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Articolo n° 69194 del 04/08/2009 - 08:44

Noli, “sabotaggio” ai danni delle colonie feline

Gatto

Noli. A Noli, in via Fiumara 33, c’è qualcuno che non sopporta la presenza della locale colonia felina libera e butta via cibo e ripari posizionati dagli animalisti. Nelle scorse settimane sono stati uccisi tre giovani gattini, seguiti nei giorni scorsi da una femmina adulta, probabilmente avvelenata, mentre i superstiti sono divenuti spaventati ed inavvicinabili.

Guardie zoofile della Protezione Animali e vigili urbani stanno procedendo agli accertamenti per denunciare i colpevoli. La colonia, ora dimezzata, era costituita da 8 animali, quasi tutti sterilizzati a cura dei volontari dell’associazione.

 

Redazione

12 commenti a “Noli, “sabotaggio” ai danni delle colonie feline”
Antonio Marotta ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 10:40

Non c’è cosa peggiore della cattiveria gratuita. Spero che questi, lasciamo stare come chiamarli, vengano arrestati e che sia buttata via la chiave.

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Calu ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 11:34

Ovviamente, coloro che praticano violenze nei confronti degli animali sono persone deprecabili. Come quelli che abbandonano i cani in autostrada o nei boschi.

Detto questo, io non approvo nemmeno le pratiche di gattari e quanti altri decidano di cibare i randagi per le strade. Se desiderano accudirli, se li portino in casa.

Lasciare cibi per strada consduce a diverse conseguenze negative. Innanzitutto la formazione di colonie di gatti, tra i quali sicuramente ci saranno portatori di malattie. In seguito, attraggono topi, che portano ancora più malattie (topi che non vengono più cacciati dai gatti, come natura invita, poichè i gatti non hanno più bisogno di “cacciare”). Infine, attraggono piccioni, ulteriore problema logistico.

Io, per esempio, abito al primo piano. Una simpatica gattara ha deciso che lo spazio sotto il mio balcone sia un luogo ideale per riporre vari alimenti. Come risultato, ho il balcone costantemente occupato da piccioni e dai ricordi che generalmente i piccioni lasciano. Non fa piacere.

Naturalmente tutto ciò non giustifica la giustizia “fai da te” nei confronti degli animali. Però le pratiche dei gattari non le condivido.

Altrimenti diventerò “moscaro” e lascerò di fronte al portone dei gattari il cibo preferito dalle mosche. Tutti i giorni.

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sampei29 ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 16:10

concordo con calu, massimo biasimo per un gesto inqualificabile, ma anche chi aiuta i gatti dovrebbe organizzarsi per dare il minor fastidio possibile al vicinato…

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sissio ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 16:37

certo, bisogna rispettare tutti… peccato che siano sempre le persone e non gli animali a compiere atti vergognosi e incivili, e chi ne paga le relative conseguenze? Naturalmente le bestie…

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Mario Caccamo ha detto..
il 6 agosto 2009 alle 13:43

Portarsi a casa i gatti ?
Nono sono animali abbandonati, sono “liberi”, tali nati e tali debbono rimanere secondo legge.
Che in ogni categoria ci siano maleducati è purtroppo vero. Ma non bisogna generalizzare. Moltissime colonie feline sono state sterilizzate e sono curate secondo norme igieniche corrette, e non portano, caro signore, “sicuramente” malattie.
C’è gente che non perde occasione per dare addosso agli animali e a chi li difende.

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Calu ha detto..
il 6 agosto 2009 alle 14:39

Gentile signor Caccamo, se sono io il “caro signore” a cui si riferisce (e penso di esserlo visto che ha quotato il mio avverbio “sicuramente”) la invito a rileggere il mio post con più attenzione.

Lei dice “Moltissime colonie feline sono state sterilizzate e sono curate secondo norme igieniche corrette” – va da sè che lei stesso, dicendo “moltissime” non intende dire “tutte”.
A conferma del fatto che non ha letto bene il mio intervento, riporto pari pari la mia frase: “la formazione di colonie di gatti, tra i quali sicuramente ci saranno portatori di malattie” – il mio “tra i quali”, essendo di fatto complemento partitivo, implica “non tutti”.
Insomma, di quel “tra i quali” fanno parte i “pochissimi” che lei stesso esclude dal suo conto e che possono essere portatori di malattie. E’ giustificato quindi l’avverbio “sicuramente”.
Lo vede che non ho detto una stupidaggine? Altrimenti, se pensa così, si contraddice da solo.
(sia chiaro, non è una lezione di grammatica, ma solo una legittima difesa. Quando scrivo bado molto alle locuzioni e alla forma, proprio per non essere frainteso – certamente farò degli errori, ma questa volta non credo d’averne fatti)

Inoltre, ma su questo non sono sicuro di essere io l’obiettivo, può riportarmi la frase in cui io esplicitamente “do addosso agli animali”?

Teoricamente, non do addosso nemmeno “a chi li difende”, ma ammetto che i miei commenti nei confronti dei gattari possono essere interpretati in questo senso, quindi accetto la sua critica su questo punto – sebbene, ripeto, non ho nulla contro chi difende gli animali, ma solo nei confronti dei maleducati che se ne fregano della pulizia delle strade e tra questi, ahimè, possono trovarsi anche i gattari. Probabilmente questo le darà fastidio, ma io non considero un gattaro quale difensore degli animali bensì semplicemente amante o appassionato agli stessi. Volontari di Greenpeace e WWF, persone che non abbandonano i cani per strada, pulitori di boschi e letti di fiumi, ecco, per me questi sono difensori degli animali.

Infine, ripeto, io faccio anche riferimento a piccioni, topi e ratti. Tra questi, gli esemplari sterilizzati e curati secondo norme igieniche corrette ritengo siano molto pochi. Se mi sbaglio, le chiedo scusa.

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Mario Caccamo ha detto..
il 7 agosto 2009 alle 12:50

Io ho riposto alla sua frase che riporto testualmente: “..io non approvo nemmeno le pratiche di gattari e quanti altri decidano di cibare i randagi per le strade. Se desiderano accudirli, se li portino a casa.”
E meno male che Lei dice di non dare addosso agli animali !
Secondo Lei infatti, visto che sono liberi, devono morire di fame?
Ma forse pensa che i gatti debbano mangiare i topi, mentre invece li cacciano soltanto e li tengono lontano da noi; fin dal medioevo sono stati “assunti” sulle navi per questo compito e ricevevano vitto e alloggio.
Prendo atto che Lei non considera i gattari e le associazioni animaliste come “difensori degli animali”, qualifica che riserva a WWF e Greenpeace. Chissà cose ne direbbero, se potessero parlare, i tonni (il WWF sponsorizza la riapertura delle tonnare) e tutti gli altri animali da carne che i volontari delle due associazioni si mangiano senza tanti problemi, tra una crociera e l’altra, beati loro.
Tornando alla colonia felina di Noli, essa è stata quasi interamente sterilizzata dai volontari, mentre le autorità sanitarie escludono che gatti e colombi siano un pericolo per la salute umana.

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Calu ha detto..
il 7 agosto 2009 alle 14:40

Gentile signor Caccamo, a quanto pare non ci capiamo. Anche nella mia frase, da lei stesso riportata, non vedo alcun attacco nei confronti degli animali, ma solo la mia opinione sulla pratica di chi nutre i randagi.

Se lei, in questo commento, legge un mio crudele desiderio di veder morire di fame i gatti, è una sua interpretazione. Lei esprime un’opinione su di me tanto quanto io la esprimo sui gattari. Legittimo.

Non proseguo in spiegazioni su WWF, Greenpeace, eccetera, perchè sarebbe inutile ed anche estraneo al contesto dell’articolo. Ho nominato solo quei due perchè sono i più famosi, ma se vuole mi informo e le invierò l’elenco completo di tutte le associazioni che considero “difensori degli animali”, quali la Lipu o altre.

Per quanto mi riguarda, Lascio giudicare a chi legge i nostri commenti, permettendo agli altri di esprimere le proprie opinioni sul caso, nel caso desiderassero farlo.

Siccome ritengo, sebbene non ne sia certo, che lei risponderà a questo post, le chiedo cortesemente di indicarmi la frase in cui dico che non considero le associazioni animaliste come difensori degli animali. Io penso di essere stato chiaro nel parlare di “gattari”, ossia di singoli individui, non di associazioni.

Se esiste una associazione animalista che si chiama “i gattari” le chiedo scusa di tutto, è stata solo una mia incomprensione dettata dal fatto che ne ignoro l’esistenza.

Cordialmente

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MOANA RIVOLI ha detto..
il 9 agosto 2009 alle 11:08

Giuste le rimostranze del signor Caccamo; il signor Calu insiste nel ritenere che i gattari, invece di sfamare i gatti di strada, dovrebbero portarseli a casa, dimostrando di non conoscere l’etologia di questi animali e le scarse leggi che li tutelano. Ed interviene a sproposito su un episodio specifico, cioè una colonia felina sterilizzata e sfamata nel rispetto delle norme igieniche, avvelenata da persone che non la vogliono sotto casa e distruggono cibo e suppellettili ostacolando il lavoro di pubblica utilità fatto dai volontari animalisti.

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W.W. ha detto..
il 9 agosto 2009 alle 14:00

Scusate l’involontario disturbo ma, avrei il desiderio di chiarire qualche cosina.
La libertà è il bene più prezioso che possa esistere per gli esseri umani e per gli animali, perdonatemi
se, giunti a certi punti non riesco più a distinguere gli uni dagli altri.
Come qualsiasi altra azione è meritorio aiutare chi può avere la sfortuna di trovarsi in difficoltà, umano o animale che sia.
Poi esistono delle leggi che permettono o vietano si faccia una certa cosa al posto di un’altra, con un particolare riguardo alle persone che, a qualsivoglia titolo non condividono la nostra propensione.
Esempio: se io possiedo un giardino, un apezzamento di terreno o altro io, posso offrire cibo a gatti,
piccioni o con del buon grana a topi, sono affari miei e se violo leggi od ordinanze sarò chiamato a risponderne in proprio ma, la ruota auto bagnata da un cane non produce altre ruote ed è casa mia, non credo che il proprietaro del cane sarebbe felice se l’abluzione avvenisse sulla sua porta di casa.
credo che , il prorpietario del cane sarebbe felice se il mio facesse i bisognini sulla sua porta di casa.

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Calu ha detto..
il 9 agosto 2009 alle 20:18

Certo che sono giuste le rimostranza del signor Caccamo. E sono giuste anche le sue, signora Rivoli. E’ un forum, e l’unica cosa ingiusta è impedire agli altri di esprimere rimostranze. Ben venga il dibattito.

Io insisto perchè ho determinate idee, e se bastasse il post di una persona che non conosco a farmi cambiare idea, sarei una persona davvero fragile. Tenga presente che, allo stesso, io non pretendo di portarvi sulla mia “retta via”. Sarebbe incivile. Cerco di solo di avere risposte (che non ho avuto) in merito al DOVE ho espresso determinati concetti di cui mi si accusa. E’ quello che ho chiesto in tutti i post, tranne il primo ovviamente.

Mi permetto di correggerla sulla questione delle mie conoscenze etologiche. Lei non mi conosce, non può dire certe cose. Io non sto parlando di comportamento dei gatti ma di comportamento di alcuni cittadini, individui umani, singoli. Più che di etologia animale, parlerei quindi di sociologia urbana e simili.

Stesso discorso dicasi per le leggi. So che esistono scarse leggi a tutela degli animali e so che esistono leggi che proibiscono ai singoli individui (ripeto, singoli individui, non associazioni animaliste) di utilizzare strade pubbliche o spazi privati come luogo dove cibare animali randagi. Le chiedo, per cortesia, di non saltare a conclusioni sulla mia persona. Su quello che scrivo, naturalmente sì. Su di me, no.

Non credo poi d’essere intervenuto a sproposito. Ho espresso un’opinione che è diversa dalla sua e da quella del signor Caccamo. Se basta pensarla diversamente per veder definiti i propri come interventi “a sproposito”, allora si passa dal dialogo all’intransigenza. Mi dica per favore (e lo chiedo senza astio) dove ho detto che volontari o associazioni animaliste non fanno opere sociali necessarie.

Anzi, in merito alla colonia felina di Noli, ho esplicitamente detto (e cito): “coloro che praticano violenze nei confronti degli animali sono persone deprecabili” e ancora “tutto ciò non giustifica la giustizia fai da te nei confronti degli animali” – niente di più concorde al suo giudizio di chi (appunto) distrugge cibo o suppellettili ostacolando un lavoro di pubblica utilità.

Io considero legittimo aiutare gli animali in difficoltà. Non ho mai distrutto a calci le vaschette di cibo davanti al mio portone.

Le chiedo, però, una cosa: lei considera legittimo il mio desiderio di non vedere resti di cibo masticato davanti all’ingresso di casa mia ed escrementi di piccione sul mio balcone (per coincidenza, solo il balcone che da su tali resti. Gli altri balconi non hanno di questi problemi. La ritengo una precisione necessaria a farsi)?

Nulla contro di lei e contro le sue idee. Difendo solo me stesso dalle accuse che mi vengono fatte. Senza farne a mia volta.

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lui la plume ha detto..
il 9 agosto 2009 alle 23:54

Mi sembra che vi siano delle regole che i “gattari o le gattare” spesso non rispettano.

Mi pare (ma qualcuno potra’ confermare) che siano tenuti a non abbandonare il cibo ne i contenitori, a fine pasto bisogna sparecchiare e ripulire …. come avviene in un qualsiasi ristorante.

Abbandonare furtivamente cartocci di alimenti denota ovviamente un amore per gli animali (liberi o randagi) e qui nulla da dire ….. ma bisogna aspettare che finiscano di mangiare e poi ….. si ripulisce.

Fra l’altro questa attenzione (che non e’ dettata da buona volonta’ …. e’ un dovere civico soggetto a “punizioni”) oltre ad essere gradita anche da chi queste colonie mal sopporta (e qui sono fatti loro) risulta anche utile per controllare la quantita’ di cibo necessaria a sfamare i commensali.

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