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Articolo n° 68993 del 01/08/2009 - 15:48

Albenga, Guarnieri (Lega): “La città è invasa da topi e scarafaggi”

Topo

Albenga. Topi, scarafaggi ed altri sgraditi ospiti cingerebbero letteralmente d’assedio la città delle torri. A sostenerlo è il capogruppo leghista e fresco assessore provinciale Rosalia Guarnieri, secondo cui l’invasione sarebbe causata dalla poca igiene urbana. “Anche i tombini – attacca l’esponente ingauna del partito di Umberto Bossi -, essendo pieni di ogni sorta di spazzatura, puzzano maledettamente, così come i contenitori per la raccolta dei rifiuti, anche quella differenziata, e gli amministratori condominiali non sono in grado di sostenere le spese per acquistare una lavacassonetti, come suggerito dagli addetti di Ecoalbenga”.

“La Lega Nord aveva previsto tutto questo al momento dell’avvio dell’attuale incomprensibile sistema di raccolta dei rifiuti” prosegue ancora Rosalia Guarnieri, che conclude il suo duro intervento chiedendo una disinfestazione straordinaria, la pulizia dei chiusini e il lavaggio periodico, con sanificazione, dei cassonetti.

 

Redazione

21 commenti a “Albenga, Guarnieri (Lega): “La città è invasa da topi e scarafaggi””
hi-tech ha detto..
il 1 agosto 2009 alle 19:01

…già lo sostengo anch’io: Albenga é invasa da topi e scarafaggi. da giugno il fenomeno si é acuito!

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mary ha detto..
il 1 agosto 2009 alle 19:34

Già nel 2007 la contrarietà alla raccolta differenziata, ora questa denuncia pubblica. L’unico problema è che se si crea un allarmismo, anche se si fosse in presenza di reali criticità, chi ne paga il conto sono gli operatori turistici e i commercianti che sono in piena stagione turistica ai quali in un periodo di crisi tutto serve tranne una pubblicità negativa sulla città. é veramente spiacevole ed è un problema da risolvere tempestivamente.

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antonio gianetto ha detto..
il 1 agosto 2009 alle 21:34

Più che topi sarebbe il caso di chiamarli ratti o pantegane! Non vorrei sbagliarmi, ma questo è un problema che rigurda tutta la nostra Regione, al di là degli schieramenti politici. Anche Genova ha questo problema: http://marassi.blogspot.com/2008/09/la-superba-invasa-da-topi.html e la bellissima Verona: http://prevenzione.ulss20.verona.it/ratti_topi.html
I ratti li ho visti anche nei carruggi della turistica Albissola per 10 anni governata dal centrodestra, sicuramente ce ne saranno moltissimi anche Savona, vista la presenza di esche sparse sul territorio.
L’ unico modo per eliminarli sarebbe quello di ricorrere al pifferaio magico: http://digilander.libero.it/acqua67/favole%20il%20pifferaio%20magico.htm , se non si riesce a trovarlo, in Italia ci siano ditte specializzate: http://www.disinfestanti.it/ratti.html , che in passato furono contattate persino dalla città di New York. Al momento, in attesa di una soluzione, suggerirei di usare meno la lingua e più il cervello!
Se non vogliamo combinare danno a quel poco turismo che ancora arriva dalle nostre parti.

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lui la plume ha detto..
il 2 agosto 2009 alle 09:05

Se ci si decidesse ad eliminare i luoghi degradati in cui prolificano ….

Il “Centa” ad esempio …. potrebbe diventare navigabile fino all’aereoporto di Villanova.

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Leofinalese ha detto..
il 2 agosto 2009 alle 11:44

nei comuni dove governa la lega non ci sono pantegane?…ma non fatemi ridere.
Poi cosa c’entra accusare la raccolta differenziata “porta a porta”,dove viene accettata e funziona bene l’igiene pubblica fa passi avanti.

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NIKITA ha detto..
il 2 agosto 2009 alle 12:07

Può essere vero quello che dice .. Ma credo che certe denuncie dovrebbero essere espletate nelle opportune sedi !! .. Albenga e’ una località anche turitica e fare certe dichiarazioni sui giornali denota uno scarso rispetto delle varie attività commerciali che operano nell’ambito comunale !! Ma forse per questa consigliera e’ troppo difficile da comprendere tale concetto .. Pur di apparire e’ disposta a sputtanare tutto il comune di Albenga !!! BASTA FATELA TACERE !!!!!!

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arianna ha detto..
il 2 agosto 2009 alle 19:01

Carissima Nikita .. Condivido pienamente il tuo puntuale intervento e aggiungo che tali irresponsabili affermazioni dimostrano che la sig.Guarnieri non possa essere il prossimo candidato sindaco del pdl per Albenga .. continua a non comprendere cosa, come e quando esprimere un argomento polemico. L’opposizione dovrebbe sensibilizzare l’attenzione sui problemi possibilmente senza danneggiare tutto e tutti eventualmente proponendo anche delle soluzioni .. Facile e’ criticare, assai più difficile e’ proporre.. ma e’ impossibile farlo quando non si conoscono gli argomenti e da quanto leggo, la sig.ra Guarnieri non conosce nulla in quanto critica sempre e non propone mai.

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hi-tech ha detto..
il 2 agosto 2009 alle 20:16

…insisto nel sottolineare che i topi e gli scarafaggi stanno arrivando…

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antonio gianetto ha detto..
il 20 agosto 2009 alle 16:25

Un suggerimento per l’ assessore che denuncia il problema, ecco come pensano di affrontarlo a New York: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/08/20/AMT9MfqC-carnivora_contro_pianta.shtml
Riproducendola ad Albenga, potrebbe portare anche dei vantaggi econonomici ai nostri agricoltori.

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lui la plume ha detto..
il 20 agosto 2009 alle 18:40

E bravo Antonio …. grazie …. la Tua proposta avvicinera’ il gruppo degli ecologisti alla mia idea di …. spostare l’habitat dei topolini (pantegane) piu’ in la’ dove termina la futura navigazione del Centa.

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GUFO ha detto..
il 20 agosto 2009 alle 23:29

IL PROBLEMA DEI TOPI
è un grosso problema che colpisce
tutte le città del mondo in particolare
ove c’è mare,porti,fiumi,laghi
il non denunciare il problema per non
disturbare il turista mi sembra fanciullesco…
anzi un manifesto che avverte della avvenuta
derattizazione dovrebbe dare uno spunto
di tranquillità……solo chi viaggia con il para occhi
pensa di non avere questi sgraditi vicini,
questi signori devono andare a duemila metri,
salvo ritornare nella loro città dove i box sotto i
loro condomini sono pieni di pantegane

io penso che si possa tentare un minor impatto
con una lotta comune di enti pubblici,imprenditori ,cittadini

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antonio gianetto ha detto..
il 21 agosto 2009 alle 09:27

E’ risaputo che il problema esiste in tutte le città del mondo.
Grazie alle navi ( salgono a bordo camminando sopra i cavi d’ ormeggio, sono riusciti a giungere negli USA, dove non erano presenti: http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761559338/Ratto.html
Se tutti siamo consapevoli che questo problema esiste, più che denunciarlo, sarebbe meglio tentare di risolverlo. Per far questo, occorre, soltanto, ricorrere a dei tecnici capaci.

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Paoloncino ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 01:34

nikita e arianna…avete rotto…andatevene in Russia coi bolscevichi…grazie…vi pago il viaggio di sola andata…

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teofilo rugantino ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 08:32

Cari politici ve la butto li, visto che si parla di Centa.
Ma perchè invece di rovinare il litorale il porto non lo fate dentro il Centa verso la foce, dragando e rendendo navigabile la foce?
Tra l’altro la sabbia di fiume non sarebbe certo un problema per lo smaltimento … anzi..

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Carlo M. ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 09:25

A due, quattro o sei gambe?

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Taddeo ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 10:17

Grande Teofilo!!!è una cosa che ho sempre sostenuto…..
un bel porticciolo fluviale con 6 o 7 bachine alla foce con una bella diga 600 metri fuori
della foce del Centa!!
Bellissima idea…..Basta porti che distruggono il litorale…..
Guardate Loano sta diventando uno scempio!!!voglio vedere come lo riempiranno?!?!?!
Ritornando all’articolo…..della Sign.ra Guarnieri io le consiglierei di fare critiche costruttive non continuare a spalare……su Albenga che poi tutti sti topi e scarafaggi io personalmente NON vedo!!!bella publicità che fa alla nostra Bellissima Città!!!Complimenti….

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il liquidatore ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 10:49

contattiamo il pifferaio magico, solo lui ci può salvare dall’invasione..

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kin ha detto..
il 17 marzo 2010 alle 11:18

Caro Lui, le pantegane appartengono a quella coorte di specie dette sinantropiche, ovvero favorite dalla presenza dell’uomo ed adattatesi a sfruttare le opportunità fornite dagli ambienti artificiali da noi creati (maggiore disponibilità di cibo, minore presenza di predatori/competiori, maggiore stabilità termica,etc). In ambiente naturale o seminaturale, dove sono presenti competitori e predatori, hanno densità molto meno elevate…perciò allagare il Centa, che mantiene ancora un certo grado di naturalità, non è certo la soluzione….

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lui la plume ha detto..
il 18 marzo 2010 alle 14:52

In genere buttata un’idea …. questa se colpisce l’immaginazione di piu’ persone puo’ dare origine a risultati inaspettati.

La navigazione fluviale ….
e’ sponsorizzata dalla comunita’ europea …. quindi puo’ anche contare su contributi notevoli.

La navigazione sul Centa …
in sei km si arriva all’aereoporto ed all’autostrada …..
magari l’autostrada Predosa – Albenga …… puo’ dare altri stimoli.

Il Centa il suo alveo e’ largo tra gli ottanta metri ed i 200.

Vicino all’aereoporto e’ ad una ventina di metri rispetto al mare.
Nei primi quattro km scorre lento con un dislivello di 4 metri.

A quattro km dal mare la zona e’ di tipo industriale e poco sfruttata …. vi e’ tanto spazio a disposizione.

Esaminando le idee balzane si possono modificare buttando un po’ di fantasia a favore di una analisi sempre fantasiosa …..ma piu’ seria e sopratutto piu’ fantasiosa …..

e si scopre che per sostituire il traffico generato da sessanta camion basta una chiatta lunga una ottantina di metri e larga una decina, una chiatta che a pieno carico affonda meno di un metro e mezzo

ed i sessanta container che trasporta passano sotto ponti tradizionali ….. e come ogni chiatta necessita di uno spazio appena appena superiore alla sua larghezza per procedere

……. ad una velocita’ di 12 km orari.

E cosi’ si potrebbe anche ipotizzare un “canale” interno all’alveo del fiume un canale in cemento largo solo 12 metri con alcuni spiazzi larghi il doppio per consentire l’incrocio fra due chiatte che viaggiano in direzioni opposte.

Un opportuno sistema di chiuse puo’ permettere alle chiatte di raggiungere il livello piu’ alto per poi proseguire silenziosamente il viaggio verso un “retroporto” in zona industriale e ben servita.

E quanto tempo serve per sollevare di un metro questi sessanta container? le pompe che spostano l’acqua marina destinata a raffreddare la centrale a carbone di Vado spostano 12 metri cubi al secondo …. quindi una vasca atta a contenere la chiatta …. e magari qualche barca sarebbe lunga 100 metri e larga 12 … 1200 metri cubi di acqua si caricano in 100 secondi quindi un paio di minuti ….. in cinque minuti si cresce di due metri
(dieci per l’intero dislivello da coprire per i quattro km necessari a raggiungere la zona industriale … ma bisogna tener conto dei ponti presenti e puo’ essere indispensabile una doppia chiusa).

Su tutto il percorso le barche possono essere “parcheggiate” sulla terraferma e chi la vuole trovare in acqua la mattina presto ….. con una telefonata e pagando il giusto compenso la puo’ trovare ormeggiata …… (ecco dei posti di lavoro ….. per movimentare le barche).

In caso di Centa in piena ….. le chiuse aperte possono solo favorire il rapido scarico delle acque a mare.

E le navi che dobrebbero scaricare i container? ….. potrebbero magari attraccare al largo dove senza disturbare possono lavorare giorno e notte …. si avvicina una chiatta …. riceve il suo carico e se ne va’ …. mentre la nave scarica gli altri container su una diversa chiatta.

Ma forse qualcosa non funziona …..

La piu’ grande nave container ne contiene 11.000 ….. sono 180 i viaggi per scaricarne il carico ….. e considerando che la chiatta impiega un ora per raggiungere il retroporto
(parte del viaggio in mare, parte nel canale parte nelle chiuse atte a sollevare la chiatta)
poi impiega una altra ora per ritornare alla nave, immagino impieghi poi un paio di ore per venire nuovamente caricata ed un paio di ore per scaricare i container nel retroporto.

Insomma ho idea che l’operazione sia un po’ troppo lenta e poi che la si possa svolgere solo in giornate calme.

….. O sbaglio? qualcuno ha idea dei tempi di gestione di questi container? oggi quanto tempo sta’ ferma una nave per “affidare ad altri” il suo carico?

….. Credo che per movimentare un container non bastino due minuti …. e per scaricare 11 mila container ogni minuto vale centoottantatre ore …… que minuti a container sono quindici giorni per scaricare una queste navi …..??????

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lui la plume ha detto..
il 20 marzo 2010 alle 23:19

Apprendo che l’obiettivo che ci si pone nel realizzare una piattaforma per lo scarico delle navi container e’ ben diverso dai miei conticini errati.

Una nave standard da 4500 container va’ scaricata in 48 ore …. un giorno di fermo vale cinquantamila euro …. ed ogni movimentazione di container comporta un centinaio di euro …
il solo scarico dei 4500 cassoni muove 450.000 euro ….

Povera Vado cosa capitera’ alla tua tranquillita’ quei 4500 cassoni dovranno anche andarsene via una volta scaricati …..

La mia romantica chiatta che risale silenziosamente …. ogni due ore …. il Centa per scaricare i suoi sessanta cassoni …… in una zona industriale ….. pare appartenga ad una visione idilliaca sostituita da una flotta di 4500 camion.

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lui la plume ha detto..
il 20 marzo 2010 alle 23:23
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