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Boom per i navigatori satellitari

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[thumb:13641:l]Il boom dei navigatori satellitari sembra inarrestabile. E, prima di partire per le vacanze, anche grazie al crollo dei prezzi, si può infatti acquistare anche a meno di cento euro l’indispensabile accessorio diventa l’oggetto più richiesto nei negozi di elettronica.

Il navigatore satellitare, nato per indicare la strada giusta da seguire per raggiungere la nostra meta, oggi è un accessorio molto avanzato, in grado di offrire informazioni sul traffico, sui lavori stradali in corso, sul meteo, su ristoranti, hotel, stazioni di servizio, officine e qualcuno offre pure la segnalazione degli autovelox fissi e persino mobili in tutta Europa.

Nel 2003 il mercato dei navigatori valeva 3,5 miliardi di dollari, secondo le stime nel 2017 crescera’ talmente tanto da raggiungere un giro di 757 miliardi di dollari. La navigazione tramite dispositivi GPS, al pari dell’utilizzo di Internet e del boom della telefonia cellulare, insomma è un esempio evidente dell’impatto tecnologico nella nostra vita quotidiana. Non è dunque coincidenza che in origine, al pari di Internet, sia nata sulla base di tecnologie militari e, proprio come i telefonini, abbia avuto iniziale diffusione a bordo degli autoveicoli.

Conoscere la propria posizione e pianificare un itinerario, infatti, è sempre stata un’esigenza importante sia nell’attività lavorativa che nei momenti di vacanza e turismo. Ecco perché i cosiddetti PNA o PND (Personal Navigation Assistant / Device) oggi sono nelle tasche di un numero crescente di persone che, sempre più spesso, li utilizzano anche fuori dall’automobile.

Il costo, poi, è alla portata di tutti: si va dagli 80 euro, fino agli oltre 400 euro per i più avanzati. I modelli più sofisticati integrano funzioni utili in viaggio: riconoscimento vocale, interfacce Bluetooth vivavoce e utilizzano meccanismi sempre più accurati di aggiornamento mappe. La diretta derivazione dai palmari permette naturalmente di dare spazio ad estensioni multimediali e portare con sé fotografie, filmati, MP3 e ora persino la televisione digitale: i GPS di nuova generazione diventano così compagni inseparabili di chi ama viaggiare e apparecchi insostituibili da portare sempre con sé.

I navigatori satellitari che indicano la postazione di autovelox e degli altri strumenti di controllo della velocità sono legali, mentre i codsiddetti “anti-autovelox” no. Lo spiega la Polizia di Stato nel suo sito, rispondendo alle domande di alcuni automobilisti. La polizia stradale infatti specifica che “una sentenza della Corte di Cassazione la n. 12150 del 24 maggio conferma – così come previsto dall’art 45 del Codice della Strada, il divieto di utilizzo dei cosiddetti anti-autovelox. Con questo termine, entrato ormai nel linguaggio comune, si intendono però quegli strumenti che interferiscono con in buon funzionamento dei misuratori di velocità. L’uso illecito di tali strumenti si configura anche quando il conducente dispone solo dell’apparecchio senza che questo lo avverta della presenza del posto di controllo”.

“Il divieto pertanto non riguarda i navigatori satellitari che invece dispongono della localizzazione degli autovelox e che segnalandone la presenza invitano il conducente alla prudenza. Questo anzi è’ un obiettivo perseguito anche dalla Polizia di Stato che proprio per cercare di garantire maggiore sicurezza sulle strade ha deciso di pubblicare sul sito le mappe di autovelox, tutor e altri strumenti che controllano la velocità. Il fatto che i conducenti per evitare la multa rallentino anche se solo per un breve tratto indicato dal ‘bip’ puo’ essere un modo per tutelare i conducenti” continua la Polizia di Stato.

“Per chi utilizza invece i dispositivi che interferiscono con la strumentazione della Stradale la multa prevista va da 742 a 2.970 euro (oltre che alla confisca dell’oggetto). Attenzione quindi a quanti vi propongono, vendendovi questi oggetti, un affare o un modo per risparmiare”, concludono le forze dell’ordine.

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