Savona, squadre AIB in campo per prevenire i roghi estivi
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Savona. Dopo la dichiarazione dello stato di “grave pericolosità” per gli incendi boschivi disposto dal comando regionale del corpo forestale e l’attenzione mediatica suscitata dai roghi che stanno devastando la Sardegna, il sindaco Federico Berruti e l’assessore alla Protezione civile Jorg Costantino sottolineano l’importanza dell’attività svolta dai volontari antincendio. “Savona – spiega il primo cittadino – ha uno straordinario patrimonio naturalistico fatto di mare e di boschi. Per questo la difesa dei boschi dagli incendi è una delle principali priorità della nostra città. L’amministrazione è impegnata a fianco dei volontari per sviluppare la rete delle strade tagliafuoco che consentano loro di operare contro la follia e la malvagità di chi appicca gli incendi. Esprimo un forte impegno del Comune a continuare ad investire nella protezione dei boschi e il ringraziamento per la dedizione e il sacrificio dei nostri volontari”.
“Come prima cosa operiamo in un’area, a detta degli esperti della Protezione Civile, tra le più difficili e a rischio di tutto il territorio nazionale – sottolinea invece Costantino -. Grazie all’opera congiunta di vigili del fuoco, polizia municipale, corpo forestale dello Stato e volontari si è ridotto notevolmente il numero degli incendi sul territorio. Un apprezzamento particolare va proprio ai volontari, che dedicano una quota del loro tempo libero a pattugliare il patrimonio boschivo”.
Oltre all’attività di spegnimento vera e propria, le squadre AIB operano anche pattugliamenti diversificati. Il primo tipo è gestito ed organizzata dal Cfs nella zona di competenza (la “Giovo 1″ che comprende anche comuni circonvicini) e svolta in alternanza con i gruppi e le associazioni di Protezione civile di Quiliano, Vado Ligure e Bergeggi. Un’altro è invece messo in atto direttamente e autonomamente dall’organizzazione stessa, in periodi particolari o condizioni meteo che possano permettere una rapida propagazione del fuoco. Infine una terza tipologia viene messa in atto in caso di manifestazioni pirotecniche, fiaccolate, giornate dedicate al “merendino” fuori porta, ma anche quando possibili eventi idrogeologici possano mettere a repentaglio l’incolumità dei fruitori della viabilità secondaria.
11 commenti a “Savona, squadre AIB in campo per prevenire i roghi estivi”
…L’addestramento dei volontari, visto che i boschi competono a loro, dovrebbe essere effettuato dai Vigili del Fuoco. Dovrebbe essere intensivo e i volontari essere inseriti solo dopo il superamento di test severi. Non si riuscirà a ottenere un livello di preparazione pari a quello Istituzionale ma, almeno si eviterebbero incidenti.
Sovente i Vigili del Fuoco debbono intervenire per soccorrere i volontaqri dell’AIB o per arginare situazioni che “sono scappate di mano”.
Con questo, non posso peraltro che elogiare i volontari che frequentano questa associazione di volontariato, per tutto l’impegno che profondono.
resto dell’idea, come in altri settori, che le competenze dovrebbero far capo a personale Istituzionale.
Per esempio della Guardia Forestale. In Italia ne abbiamo circa 68.000 unità …di cui il 50% è in Sicilia.
Con il risultato che dove non ne abbiamo la stessa AIB è sotto il comando della G.F. Personale di Stato che sovrintende volontari….
Era necessario?
Io, se mi trovassi in una situazione di pericolo, in funzione della competenza specifica, telefonerei senza indugio nè dubbio ai Vigili del Fuoco. Così come se avessi un problema di Pubblica Sicurezza non avrei dubbi su chi vorrei che intervenisse tra Carabinieri&Polizia e il resto del mondo…..
Credo fermamente che invece di profondere risorse in strutture di questo tipo, sarebbe preferibile incrementare iL CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO e riorganizzare il CORPO DI GUARDIA FORESTALE.
Le strutture ci sono. Perché non farle funzionare meglio?
Siamo sempre allo stesso punto….. Anche oggi mi farò un sacco di nemici…..
Potrei concordare col suo discorso se funzionasse l’equazione “Istituzionale = Preparato”, ma dato che non è affatto così, allora ben vengano i volontari, che, come spesso avviene in questo Paese, colmano le lacune e le deficienze dello Stato (per di più a loro spese).
…qui si parlava dei Vigili del Fuoco ..e sostenere che non siano preparati mi pare un o’ azzardato.
Non conosco gli incidenti a cui Hi Tech si riferisce pur essendo (io) addentro al problema.
Mi pare di capire che i corsi di formazione ,sia teorici che pratici con esami a fine corso, organizzati dalla Provinca e tenuti su piu’ livelli’ a seconda del livello di responsabilita’;
che le visite mediche cicliche a cui sono sottoposti tutti i volontari AIB al fine di avere l’abilitazione ad intervenire sugli incendi a contatto diretto con le fiamme non siano ritenuti adatti allo scopo .
Allora possiamo pensare di spendere tutti quei quattrini (che pare non abbiamo) per assumere, a tempo indeterminato, del personale (VVFF,G.F., altro) da utilizzare quei 15 giorni all’anno in cui effettivamente ce ne sarebbe bisogno: estensione a livello nazionale della situazione siciliana.
P.S.: Volontari= GRATIS
..non si tratta di assumere nessuno nuovo ma di dislocare sul territorio 68.000 del Corpo Forestale dello STATO, che ci sono già, lasciando a loro il mestiere e la gestione degli incendi, nonchè dirottando tutti i soldi che ora spendiamo per i volontari, in questo Corpo o in quello del Vigili del Fuoco (Ministero dell’Interno). Piuttosto semplice . No?
Aggiungo: prima che la protezione civile prenda troppo campo e non ce la ritroviamo, magari armata di armi, che non sanno usare, anche a pattugliare in “ronde” le nostre citta’……sullo stile U.S…..
Una migliore dislocazione dell’organico esistente credo troverebbe tutti d’accordo. Diverso, invece, è quando si propone di far uscire agenti dagli uffici per essere dislocati sul territorio, dato che in ufficio ci può stare un normale impiegato. Anche questo sarebbe logico, ma le resistenze sarebbero enormi perché così com’è oggi è molto più comodo.
Riguardo ai costi dei volontari della Protezione Civile, bisogna dire che sono ridottissimi, dato che i volontari espletano il loro compito GRATUITAMENTE e i mezzi che hanno in dotazione sono frutto di accordi con gli enti statali (es.: per la pulizia del torrente X per un anno l’ente Y donerà quattro motoseghe) che sono a tutto risparmio e vantaggio degli enti stessi, che altrimenti dovrebbero demandare quei compiti ad aziende private con costi ben maggiori, ed il resto dell’attrezzatura da donazioni private (vedi le ambulanze donate da privati, banche, etc.).
Riguardo, infine, alla Protezione Civile armata, beh… qui mi scusi ma siamo nella fantascienza.
eugenio> …infatti! l’ultimo pasaggio era, ovviamente, una forzatura… Se mai dovesse succedere mi affrettero’ a cambiare cittadinanza.
Sul fatto delle risorse non credo sia così: vedo sempre piu’ frequentemente dotazioni di mezzi nuovi ai gruppi di volontari A.I.B. e malconci mezzi , invece, in uso ai Vigili del Fuoco. Cosi’ come vedo sempre piu’ spesso paradossi del tipo: MIlano pagava i Blue Berets per le ronde (poi scoperto essere di matrice NERA:::) 220.000Euro e i rappresentanti deel FdO con gli straordinari pagati a meno di 10 euro/ora….e con auto vetuste con oltre i 300.000 km e senza soldi per il carburante.
Tutti aspetti che dovrebbero far riflettere.
Provocare la necrosi di apparati dello Stato per dirottare funzioni Istituzionali in altre direzioni, magari a matrice privata, io cittadino di una REPUBBLICA, lo trovo IMMORALE.
Non so come la pensa Lei…
I volontari A.I.B. della Protezione Civile non sono e non hanno niente a che fare con i blu berets o roba del genere.
Il finanziamento delle squadre di volontari Le ho già detto a grandi linee come funziona, quindi non ci vedo niente di male, anzi… gli enti pubblici ci guadagnano perché risparmiano rispetto alle ditte privati e i volontari posso operare con mezzi adeguati e non con catorci come avveniva fino agli anni ’90.
Insomma, ce ne fossero…
Vorrei fare una precisazione, la “Forestale” intesa come Corpo Forestale dello Stato non ha 68.000 effettivi ma solo 9300 circa presenti nelle 15 Regioni a statuto ordinario le 5 a statuto speciale hanno i loro corpi forestali regionali con numeri notevoli.
Per finire in Liguria ci sono circa 280 forestali di cui una cinquantina scarsa in Provincia di Savona.
concludo che senza i volontari se ne spegnerebbero ben pochi di Incendi, sopratutto quando si tratta di bonificare il terreno



Concordo con quanto affermato dall’assessore Costantino e aggiungo che grande stima meritano i volontari che oltre a dedicare impegno, fatica e tempo senza nulla chiedere in cambio, talvolta mettono anche a rischio la propria sicurezza senza mai risparmiarsi.