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RU486, Cristiani Uniti: “Tutelare i medici obiettori di coscienza”

[thumb:2299:l]Savona. Dopo la decisione dell’Agenzia nazionale del farmaco che dà il via libera alla commercializzazione della pillola abortiva RU486, il vicepresidente regionale dei Cristiani Uniti, Massimiliano Cane, prende posizione: “Mentre auspichiamo un intervento del ministero della Salute – spiega – vigileremo affinché, nelle strutture ospedaliere della nostra provincia, sia assolutamente tutelata la possibilità per i medici di praticare l’obiezione di coscienza”.

Commenti

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  1. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Ovviamente se il medico che si è dichiarato Obiettore viene scoperto farlo privatamente .. viene radiato dall’Albo ? Lo stesso vale per tutte le problematiche che possono sorgere in funzione del credo religioso. Non si è CRISTIANI solo perchè contrari all’aborto, sarebbe una politicizzazioen troppo limitata. Quindi chi si dichiara contrario all’aborto per credo religioso per lo stesso credo è automaticamente contrario a denunciare il Clandestino che si rivolge a lui per delle cure e questo per tanti altri comportamenti etici di origine religiosa.

  2. cicno78
    Scritto da cicno78

    Se mancano medici abortisti sarà probabilmente che sono stati abortiti dalle loro mamme!

  3. Scritto da antonio gianetto

    Può darsi che ricordi male, mi sembra di aver letto che, un medico obiettore, nella struttura pubblica, poi praticava aborti nella struttura privata. Cercando ho trovato un riferimento qui:
    http://www.uaar.it/news/2008/03/15/genova-scandalo-allarga-aborti-nella-clinica-delle-suore/

  4. Scritto da Riverbero

    Quando i medici praticano l’aborto, non sopprimono una vita, ma una “possibilità di vita”.
    Ci sono comitati etici che devono prendere delle decisioni a riguardo e quelle rimangono sino a quando non ci son elementi per cambiare le precedenti valutazioni.
    Siccome in Italia l’aborto è legale ed esiste una precisa legislazione a proposito, si deve garantire il servizio pubblico.

  5. cicno78
    Scritto da cicno78

    E’ troppo sminuente, per gli argomenti trattati, buttarla sulle “trattenute sullo stipendio” di medici che si rifiutano di sopprimere una vita (perchè per la loro coscienza di obiettori, di questo si tratterebbe), ovvero come intende Lei, r.bazzano, per un LAVORO NON SVOLTO !!!
    Leofinalese scrive -:Ecco da dove parte tutta la problematica…obiettori di coscienza…pillola del giorno dopo… ecc.ecc. Sono daccordo. Tutto stà nel QUANDO si intende la vita abbia inizio.
    La VITA. Per chi inizia con l’espulsione dal grembo materno piuttosto che con la fecondazione piuttosto che al settimo mese… Ci sono pareri discordanti a riguardo, ogniuno ha la sua opinione!
    OPINIONE. In tema di vita e di valore della persona umana si accetta che si possa sbagliare il momento in cui interrompere una gravidanza, perchè per un’opinione sbagliata, anche in buona “fede”, si è arrivati un po’ dopo ?
    Paradossalmente, perchè non considerare l’inizio di “una vita totalmente espressa”, il momento in cui il bambino non comincia a dire -:mamma! Oppure quando il bambino arriva alla pubertà o quando non è maturo sessualmente, (in questo caso bisognerebbe distinguere: vita femminile più precoce e quella maschile ancora eticamente sopprimibile) ecc.ecc.
    Se gli uomini e le donne della nostra società fossero pienamente coscienti della responsabilità dei ruoli di papà e di mamma verso una vita che nasce attraverso l’uso del proprio corpo, non saremmo qui a parla del QUANDO ma sapremmo già benissimo tutti che la nuova vita nasce dalla nostra stessa vita.