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Savona, droga ed estorsione: giovane calciatore di nuovo in carcere

[thumb:7591:l]Savona. Si sono riaperte le porte del carcere per Endrit Komoni, 21 anni, arrestato dalla polizia savonese su ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Savona. Il giovane, originario di Dakovica (ex Jugoslavia oggi Kosovo), deve scontare un residuo di pena di 2 anni e 10 mesi. Lo scorso maggio era stato condannato a 4 anni di reclusione e a 14 mila euro di ammenda: nel 2008, esattamente dodici mesi prima, era finito in manette perché coinvolto nella maxi operazione antidroga “Maracanà”.

In particolare, gli episodi di spaccio di droga ed estorsione per il quale è stato condannato Komoni risalgono al periodo fra l’agosto e il dicembre 2007. Intorno alle 16 di ieri il giovane è stato colto dai poliziotti in via Barrili, nel quartiere di Villapiana, dove risiede. Sottratto il periodo di dentenzione presofferto in custodia cautelare, di circa 2 anni, gli resta da espiare l’altra metà della pena detentiva.

I guai con la giustizia hanno ostacolato non poco la carriera calcistica del ventunenne, già promessa del Savona Calcio, poi passato fra le fila del Borgorosso Arenzano. Il ritorno in cella anche questa volta frenerà allenamenti e attività sportiva del giovane difensore che ha sempre dichiarato di voler fare lo sportivo di mestiere.

Le indagini dell’operazione investigativa “Maracanà” (15 arresti complessivamente) avevano individuato Komoni come uno dei personaggi chiave dell’estesa organizzazione che si occupava dello smercio di cocaina, hashish, marijuana, mdma ed ecstasy in ambienti giovanili scolastici e calcistici di Savona. “Maracanà” è il nome di un campetto da gioco che veniva utilizzato dai malviventi nel linguaggio in codice durante le comunicazioni per lo scambio della droga.

La banda non esitava ad attuare estorsioni con rapina nei confronti degli acquirenti insolventi. Lo stesso Komoni, con l’aiuto di un complice, aveva costretto un “cliente” a cedere un’autovettura di grossa cilindrata (un’Audi) per saldare un debito di 8 mila euro.

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