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Giudice del lavoro, sentenze sulle aziende agricole di Albenga

[thumb:3888:l]Albenga. Sono arrivate a sentenza, presso il tribunale di Savona, alcune cause intentate da lavoratori, sia italiani che extracomunitari, nei confronti di aziende agricole della piana di Albenga. A renderlo noto è Coldiretti che comunica l’esito delle sentenze.

Il giudice del lavoro nel corso del mese di giugno e luglio ha emesso i dispositivi che condannano i datori di lavoro al pagamento in favore degli ex-lavoratori delle spettanze accertate in corso di causa ma contestualmente dispone la trasmissione degli atti all’Inps per valutare l’opportunità di procedere al recupero degli importi non dovuti versati a favore dei lavoratori a titolo di Indennità di disoccupazione.

In alcuni casi la somma che il datore di lavoro deve versare al lavoratore relativamente agli anni oggetto della causa civile è inferiore a quanto lo stesso lavoratore si troverà a versare all’Inps per aver indebitamente percepito l’indennità di disoccupazione. In un altro caso, oltre l’eventuale restituzione dell’indennità, è prevista la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per valutare la possibilità di procedere nei confronti del lavoratore per i reati meglio visti in relazione all’erogazione dell’indennità di disoccupazione non dovuta.

Commenti

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  1. Scritto da vespa

    Una domanda sorge spontanea ” cui bono?”
    Sarebbe un bel vaso di Pandora da aprire!!!!!

  2. Scritto da vespa

    Se vogliamo creare lo scandalo a tutti i costi, si può dire tutto ciò che si vuole; ma se ci informiamo e vogliamo essere obiettivi scopriremo che, ad Albenga in agricoltura, la gran parte delle cause di lavoro sembra fatta con la fotocopiatrice ( pur essendo diversi sia i lavoratori sia le aziende) e si basa su presupposti labili o nel migliore dei casi vengono gonfiate a dismisura.
    Quando le irregolarità sono di alcune centinaia di e, si aprono cause per decine e anche centinaia di migliaia di e, lo sanno benissimo gli addetti del settore; ecco che magicamente si avvia il mercato dove tutti (sindacati, legali, periti…) hanno la loro parte, ed a metterci il culo è solo la gallina dalle uova d’oro.
    Esistono testimoni che stranamente compaiono in più processi, ma nessuno si chiede come mai?
    L’affermazione è sempre la stessa….portavo il mio amico al lavoro (nessuno controlla con quale mezzo) …come se per ogni lavoratore ci sia un altro che lo porta al lavoro: in altri casi forse si parlerebbe di caporalato, altro che testimone a favore!
    Ci sono situazioni che, forse casualmente, allungano i tempi dei processi: mancate comparizioni, disguidi postali, incomprensioni, ritardi….e nessuno si chiede come mai?
    Le testimonianze a favore degli agricoltori, nonostante siano spesso molto attendibili, stranamente riscuotono una scarsissima credibilità.
    In questo sistema sono molti i lavoratori che denunciano e gli agricoltori Albenganesi si sentono piccioni da impallinare e cominciano a meccanizzarsi per diminuire la necessità di manodopera, che peraltro è spesso di qualità scadente.
    Negli anni sono comparse macchine per invasare, potare, spostare i vasi…….
    Infine, il caso di coloro che guadagnano pochie/h ( qualcuno dice 3-5?) esiste ad esempio per i lavoratori che aderiscono ad una cooperativa, ma questi comunque non possono denunciare nessuno, infatti essendo soci farebbero causa a loro stessi; questo però vale solo per il settore dei servizi e non in agricoltura, quindi nessuno grida allo scandalo.Il vaso di Pandora non si aprirà mai ad Alassio o in generale nel settore turistico, dove forse le irregolarità sono anche più gravi, perché i lavoratori sono impegnati per 2-3 mesi all’anno e le cause di lavoro sarebbero di scarsa entità, c’è poca polpa attorno all’osso, quindi non interessano a nessuno.

  3. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Non sono daccordo: non si é mai creato nessun mercato con le cause di lavoro irregolare o per irregolarità contributive.
    I fenomeni non sono osservabili solo in agricoltura. Anche in altri settori si assume allegramente o si commettono irregolarità contributrive: v. ristorazione, settore turistico, edilizia, etc. Tutte branchie economiche dove è piu’ facile eludere controlli e non vi è significativa penetrazione sindacale.
    Il fenomeno ingauno esiste da moltissimo tempo.
    Se apriamo il vaso di pandora ad alassio, nel settore turistico-ricettivo, le cose sarebbero ancor piu’ eclatanti.
    Per arginare il fenomeno si dovrebbe mettere in condizione gli operatori economici di non poter piu’ operare con simili metodi, intensificando i controlli e applicando seriamente gli strumenti che già sono a disposizione della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Agenzia delle Entrate & C.
    Il tornaconto intermini di ritorno di tasse e contributi nelle casse erariali (che , ricordo, attingono il fabbisogno con metodo di tipo cooperativistico….se non paga tizio pagherà caio +sempronio i quali pagano anche per tizio…..) servirà ad alleggerire l’imposizione fiscale applicata agli altri.

  4. Scritto da vespa

    Gli agricoltori Albenganesi stanno imparando, a loro spese, che sono la gallina dalle uova d’oro; infatti è sufficiente che un dipendente presenti una denuncia, anche piena di falsità e con testimoni approssimativi, che loro sono totalmente indifesi e costretti a pagare per tutti.
    Forse nessuno ha veramente interesse a trovare la verità, tanto è già scontato che se avesse torto il lavoratore, spesso extracomunitario e nullatenente, nessuno pagherebbe le spese!
    Se a perdere sono gli agricoltori si fa bella figura e tutti saranno pagati: avvocati, periti, sindacati e spese processuali.
    Fortunatamente molte aziende si stanno meccanizzando sempre più ed i posti di lavoro diminuiranno presto, così come le pretestuose cause di lavoro, con buona pace di tutti coloro che di ciò ne hanno fatto un mercato.

  5. giustizieredelgusto
    Scritto da giustizieredelgusto

    Buona sera, buttare fango su una categoria è assai facile sopratutto quando si è disinformati e l’unico obbiettivo è creare odio tra parti, non tenendo conto che stiamo parlando di circa mille aziende, per la maggior parte a conduzione familare, dove il lavoratore presta la sua manodopera non solo in una impresa, ma sopratutto in una famiglia.Mi scuso nel essere ripetitivo, ma vi consiglio di leggere le sentenze.Vi accorgerete che la ragione non è sempre dalla parte del lavoratore “sfruttato”.
    Vi siete mai chiesti come sia possibile che certi imprenditori possano pagare cifre irrisorie e tantomeno al netto di contributi, in una zona come quella di Albenga dove i braccianti agricoli sono molto richiesti e dove vengono effettuati seri e scrupolosi controlli da parte dell’ ispettorato del lavoro ? Avete mai consultato le liste di collocamento alla voce bracciante agricolo? Avrete una delusione…….Vi siete mai chiesti come mai nella maggior parte delle aziende la forza lavoro è composta da nord-africani, asiatici o est-europa, nonostante che le aziende serie assumono, versano i contributi e pagano 7,99 e lordi l’ora? Dove sono gli italiani che percepiscono 3,10? Ci sono altre possibilità….. magari c’è da sporcarsi un po’…..magari non c’è l’aria condizionata……magari c’è da lavorare al sabato ….. e qualche volta anche alla domenica…..sicuramente non avrete lo stress da ufficio.