenente un patrimonio artistico e culturale come pochi, non poteva certamente subire un abbandono totale.
Con il tempo ho scoperto che, invece, di abbandono totale si è trattato. Non ho parole per descrivere la delusione che provo ogni volta che la vedo. Non è così che si tengono le cose belle di una città.
Ed è avvilente constatare che Villa Zanelli è stata vittima della burocrazia, prima, e dei vandali, dopo. Dell’incuria materiale e morale, durante.