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Ronde a Varazze, la Prefettura: istanza da riformulare

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[thumb:1296:l]Varazze. Gli “osservatori volontari” voluti dalla giunta varazzina guidata dal sindaco Giovanni Delfino, almeno per ora, non potranno essere iscritti nell’elenco prefettizio. Già ieri mattina la Prefettura ha inviato una lettera al legale rappresentante dell’associazione nata per realizzare le ronde cittadine, esponendo rilievi di natura squisitamente giuridica in merito all’atto costituivo. Oggi, la riunione in Prefettura (cui hanno partecipato il primo cittadino varazzino, l’assessore comunale alla sicurezza, il comandante della municipale e anche il questore di Savona) ha confermato quanto già esplicitato dai vertici dell’Ufficio del Governo.

Non si tratta, però, di un “non se ne farà nulla” o di uno stop all’iniziativa che, coinvolgendo ex agenti e militari, vedrebbe come guida l’ex maresciallo Renato Zeppa. E’ invece l’indicazione dei parametri cui l’associazione dovrà adattarsi per poter operare sul territorio. Quella di Varazze è l’unica domanda ufficiale relativa alle ronde presentata in provincia di Savona (con istanza di lunedì 17 agosto scorso). La stessa istituzione prefettizia ha voluto precisare il tenore della questione, smentendo – ha precisato – “le notizie infondate apparse nei giorni scorsi nella cronaca locale concernenti i presunti rilievi che la Prefettura avrebbe fatto in relazione all’impiego degli ‘Osservatori volontari’ nel Comune di Varazze”.

Nel corso dell’incontro odierno sono poi emerse due particolari esigenze: la necessità per i sindaci – che intendono avvalersi degli “osservatori volontari” – di individuare gli ambiti in cui utilizzare questo strumento innovativo istituito per accrescere la sicurezza urbana e contribuire a ridurre il disagio sociale eventualmente presente nel proprio territorio; la necessità che i volontari che saranno impiegati siano formati preventivamente ed in modo adeguato. La disciplina sui “rondisti” emanata dal Ministero dell’Interno prevede “paletti” dettagliati sull’organizzazione e sulla realizzazione pratica dei pattugliamenti privati e, in via preliminare, l’iscrizione dell’associazione che voglia effettuare i servizi nell’apposito elenco prefettizio delle “Associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di Polizia dello Stato o locali eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale”.

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