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Thailandia: Bangkok dedica un monumento al cisanese Gerolamo Emilio Gerini foto

[thumb:13658:l]Bangkok / Cisano sul Neva. E’ un fatto straordinario se si considera che in tutta la Thailandia non sono più di tre o quattro i monumenti pubblici dedicati a stranieri. Oggi, giovedì 6 agosto, presso l’Army Training Command (Scuola Superiore di Studi Militari) di Bangkok, il comandante in capo dell’esercito thai, generale Anupong, inaugurerà ufficialmente il busto bronzeo del colonnello Gerolamo Emilio Gerini.

Gerini, nato a Cisano sul Neva, nell’entroterra albenganese, nel 1860, a ventun’anni si trasferì in Thailandia (allora Siam) con l’incarico di Istruttore militare della Cadets’ School. Nel 1895 divenne primo direttore Generale dell’Educazione Militare del Regno del Siam.

Ricordato anche come importante antropologo dalla Royal Scientific Society di Londra e fondatore della Siam Society (ancor oggi tra i maggiori centri di studi storico-archeologici del Sudest asiatico in stretto rapporto di collaborazione con l’ISIAO), il colonnello Gerini fu anche linguista, filologo e geografo oltre che archeologo.

Scrisse e pubblicò numerosi libri, in inglese e thailandese, sulla geografia antica, cultura, tradizioni e costumi del Regno del Siam, alcuni dei quali (“Resarches on Ptholemy’s Geography of Eastern Asia”, “Chulalacantamangala”, “The Maha Thet Ceremony”) sono considerati dei testi classici, fondamentali per gli studi orientalistici. Fu anche giornalista corrispondente di testate italiane, nonché diresse per molti anni e fu poi sempre un assiduo collaboratore della rivista “Yutthakot”, il diffusissimo organo ufficiale delle forze armate thailandesi, tutt’oggi in pubblicazione. Scrisse anche, in thalandese, testi di tattica e strategia militare, di matematica e geometria per la Scuola Militare, alcuni dei quali ancora in uso fino a non molti anni or sono.

E’ nel 1905 che, assieme ad un piccolo gruppo di studiosi, Gerolamo Emilio Gerini fondò la Siam Society, di cui fu primo segretario generale. Il cisanese contribuì poi, negli anni, con svariati articoli al “Journal of The Siam Society”, che ancora recentemente ne ha ripubblicato alcuni, ritenendoli tutt’ora attuali. Ritornato in Italia, dal 1905 rappresentò la Thailandia in numerosi congressi di orientalisti e svolse ancora importanti incarichi per il governo Siamese.

Nel 1907, il sovrano siamese Re Chulalongkorn (Rama V), durante la visita in Europa, fu spesso accompagnato nelle sue visite in diverse città da Gerini, cui lo legava un vincolo di stima. In particolare, quando il re, alla fine del soggiorno, per un mese risedette a Villa Nobel in Sanremo, il colonnello fu spesso suo compagno nelle visite alle località rivierasche e lo ebbe ospite a pranzo a Villa Gerini a Cisano sul Neva. [image:13659:r]

Nel 1911, nominato curatore del Padiglione del Siam alla Esposizione Internazionale di Torino (l’esposizione del Cinquantenario dell’Unità d’Italia), curò la realizzazione e la gestione del Padiglione stesso. Il Catalogo del Padiglione, pubblicato in tale occasione (e riedito recentemente dalla “White Lotus Press” di Bangkok) fu redatto quasi interamente dal Gerini stesso ed è considerato un testo fondamentale per la conoscenza del Siam d’inizio Novecento.

Oltre alle molte onorificenze thailandesi (Ordine del’Elefante Bianco di terza e di quarta classe, Ordine della Corona del Siam) ed al titolo di Phra (secondo, in ordine di importanza, tra i titoli nobiliari siamesi) fu nominato, dal Re d’Italia, Grand’Ufficiale del Regno.

La dedica di un monumento al colonnello Gerolamo Emilio Gerini (chiamato Phra Sarasasana Bulakhand in lingua locale) rappresenta un fatto eccezionale. Dei pochissimi monumenti agli stranieri in Thailandia, due sono ora tributati agli italiani: il busto dedicato allo studioso e militare cisanese segue quello elevato allo scultore fiorentino Corrado Feroci posto nel campus della Università Silpakorn di Bangkok (di cui Feroci fu il fondatore). Il busto bronzeo del colonnello, realizzato su iniziativa del luogotenente generale Adun, è posto su un piedistallo di marmo rosa all’ingresso della Palazzina Comando della Scuola Militare di Bangkok.

Gerini morì a Torino nel 1913, per un attacco di cuore, probabilmente in conseguenza della malaria contratta molti anni prima durante la sua residenza in Thailandia. E’ sepolto nella tomba di famiglia a Cisano sul Neva.

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