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Inps: sollecito Modello Reddituale a oltre 8 mila pensionati

[thumb:1050:l]Savona. Circa 8300 pensionati della provincia di Savona riceveranno una lettera raccomandata da parte dell’Inps o dell’Inpdap con la quale si sollecita perentoriamente la trasmissione del Mod Reddituale (Mod Red), ossia la comunicazione degli eventuali redditi diversi da quelli da pensione, entro 30 giorni, pena la sospensione della prestazione.

Si tratta di pensionati con prestazioni previdenziali o assistenziali (ad esempio integrazioni al minimo, assegno sociale, pensione sociale, pensioni e assegni per invalidità civile, assegni nucleo famigliare, ecc.) collegate al reddito proprio o del coniuge.

La richiesta nasce dal fatto che, secondo le nuove disposizioni in vigore dallo scorso luglio, quasi tutte le prestazioni, per le quali finora era influente il reddito conseguito nello stesso anno in cui il soggetto interessato le percepiva, saranno invece collegate al reddito cui si riferisce l’ultima dichiarazione fiscale effettuata. La normativa è stata introdotta con l’intenzione di evitare la creazione di indebiti.

Nella provincia di Savona, stando ai dati dell’Inps centrale, le richieste Red inviate ai pensionati nel 2009 sono state 41.027. Di queste, al 20 luglio 2009 non ne erano rientrate 8.345. Il numero, dunque, delle persone che riceveranno ora (a meno che in qualche caso non abbiano già ricevuto) il sollecito per l’invio del Mod Red.

Cosa devono fare coloro che riceveranno la lettera? Entro 30 giorni dalla data del ricevimento della raccomandata, i soggetti interessati dovranno recarsi presso un CAF o altro organismo abilitato alla trasmissione telematica per effettuare la dichiarazione prevista. Il 25 settembre 2009 scadrà comunque il termine per l’effettuazione delle dichiarazioni, che i CAF sono tenuti a trasmettere all’Inps entro il giorno seguente.

Il rischio conseguente a nessuna comunicazione è la sospensione della prestazione a partire dalla rata di novembre. Il problema è che fra gli interessati ci sono persone in grave difficoltà. La sede Inps di Savona ha attivato un servizio di assistenza raccogliendo le informazioni necessarie per evitare le sospensioni delle prestazioni.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    E se non la si ritira piu’ ….. per quale motivo viene emesso il CUD?

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Resta sempre aperto il problema iniziale:

    Come si rinunzia ad una pensione che danneggia?

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Comunque se qualcuno vuole rifarsi i conti puo’ sempre cercare di capire quanto mensilmente versa per ottenere la sua pensione (il suo versamento piu’ quello fatto dalla ditta).

    Puo’ …. con questo dato verificare il PAC … il Piano di accumolo capitale
    (https://www.nordestfund.net/do.jsp?XDH=1360&XD=1311&LANGUAGE=IT&XDI=2&MAH=a736c121668dddc9066c5ffff34a1cef)

    Si mette l’interesse (2% mi sembra giusto) la quota mensile che viene versata (e’ la quota che viene versata dal dipendente piu’ quella che versa la ditta …. penso sia un terzo dal dipendente e due terzi dalla ditta) poi il numero di anni che mancano alla pensione (oggi … domani chissa’) la frequenza impostata mensile va’ bene

    si clicca su calcola ….. e salta fuori uno schemino con una cifra in fondo a destra …. e’ la cifra finale che avremo se versiamo li’ i soldini per il futuro.

    Ecco a questo punto se riuscissimo ad investire questo capitale al 3,5% (lordo) il capitale resterebbe nostro e … otterremmo in interessi la stessa cifra che ci da’ la pensione (lorda).

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Una gestione appena decente di questa massa incredibile di soldi potrebbe prevedere l’investimento immobiliare con una resa piu’ alta in fin dei conti chi gestisce le pensioni e’ l’unico ente in qualche modo “autorizzato” ad avere denari da investire per poter poi far fronte ai pagamenti.

    Pare tuttavia che siano altri a destinare soldi ad investimenti (provincie che si comprano autostrade per esempio).

    Chi gestisce pensioni spende i denari che incassa costruendosi nuovi uffici, nuove sedi, nuove fonti di spesa.

    Ovviamente paga anche le pensioni ma non lo fa’ utilizzando i probenti derivati da una oculata amministrazione da sapienti investimenti …. lo fa’ utilizzando le entrate derivanti dai versamenti dei futuri pensionati.

    ….. Quelli che versano oggi i soldi che poi riceveranno indietro tra i loro 65 anni ed i 95.

    Spero sempre che qualcuno sia nella condizione di contestare questi conteggi.

  5. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Dunque con il suo lavoro per 35 anni ha versato del denaro.

    Ogni anno 5.961 euro se investiti al 2% dopo un anno sono 6.080 … dopo 35 sono 11.921
    quelli investiti il secondo anno di lavoro dopo 34 sono diventati 11.688
    quelli del terzo dopo 33 sono diventati 11.458 ……
    Insomma la somma di tutti questi soldi versati nel calderone ci porta (con un investimento al 2%) a 303.977.

    Quindi il nostro pensionato che fa’ fatica a tirare fine mese avra’ avuto indietro i “suoi” soldi solo dopo trenta anni ….. non prima di aver compiuto i 95 anni.

    Ovviamente se vi sono obiezioni ….. sono gradite.

    I valori sono considerati costanti …. il costo della vita cambia e se un litro di latte costava 80 lire oggi ne costa 2.500 (e per far confusione …. poco piu’ di un euro) anche i versamenti sono cambiati da un punto di vista numerico ….. ma la proporzione e’ sempre la stessa.