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Media di condomini per amministratore: Savona al terzo posto

[thumb:12574:l]Savona. La provincia di Savona è al terzo posto nella graduatoria che misura il rapporto di condomini gestiti da ogni amministratore. Segue, subito dopo, la provincia di Imperia. E’ quanto si evince dai dati elaborati dall’Ufficio studi e politiche fiscali del Ministero dell’Economia. Specificatamente, ciascun amministratore savonese gestisce una media di 4,4 condomini, mentre il suo omologo imperiese 3,9. Valori non lontani da quanto accade in provincia di Milano (5 stabili in media), che si colloca al secondo posto; svetta in testa alla classifica la zona di Trieste (7,4).

Quello che in particolare emerge dalla ricerca è il fatto che laddove il numero medio di condomini gestito per amministratore è più elevato, la professione è mediamente più strutturata e professionale. Dove è più basso, invece, prevale il modello tradizionale del fai-da-te. Dal massimo di Trieste al minimo di Isernia (1,4), infatti, la differenza appare rilevante e si rispecchia nella dimensione qualitativa della gestione condominiale.

Il presidente regionale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali (Anaci), Ivano Rozzi, professionista pietrese del settore di lungo corso, apprezza i risultati dell’indagine: “Siamo soddisfatti di quanto emerge della ricerca, anche perché rileviamo la grande rappresentanza territoriale della nostra associazione su Savona e Imperia”. “Tuttavia – aggiunge – non nascondo che il cammino verso una compiuta dimensione professionale della categoria è tutt’altro che da ritenersi completato, in quanto altri dati statistici indicano una modesta soddisfazione dei condomini nei confronti del proprio amministratore. E’ questo un segno della necessità di agire anche sul campo della preparazione tecnico-giuridica, sulla disponibilità e sulla presenza in ufficio”.

Un altro elemento che emerge da studi svolti in collaborazione fra Anaci e Sole 24 Ore riguarda l’evasione fiscale: un condominio su tre è in nero. Dei circa 840 mila condomini della penisola censiti, solo il 29,5% ha presentato la dichiarazione del redditi modello 770 relativa all’anno 2007. Alla mancata presentazione dei modelli reddituali per un numero congruo di edifici, corrisponde il restante “nero”, che sarebbe quantificabile in 650 milioni di euro.

Rozzi sottolinea l’impegno dell’associazione ligure che raccoglie gli amministratori sul fronte della regolarità condominiale: “L’attribuzione del codice fiscale al condominio, la presentazione dei modelli 770, la partita Iva in possesso degli amministratori sono risultati raggiunti nella convinzione che operare nella trasparenza e nella legalità è il modo migliore per elevare il livello professionale e allo stesso tempo garantire tutela ai condomini”.

“Occorre soprattutto – conclude il presidente regionale dell’Anaci – cercare e individuare professionalità capaci di interpretare i tanti bisogni emergenti di una società condominiale in affanno e litigiosa, così come bisogna contemperare le sempre più rigide disposizioni gestionali”.

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