Savona, donna in bici investita e uccisa da un camion (le foto)
Savona. Agg. 15,34. E’ indagato con l’accusa di omicidio colposo, R.V., il conducente del camion che stamane ha investito e ucciso la ciclista in via Stalingrado. Sono ancora in corso gli ultimi accertamenti del caso da parte degli uomini della polizia municipale ma la dinamica dell’incidente appare abbastanza chiara. La donna è stata agganciata, all’interno della rotonda, dalla ruota posteriore destra del mezzo ed è stata poi trascinata per alcuni metri. Al momento dell’impatto il camion stava svoltando a destra verso le aree Ips e probabilmente l’autista non si è accorto della presenza della sfortunata ciclista. -
Incidente mortale questa mattina a Savona alla rotonda tra via Stalingrado e via Vittime di Brescia. Un donna di 51 anni, Lisa Boer, che stava transitando in bicicletta è finita sotto un mezzo pesante che stava impegnando la rotatoria di recente attivazione. L’emergenza è scattata intorno alle 7,15. Inutili i tentativi di rianimazione praticati dai militi della Croce Rossa e dal personale del 118: la donna è deceduta sul colpo. Per i rilievi del tragico sinistro, sono arrivati gli agenti della polizia municpale, che si stanno mettendo in contatto con i familiari della vittima (attualmente fuori Savona). Il traffico, in entrambe le direttrici, ha registrato forti rallentamenti.
Adesso che, disgraziatamente, c’è scappato il morto probabilmente si aprirà un dibattito sulla sicurezza delle rotonde savonesi. Il restyling a cui sono state sottoposte le strade, ma soprattutto gli incroci di Savona negli ultimi mesi, con la costruzione di numerosissime rotonde è sotto gli occhi di tutti. Da via Pirandello, fino a Legino passando appunto per via Stalingrado sono state installate decine di nuove rotonde più o meno grandi che, da subito, avevano lasciato qualche perplessità.
Certo, come con tutte le novità, occorre farci l’abitudine e, forse, gli automibilisti savonesi devono ancora “formarsi” all’uso delle rotatorie, ma il problema è stato, con tutta probabilità, sottovalutato. La colonizzazione di rotonde, avvenuta nel giro di poche settimane, è stata precipitosa: da un giorno all’altro automobilisti e motociclisti, ma anche pedoni, si sono ritrovati davanti decine di “new jersey” (le barriere bianche e rosse in plastica) che disegnavano la nuova viabilità. Molte di quelle rotonde provvisorie ora sono diventate definitive, come stava succedendo alla rotonda di via Stalingrado.
Nel caso di via Stalingrado probabilmente il problema non è logistico, da quando la rotatoria è stata installata in effetti il traffico sembra essere più scorrevole, ma piuttosto è un problema di dimensioni e di spazio. La rotonda è piccola, troppo stretta perché un autobus o un camion riescano a girarci agilmente: se questa soluzione punta a favorire lo scorrimento, allora i conti non tornano, con mezzi pesanti che faticano a manovrare bloccandonsi, facendo aumentare in maniera esponenziale il rischio di scontro.
Negli incroci cittadini poi, attraversati anche dai pedoni, le rotatorie non favoriscono il passaggio da una parte all’altra della carreggiata: se l’automobilista vede la rotonda non tende a rallentare perché il traffico scorre e di conseguenza le striscie sono spesso superate ad altà velocità. Inoltre alcuni rondò lasciano perplessi, come quello tra via Chiavella e via Buozzi a Legino, piazzato in contropendenza e con un obbligo di precendenza posto il salita.
Il dato di fatto comunque è che in molti avevano “mugugnato” a Savona contro questa invasione di rotonde, ma la risposta era stata che serviva solo un pò di tempo per abituarsi e che non c’era pericolo. Gli addetti ai lavori avevano assicurato che le rotatorie erano state progettate con attenzione. Ora che la nuova viabilità ha fatto la sua prima vittima forse sarà opportuno sedersi ad un tavolo e rivedere il progetto, almeno in parte, per capire se l’incidente di stamattina sia stato una semplice fatalità o il puntuale verificarsi di una tragica previsione.
23 commenti a “Savona, donna in bici investita e uccisa da un camion (le foto)”
Quella di via Stalingrado non è una rotatoria ma un aborto. Una specie di rondò senza senso. Purtroppo me lo aspettavo , così come mi aspetto che ci scappi il morto pure in quella in Via Nizza davanti ai bagni lido Azzurro( nell’arco di due mesi già 3 incidenti ).Ma come si fa a costruire simili nefandezze e a chiamarle rotonde? Per essere sicure dovrebbero avere un diametro di almeno 20-25 metri (vedi rotatorie in piemonte), altrimenti sono dei rondò senza senso. Meglio i semafori a questo punto. Mi domando chi abbiamo come assessore alla viabilità e che studi sulla viabilità abbia fatto per concepire simili soluzioni. pensa di metterne ancora altre di rotonde e magari qualche altro cordolo ? In Piazza Saffi mi sembra di essere ad indianapolis con tutti sti new jersey e cordoli. Una sola parola. Incompetenti!!
non credo che ci voglia un ingegnere e neppure uno studio universitario per capire che queste rotonde non funzionano.
Non si possono fare 2 corsie per un senso di marcia e la rotonda a 1 corsia….
C’è più coda in via Stalingrado adesso che prima, nell’era dei semafori! Ho rischiato più incidenti nelle ultime 2 settimane per “entrare” in rotonda che negli ultimi 10 anni.
Va bene rinnovare-adeguare-modificare…. ma usando “lo spazio a disposizione, se c’è…” e soprattutto il “buon senso”: grazie!!
Io credo che purtroppo questo genere di episodi possano accadere ovunque, rotonde o non rotonde. Le rotonde a mio parere sono sicuramente un bene perchè sono riuscite a snellire notevolmente il traffico della città, e ce n’era veramente bisogno. Che gli automobilisti si debbano abituare alle rotonde è una verità ma credo che non ci mettano molto, è questione di essere semplicemente un pò svegli. Credo piuttosto che si debba regolamentare l’eccessivo transito dei veicoli pesanti, magari proibendolo nelle ore di punta.
Gentile Redazione, per quanto possa valere, non mi vedete assolutamente d’accordo con questo articolo. Io penso che utilizzare un triste episodio per “incriminare” (mi si perdoni il termine forte) uno strumento urbanistico in via generale, non è opportuno.
Se così fosse, allora si potrebbe tranquillamente dare la colpa anche a semafori, guard-rail, dossi, fontane, panettoni, spargitraffico, cartelli stradali e qualsiasi altro strumento che è stato “protagonista” di un incidente.
Io credo che sia opportuno prima di tutto constatare le responsabilità dei due conducenti, dopodichè prendere anche in considerazione la fatalità. Naturalmente, non bisogna escludere nemmeno un eventuale malfunzionamento della rotatoria in questione. Ciò detto, estendere le responsabilità al concetto di rotatoria mi pare eccessivo.
Cito e commento:
“Da via Pirandello, fino a Legino passando appunto per via Stalingrado sono state installate decine di nuove rotonde più o meno grandi che, da subito, avevano lasciato qualche perplessità” – le perplessità provengono di solito dalla difficoltà di accettare il nuovo, salvo poi lamentarsi perchè non ci sono mai innovazioni.
“Nel caso di via Stalingrado probabilmente il problema non è logistico, da quando la rotatoria è stata installata in effetti il traffico sembra essere più scorrevole, ma piuttosto è un problema di dimensioni e di spazio” – su questo sono concorde.
“se l’automobilista vede la rotonda non tende a rallentare perché il traffico scorre e di conseguenza le striscie sono spesso superate ad altà velocità.” – Chiedo venia, ma questa non è assolutamente colpa della rotona, bensì dell’automobilista che infrange il codice della strada! In prossimità di incroci e rotonde E’ OBBLIGATORIO rallentare. Non ci sono scusanti.
Tralascio poi la parte sull’alta velocità in centro urbano. Mi dispiace ma questo passaggio è, a mio parere, altamente azzardato.
“Il dato di fatto comunque è che in molti avevano “mugugnato” a Savona contro questa invasione di rotonde” – c’è sempre qualcuno che mugugna e qualcuno che è d’accordo. I mugugni che sentivo io provenivano da persone a cui in macchina piace correre. Un campione piccolissimo e ininfluente, lo so, però a me fa intuire il perchè non piacciano le rotatorie.
“Ora che la nuova viabilità ha fatto la sua prima vittima forse sarà opportuno sedersi ad un tavolo e rivedere il progetto, almeno in parte, per capire se l’incidente di stamattina sia stato una semplice fatalità o il puntuale verificarsi di una tragica previsione” – Fatto salvo il vostro legittimo e insindacabile diritto a commentare e ad esprimere opinioni, la conclusione mi sembra forte. Qualsiasi viabilità prima o poi fa vittime. Certo, l’obiettivo è limitarle, ma alzare il grido al primo incidente mi pare eccessivo. Per di più, con il macabro finale della “tragica previsione” sembra che qualcuno non aspettasse altro.
Io sono a favore delle rotatorie, molto più che dei semafori i quali spesso creano ancora più ingorghi di quanto si creda. Non sono un urbanista e non conosco altre possibili soluzioni, che certamente ci saranno o verranno presto inventate. Quindi, resto a favore delle prime.
Come in tutte le cose, io sono ampiamente convinto che la responsabilità sia da guardare prima di ogni altra cosa negli individui. Disattenzioni, fatalità, incapacità e anche sregolatezze umane sono spesso le cause principali degli incidenti. La viabilità ha le sue colpe, certo, ma in misura molto, molto minore. Altrimenti, per assurdo, aboliamo le automobili perchè causano incidenti.
Spero che la mia opinione, legittima quanto la vostra, sia stata ben compresa.
Secondo me solo alcune rotonde sono veramente utili, cioè quelle posizionate nei punti ad alta concentrazione di traffico e se realizzate con uno spazio di manovra adeguato, per esempio sulla via Aurelia a Pietra ed a Ceriale, che comunque sono state economicamente costose. Se invece si vogliono farle per accontentare gli elettori che mugugnano in coda ai semafori, spendendo solo 4 soldi, si ottengono i risultati visti a Finalborgo, Alassio, Savona, ecc.
A prescindere dalla tragedia e dalle responsabilità dei due conducenti che sono da accertare e premettendo che non sono un tecnico, ho effettuto una breve ricerca su internet e ho trovato che la costruzione delle rotatorie deve rispondere ai dettami del “D.M. 19/4/2006. INTERSEZIONI. NORME SULLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI E GEOMETRICHE DELLE INTERSEZIONI STRADALI.”
Ho sfogliato il Decreto in questione e l’elemento che emerge (soprattutto dai disegni tecnici in esso compresi) è che l’isola centrale deve essere sufficientemente grande da impedire il transito rettilineo (o meglio dovrebbe essere un ingombro tale che renda obbligatorio girare intorno alla rotonda) e non come in questo caso dove chi arriva da Corso Tardy e Benech (sotto al cavalcavia delle ferrovia) “vede” dritta di fronte a se via Stalingrado e quindi, al di là di quello che è il codice della strada, può proseguire senza rallentare.
Anche io, abitando in zona, ho percorso in bicicletta parecchie volte questa orrenda rotatoria provenendo da via Vittime di Brescia rischiando di essere travolto (l’ultima volta lunedì mattina) da auto che arrivavano a tutta velocità dal centro città.
Saluti
In una città dove sono praticamente inesistenti le piste ciclabili è inevitabile che questi disgraziatissimi eventi succedano. Vorrei far presente che, pur non conoscendo la dinamica dell’incidente, far coesistere un traffico urbano che coinvolge anche mezzi pesanti con i ciclisti è criminale! La bicicletta per la sua versatilità, la velocità di trasferimento (senza rimanere intasati nel traffico), utilizzo a costo zero, zero impatto ambientale è il mezzo che sta prendendo sepre più campo nelle città. A parole tutti gli amministratori concordano che sia il mezzo che + debba essere incentivato, ma al lato pratico non esiste neanche un progetto di mobilità che preveda una rete di piste ciclabili che spinga i cittadini a servirsi di tale mezzo, a Savona come a Genova per non parlare delle cittadine rivierasche!
. . è vero che nelle rotonde il 99% degli automibilisti NON SA DARE LA PRECEDENZA (che si deve dare a sinistra e non a destra).
il quanto alle rotonde rispondo sopratutto ad Orca: a Finalborgo la rotonda è solamente un dissuasore di velocità, ad Alassio non serve a nulla , a Borghetto sono uno scandalo, e a Ceriale e a Pietra NON C’E’ ASSOLUTAMENTE spazio di manovra, e sono tutte un aborto.. non so dove vive Orca, probabilmente nell’oceano atlantico..
salve. Credo che in un paesone come Savona, la cui superficie territoriale non permette interventi di risonanza tipo il Piemonte, occorra buon senso e un pò di destrezza per affrontare queste nuove, eclatanti rotatorie. Io le definisco necessarie, prioritarie al tentativo di “smuovere” quell’incollonamento che ci accompagna giornalmente.
In cuor mio, amante di tali strutture, sorge un dilemma: perchè non crearne una pure in zona S. Rita, anzichè ostinarsi al mantenimento di tre semafori in meno di 500 mt??!!??(Ipercoop, S. Rita, C.so T. Benech)
se il camion stava svoltando a destra per le aree IPS vuol dire che viaggiava in direzione Est proveniente probabilmente dal casello di Savona/Vado, quindi la rotatoria non c’entra un bel niente visto che la svolta sarebbe stata identica anche con il vecchio assetto viario, inoltre il fatto che la malcapitata sia stata agganciata dalla ruota posteriore destra indica che la stessa stava viaggiando pericolosamente affiancata al mezzo pesante il cui conducente ha comunque omesso di controllare tramite lo specchietto laterale destro di avere via libera alla manovra.
A mio parere, quindi, un concorso di fatalità (e responsabilità) che riguardanto entrambe le persone mentre nulla è da imputarsi alla presenza della rotatoria.
nelle rotatorie la precedenza la si deve dare a chi l’ha già impegnata, non credo si tratti di destra o sinistra, ma di buon senso ed educazione. In un sistema di auto incolonnate, una sosta anche breve provoca già a breve distanza un intasamento molesto, modelli matematici dimostrano che un sistema viario dove il traffico scorra sempre anche se lento è garanzia di assenza di ingorghi.
Certo, bisogna rinunciare a far fischiare le gomme in curva… molti non proprio non ce la fanno…
Posso ? Di Rotonde ne esistono diversi tipi, quelle False che servono solo a “rompere” la velocità su strade pericolose e poi quelle di smistamento del traffico. Progettare una rotonda non si limita a traccire due cerchi con il compasso ma prevede uno studio ed un calcolo tecnico non indifferente , particolarmente sulla tipologia di traffico e di smistamento, Le rotatorie più difficili e ingombranti sono ovviamente quelle che prevedono la svolta a 90° o più gradi dei TIR perchè la manovra deve essere fatta armoniosamente e non con forse si forse no, in cronaca si legge spessodi TIR o peggio BUS che non riescono a girare sulle nuove rotonde. Savona ha alcuni punti di caduta veramente assurdi come quello di Piazza LeonPancaldo dove si arriva da Albissola con due corsie e che poi quella esterna lato mare …. sparisce e lo stesso anche nella rotonda di Via Nizza per andare all’Autostrada dove di fatto non c’è una curva armonica ma una rientranza !! A proposito delle rotatorie davanti ai Bagni Ldo Azzurro si deve ricordare che sono state aperte a seguito delle rimostranze di chi abitava in quei condomini e che con l’istituzione della Pista Ciclabile per andare a Savona era obbligato ad andare a girare a Zinola. Nessun commento al lavoro tecnico fatto certo è che forse rivisitare quei progetti per tenere conto che su quelle strade non girano solo delle Smart ma anche TIR (Via Vittime di Brescia è di fatto il collegamento tra Autostrada e Valbormida ). Che certi Savonesi non sono abituati alle rotonde è vero le considerano ancora come degli STOP e non hanno ancora il buon senso di usare le frecce per dire dove intendono girare. Per i pedoni vita dura a meno che non si facciano i passaggi pedonali una decina di metri prima delle rotonde, Per concludere un pensieino alla rotonda di Corso Mazzini per l’ingresso al Porto , vero quanto detto si entra in due corsie e si esce con una , risultato che se sei stato all’interno e vuoi svoltare per Albissola te la devi vedere con chi è all’interno e non entra in porto. Scusate la lungaggine
La rotonda di Via Stalingrado e’ la rotonda piu pericolosa d’ Italia. Il tragico incidente di questa mattina ha delle precise e gravi responsabilita’. Prima causa e’ il manto stradale ad essere chiamato in causa:E’UN VERO CAMPO DI GUERRA!!! e’ pieno di buche di dossi sconnessi avvallamenti pericolosissimi che portano sopratutto i mezzi a due ruote a improvvise e brusche sterzate con una altissima percentuale di potenziali incidenti.E’ inconcepibile che venga lasciato cosi malamente in condizioni simili dopo una modifica alla viabilita’ di un tratto cittadino ad alta percentuale veicolare.Il sinistro di stamane oltre a una tragica fatalita ha ha sicuramente delle colpe oggettive che gli organi competenti dovranno accertare senza guardare in faccia nessuno.Chiunque e’ transitato in questo tratto ha potuto da se valutare la pericolosita’ della rotonda incriminata.Un’altra pericolosa rotonda e’ quella di via Nizza dove chi proviene da Vado si trova davanti un segnale di dare la precedenza installato su una bella isoletta posto li solo per ricavare e agevolare il passaggio alla villa di un famoso imprenditore di Savona.Anche qui chi e’ transitato si sara’ accorto di questa anomalia.Speriamo che almeno qui “Qualcuno” intervenga prima che succeda qualcosa e sia poi troppo tardi,”Qualcuno” che se non e’ in grado lasci il compito a chi ha studiato un po’ di meno ma sicuramente rimediera’ velocemente a sistemare in sicurezza “queste rotonde” di Savona
Scusate l’intromissione però il primo pensiero per una giovane signora che ha perso la vita e per la famiglia ora potete continuare
Avevo inviato una riflessione sulle rotonde due mesi fa. E non per semplice mugugno ma perchè evidenziavo che non si può invadere un territorio di rotonde senza preventivarne l’effetto (vedi l’abituarsi) non si può dal niente al troppo, non si può lasciare una rotonda in sito critico senza sorveglianza, almeno per un periodo di sperimentazione. La colpa è di tutti noi automibilisti (non parliamo poi dei motociclisti!) e non che all’approssimarsi della rotonda stante la confusione andiamo in adrenalina per passare. Sono stati interventi a pioggia e troppo repentini. La solita voglia del voler far vedere che si fa senza a volte approfondire meglio il problema. Le rotonde servono e sono utili ma se sono ragionate non solo sulla carta ma con logica di simulazione. Quella di via Stalingrado credo sia stata una scelta sbagliata. Una arteria dove confluisce maggiormente traffico da ambo le direttrici e che ha necessariamente bisogno di uno STOP semaforo, a prescindere dal tempo di fermo, dall’inquinamento dalle code che si formano ecc. Ora che è capitato l’episodio luttuoso tutti correranno agli interrogativi. Se si pianifica senza logica e con affanno non si può che ricevere confusione e disservizio. E di questo la nostra Amministrazione ne può essere di vanto.
Sicuramente molte rotonde non rispettano i criteri per cui devono essere costruite, cioè rallentare la velocità e evitare gli impatti frontali; sicuramente i comuni hanno vantaggi e contributi per la costruzione delle rotonde, ma basta guardare quanti automobilisti non rallentano neppure quando si immettono su una rotonda per capire che la colpa non è sempre delle rotonde mal progettate. Quella di via stalingrado / via vittime di brescia è assurda in quanto si passa da 2 corsie a 1 senza preavviso.
Caro Medmax1985 per tua informazione io vivo lungo le coste della riviera e mi ci muovo costantemente, purtroppo non in mare ma usando la rete viaria, quindi è stato facile raffrontare la situazione prima e dopo le realizzazione delle rotonde; forse non ti ricordi più i serpentoni di auto costantemente in coda il mattino o la domenica a Pietra? Non sei mai tornato il pomeriggio da Albenga e ti inchiodavi a Ceriale? O forse sei per lo slow totale e non ti frega niente di rimanere ore in auto per fare pochi chilometri? Non so con che mezzi giri tu ma dire che in quelle rotonde non c’è assolutamente spazio di manovra mi sembra un tantino esagerato. Quello che invece volevo sottolineare anche prima era che molti politici locali (di destra o di sinistra) vogliono fare bella figura per ottenere qualche misero voto in più dai fautori delle rotatorie ad ogni costo, spendendo poco e creando gli “aborti” che dici tu, dove purtroppo accadono gli incidenti ed i disagi Baci.
KIKKO, hai scritto una gran verità.
Personalmente uso la bicicleta per andare tutti i giorni al lavoro, percorro 17 chilometri ogni giorno attraversando Savona da est a ovest e viceversa. Tutti parlano di ecologia, si riempiono la bocca di varie ecologie ma sfido chiunque a prendere la bici e comportandosi bene, a constatare quante volte si rischia l’investimento e l’incidente. Come mai a Savona non si costruiscono piste ciclabili ma soltanto, in gran velocità, micro-rotatorie pericolose dove s’incastrano mezzi pesanti con le conseguenze che tutti vediamo? Forse che con le micro-rotatorie qualcuno ha trovato il business che é inferiore costruendo delle piste ciclabili? Se fosse mai vero che la rotatoria costruita é illegale, che succede? Chi é il responsabile? Tornando a casa sarà meglio che prima di attraversare in bici la rotatoria scenda dalla bici e prosegua a piedi?
Pienamente d’accordo con Agostinelli.Anche nel recente passato abbiamo pianto la scomparsa della vigilessa Barbiero Federica (vi prego NON dimentichiamola),avvenuta in circostanze tragiche.Oggi un’altra vittima della strada.Sicuramente vi sono responsabilita’ oggettive in corso di accertamento,allo stato attuale il solo dato oggettivo che abbiamo e’ il seguente:la rotatoria non ha i requisiti previsti dalla Legge,credo che nessuno possa contestare questa affermazione.
Non si può dimenticare la Vigilessa del Comune di Savona? ( mi sembra di ricordare che sul casco ci
fosse scritto un altro comune del savonese, sicuramente mi sbasgierò).
Gli abitanti di Legino, via stalingrado, c.so T. e Beneck e corso Mazzini non hanno più visto transitare
CONVOGLI MILITARI, che transitavano con frequenza abituale attraversando la Città.
Sarà certo una coincidenza ma, come disse qualcuno: “Pensar male è peccato ma, qualche volta….”
Non è che quel convoglio, al pari di altri similari, non avrebbe potuto transitare in pieno centro e nelle
ore di punta?
Un aiutino in materia risulterà quanto mai gradito.
…….anche se QUALCUNO sugli organi di stampa afferma il contrario
E’ evidente che i convogli militari non siano piu’ transitati su quelle strade,ma si sono individuati i responsabili ? e’ questa la vera questione da porsi,come per l’ultima tragedia accaduta nella rotatoria di Via Stalingrado.












Domanda, prima di chiamare assassino il camionista: chi dei due non ha dato la precedenza?