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Ferrania, cantieri-scuola-lavoro: è scontro tra Regione e Provincia foto

[thumb:13669:l]Cairo M. E’ gelo istituzionale tra Regione Liguria e Provincia di Savona. Il vertice odierno che si è svolto presso il Comune di Cairo sulla vertenza Ferrania è stato caratterizzato dallo scontro tra l’assessore regionale Enrico Vesco e l’assessore provinciale Luigi Bussalai. La Regione ha chiesto un intervento della Provincia per la copertura finanziaria fino a fine anno dei cantieri-scuola-lavoro per i dipendenti dell’azienda cairese. Con la firma della cassa integrazione in deroga, infatti, l’ente regionale non potrà più accedere al fondo sociale europeo per il reperimento delle risorse necessarie, circa 400 mila euro. Servono quindi altri canali per garantire l’integrazione salariale dei lavoratori.

L’assessore provinciale al lavoro non ha dato garanzie in tal senso: “Era necessario convocare un tavolo istituzionale tra Regione e Provincia prima dell’incontro con i sindacati. Vista la situazione serve ora una discussione interna a Palazzo Nervi”. Una posizione che non è andata giù a lavoratori e sindacati, che hanno duramente contestato l’operato della Provincia e dell’assessore Bussalai.[image:13670:r]

“Domani al Ministero del Lavoro vorranno sapere che fine faranno i cantieri scuola-lavoro, quindi la Provincia doveva sapere e formalizzare un atto amministrativo – affermano i sindacati -. Il presidente Vaccarezza ha partecipato al vertice romano e sapeva della questione. Questa amministrazione provinciale si è presentata come paladina del lavoro e della difesa occupazionale, ma al momento, almeno sul caso Ferrania, non lo sta dimostrando”. I sindacati hanno reso noto che la cassa integrazione in deroga che verrà siglata presso il Dicastero del Lavoro avrà durata solo fino al termine del 2009, dopodichè ci sarà una proroga per altri sei mesi.

La preoccupazione delle organizzazioni sindacali di categoria è inoltre rivolta al provvedimento dell’azienda: il 3 agosto sono state inviate 111 lettere di mobilità ad altrettanti dipendenti: “Un atto unilaterale che dovrà essere discusso. Come sindacato avevamo dato disponibilità per 70 procedure di messa in mobilità volontaria, ora l’azienda rilancia senza neanche un accordo sindacale. Oltre alle difficoltà riscontrate per le misure degli ammortizzatori sociali, non sono ancora arrivate le garanzie richieste su progetti industriali di rilancio. Su Ferrania la situazione resta alquanto difficile”, concludono i sindacati.

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