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Albenga, Guarnieri (Lega): “La città è invasa da topi e scarafaggi”

[thumb:8572:l]Albenga. Topi, scarafaggi ed altri sgraditi ospiti cingerebbero letteralmente d’assedio la città delle torri. A sostenerlo è il capogruppo leghista e fresco assessore provinciale Rosalia Guarnieri, secondo cui l’invasione sarebbe causata dalla poca igiene urbana. “Anche i tombini – attacca l’esponente ingauna del partito di Umberto Bossi -, essendo pieni di ogni sorta di spazzatura, puzzano maledettamente, così come i contenitori per la raccolta dei rifiuti, anche quella differenziata, e gli amministratori condominiali non sono in grado di sostenere le spese per acquistare una lavacassonetti, come suggerito dagli addetti di Ecoalbenga”.

“La Lega Nord aveva previsto tutto questo al momento dell’avvio dell’attuale incomprensibile sistema di raccolta dei rifiuti” prosegue ancora Rosalia Guarnieri, che conclude il suo duro intervento chiedendo una disinfestazione straordinaria, la pulizia dei chiusini e il lavaggio periodico, con sanificazione, dei cassonetti.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Da:
    http://www.itim.unige.it/cs/logistics/kuochag_shan.pdf

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Apprendo che l’obiettivo che ci si pone nel realizzare una piattaforma per lo scarico delle navi container e’ ben diverso dai miei conticini errati.

    Una nave standard da 4500 container va’ scaricata in 48 ore …. un giorno di fermo vale cinquantamila euro …. ed ogni movimentazione di container comporta un centinaio di euro …
    il solo scarico dei 4500 cassoni muove 450.000 euro ….

    Povera Vado cosa capitera’ alla tua tranquillita’ quei 4500 cassoni dovranno anche andarsene via una volta scaricati …..

    La mia romantica chiatta che risale silenziosamente …. ogni due ore …. il Centa per scaricare i suoi sessanta cassoni …… in una zona industriale ….. pare appartenga ad una visione idilliaca sostituita da una flotta di 4500 camion.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    In genere buttata un’idea …. questa se colpisce l’immaginazione di piu’ persone puo’ dare origine a risultati inaspettati.

    La navigazione fluviale ….
    e’ sponsorizzata dalla comunita’ europea …. quindi puo’ anche contare su contributi notevoli.

    La navigazione sul Centa …
    in sei km si arriva all’aereoporto ed all’autostrada …..
    magari l’autostrada Predosa – Albenga …… puo’ dare altri stimoli.

    Il Centa il suo alveo e’ largo tra gli ottanta metri ed i 200.

    Vicino all’aereoporto e’ ad una ventina di metri rispetto al mare.
    Nei primi quattro km scorre lento con un dislivello di 4 metri.

    A quattro km dal mare la zona e’ di tipo industriale e poco sfruttata …. vi e’ tanto spazio a disposizione.

    Esaminando le idee balzane si possono modificare buttando un po’ di fantasia a favore di una analisi sempre fantasiosa …..ma piu’ seria e sopratutto piu’ fantasiosa …..

    e si scopre che per sostituire il traffico generato da sessanta camion basta una chiatta lunga una ottantina di metri e larga una decina, una chiatta che a pieno carico affonda meno di un metro e mezzo

    ed i sessanta container che trasporta passano sotto ponti tradizionali ….. e come ogni chiatta necessita di uno spazio appena appena superiore alla sua larghezza per procedere

    ……. ad una velocita’ di 12 km orari.

    E cosi’ si potrebbe anche ipotizzare un “canale” interno all’alveo del fiume un canale in cemento largo solo 12 metri con alcuni spiazzi larghi il doppio per consentire l’incrocio fra due chiatte che viaggiano in direzioni opposte.

    Un opportuno sistema di chiuse puo’ permettere alle chiatte di raggiungere il livello piu’ alto per poi proseguire silenziosamente il viaggio verso un “retroporto” in zona industriale e ben servita.

    E quanto tempo serve per sollevare di un metro questi sessanta container? le pompe che spostano l’acqua marina destinata a raffreddare la centrale a carbone di Vado spostano 12 metri cubi al secondo …. quindi una vasca atta a contenere la chiatta …. e magari qualche barca sarebbe lunga 100 metri e larga 12 … 1200 metri cubi di acqua si caricano in 100 secondi quindi un paio di minuti ….. in cinque minuti si cresce di due metri
    (dieci per l’intero dislivello da coprire per i quattro km necessari a raggiungere la zona industriale … ma bisogna tener conto dei ponti presenti e puo’ essere indispensabile una doppia chiusa).

    Su tutto il percorso le barche possono essere “parcheggiate” sulla terraferma e chi la vuole trovare in acqua la mattina presto ….. con una telefonata e pagando il giusto compenso la puo’ trovare ormeggiata …… (ecco dei posti di lavoro ….. per movimentare le barche).

    In caso di Centa in piena ….. le chiuse aperte possono solo favorire il rapido scarico delle acque a mare.

    E le navi che dobrebbero scaricare i container? ….. potrebbero magari attraccare al largo dove senza disturbare possono lavorare giorno e notte …. si avvicina una chiatta …. riceve il suo carico e se ne va’ …. mentre la nave scarica gli altri container su una diversa chiatta.

    Ma forse qualcosa non funziona …..

    La piu’ grande nave container ne contiene 11.000 ….. sono 180 i viaggi per scaricarne il carico ….. e considerando che la chiatta impiega un ora per raggiungere il retroporto
    (parte del viaggio in mare, parte nel canale parte nelle chiuse atte a sollevare la chiatta)
    poi impiega una altra ora per ritornare alla nave, immagino impieghi poi un paio di ore per venire nuovamente caricata ed un paio di ore per scaricare i container nel retroporto.

    Insomma ho idea che l’operazione sia un po’ troppo lenta e poi che la si possa svolgere solo in giornate calme.

    ….. O sbaglio? qualcuno ha idea dei tempi di gestione di questi container? oggi quanto tempo sta’ ferma una nave per “affidare ad altri” il suo carico?

    ….. Credo che per movimentare un container non bastino due minuti …. e per scaricare 11 mila container ogni minuto vale centoottantatre ore …… que minuti a container sono quindici giorni per scaricare una queste navi …..??????

  4. Scritto da kin

    Caro Lui, le pantegane appartengono a quella coorte di specie dette sinantropiche, ovvero favorite dalla presenza dell’uomo ed adattatesi a sfruttare le opportunità fornite dagli ambienti artificiali da noi creati (maggiore disponibilità di cibo, minore presenza di predatori/competiori, maggiore stabilità termica,etc). In ambiente naturale o seminaturale, dove sono presenti competitori e predatori, hanno densità molto meno elevate…perciò allagare il Centa, che mantiene ancora un certo grado di naturalità, non è certo la soluzione….

  5. Scritto da il liquidatore

    contattiamo il pifferaio magico, solo lui ci può salvare dall’invasione..