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Articolo n° 67156 del 16/07/2009 - 10:00

Vado Ligure, pericolo benzina alla Petrolig: 50 persone evacuate

Petrolig
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Vado Ligure. I vigili del fuoco sono al lavoro dalle 4 di questa mattina presso il deposito della Petrolig nella Valle di Vado, dove ha ceduto la tettoia di un serbatoio. C’è il pericolo di evaporazione di benzina, anche se con eventuale infiammabilità molto limitata. L’area circostante è stata interdetta al transito per consentire le operazioni di emergenza, compresa l’Aurelia Bis e le vie di frazione Na Torre e parte di San Genesio.

E’ stata inoltre la disposta l’evacuazione precauzionale per l’incolumità pubblica delle abitazioni della zona: circa cinquanta persone hanno già lasciato le loro case. Un’anziana donna, con problemi di deambulazione, ha dovuto ricorrere all’aiuto del 118. La situazione attuale è sotto controllo, anche se sussiste un certo grado di rischio incendio per il raggio di 250 metri dal serbatoio danneggiato.

Tecnici e pompieri sono impegnati nella delicata operazione di travaso della benzina dal serbatoio pericoloso, la cui copertura si è distrutta affondando parzialmente nel liquido, ad altri siti di stoccaggio interni all’area di via Bertola. Secondo le valutazione degli esperti sul posto, ci vorranno ancora 40 ore prima che l’allarme rientri.

L’impianto per la movimentazione di prodotti petroliferi (benzine e gasoli in sbarco e virgin nafta in imbarco) è gestito dalla società partecipata da Eni e Esso Italiana. Dal deposito partono le autobotti per il rifornimento della stazioni di distibuzione carburante delle maggiori compagnie. Il deposito, con una condotta, provvede inoltre al rifornimento di olio combustibile per la centrale termoelettrica Tirreno Power.

 

1 commento a “Vado Ligure, pericolo benzina alla Petrolig: 50 persone evacuate”
antonio gianetto ha detto..
il 16 luglio 2009 alle 14:41

Azz….. mi dimenticavo che da quelle parti ricevono anche la Virgin Naphta, che è la principale materia prima per l’industria petrolchimica, e quindi per la produzione di materie plastiche, gomme sintetiche e di un’infinità di materiali diversi. Se non ricordo male, è utilizzata, anche, per fabbricare le bombe al Napalm, che sganciate dagli aerei non necessitano di un innesco o di un esplosione per prendere fuoco, bruciano per autocombustione a contatto col terreno.

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