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Crisi, boom di insoluti in Liguria: Savona in controtendenza

[thumb:13855:l]Savona. Clima torrido e rischi di scottature non sono una novità in agosto. Quest’anno, però, molti italiani sotto l’ombrellone oltre a proteggersi dalla canicola pensano anche a come proteggere il conto in banca, in vista dei “pagherò” in scadenza al ritorno dalle ferie. Nei primi sei mesi del 2009, infatti, gli italiani sono risultati più insolventi e per cifre più consistenti rispetto al recente passato. Assegni, cambiali e tratte non onorate sono aumentate sia nel numero (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro.

Alla forte riduzione nel numero degli assegni scoperti (-11,1% nel semestre) ha corrisposto un aumento praticamente uguale nel valore medio (+10,8%), con la conseguenza che il monte complessivo degli assegni a vuoto è diminuita del solo 1,5% (quasi 1,3 miliardi il totale).

In valore assoluto, i dati indicano che tra gennaio e giugno le regioni dove si concentrano maggiormente le mancate promesse di pagamento sono state Lombardia, Lazio e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 422, 399 e 334 milioni di euro. Insieme, nelle prime tre regioni si concentra il 52% di tutto l’insoluto nazionale del semestre.

In termini relativi e sempre con riguardo al totale degli importi non onorati, le difficoltà a pagare nei termini hanno fatto aumentare di più il valore dei titoli insoluti in Veneto (+38,5%), Liguria (+35,5) ed Emilia-Romagna (+33). Le regioni in cui si sono registrati gli aumentati più consistenti nel numero di effetti protestati sono state il Veneto (+30,7%), il Molise (+20,6) e la Toscana (+12,9). La classifica regionale è frutto abbastanza fedele di quella provinciale, in cui a primeggiare come capitale dei “bidoni” è Roma (quasi 320 milioni di euro promessi e mai pagati), seguita da Milano (240) e Napoli (180).

In Liguria l’insoluto nel primo semestre 2009 ammonta a 25.092.775 di euro, mentre nello stesso periodo del 2008 il valore era di 18.518.435. Sebbene il numero di insoluti sia rimasto simile, 9.601 contro 9004, è il valore di ogni songola sofferenza che è aumentata passando dai 2.057 euro ai 2.614 euro.

Analizzando il dato per province Genova è la capitale ligure degli assegni “cabriolet” con oltre il 50% degli insoluti per un valore di 13.268.168 euro un aumento rispetto il 2008 del 51.5%. Seguita da Imperia con 1.730.137 euro di assegni a vuoto ed una variazione percentuale che segna + 52.9%. Dato contro tendenza invece a La Spezia e Savona che registrano una flessione confronto al 2008. Gli assegni scoperti a Spezia sono stati 291 per un totale 1.469.364 euro (-27.3%), flessione ancora più accentuata a Savona dove la differenza con l’anno scorso segna un -63.8%, in totale gli assegni scoperti sono stati 302 per un valore di 1.153.806 euro.

Imperia è invece la prima provincia ligure per quanto riguarda le cambiali insolute 4.080.585 euro con un aumento del 169 % rispetto al 2008. Genova si ferma a 3.749.071 euro(+24%). In aumento anche a Savona 2.066.725 (+34%). Mentre La Spezia è l’unica provincia ligure dove il dato è inferiore all’anno precedente con 1.239.694 euro (-12.7%)

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