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Articolo n° 68624 del 29/07/2009 - 14:28

Autostrade regionali, Ravera (Prc): “No alla Albenga-Predosa”

Marco Ravera

Savona. Insoddisfazione viene espressa dal segretario savonese di Rifondazione comunista in merito all’approvazione della legge sulle cosiddette “autostrade regionali” da parte dell’assemblea ligure, avvenuta con voto bipartisan. Marco Ravera è particolarmente critico sulla possibile realizzazione del collegamento che, passando per la Val Bormida, unisca Albenga e Predosa.

“L’idea della Carcare-Predosa iniziale era quella di creare una superstrada sulla direttrice per Alessandria, fornendo un collegamento diretto ad alto scorrimento ad oggi garantito dalla A26 – spiega l’esponente del Prc -. Per questo non è stata mai da noi ritenuta prioritaria, sia per l’impatto ambientale sia per la presenza di soluzioni alternative da affiancare al non più rinviabile potenziamento dei tratti ferroviari Savona-San Giuseppe-Alessandria e San Giuseppe-Torino”.

“Un’opera inutile che andrebbe a devastare sia l’entroterra sia il ponente savonese, che avrebbe forti ripercussioni ambientali soprattutto nella tratta compresa tra Albenga, Garessio e Ceva – sottolinea Ravera -. Infatti il tracciato, che prevede parti rilevanti in galleria, comporterebbe grossi rischi e produrrebbe effetti negativi e irreversibili rispetto alle risorse idriche superficiali e profonde, ponendo in discussione gli equilibri ambientali”. “Il turismo e lo sviluppo – conclude poi – non si ottengono certo con questi progetti inutilmente faraonici”.

 

Redazione

16 commenti a “Autostrade regionali, Ravera (Prc): “No alla Albenga-Predosa””
lucky ha detto..
il 29 luglio 2009 alle 16:38

Dopo le dichiarazioni farneticanti di cui sopra, giusto per usare un termine edulcorato…, suggerirei al signore comunistapseudoambientalista Ravera di percorrere l’A26/A10 venerdì SERA direzione xxmiglia e viceversa domenica sera…
L’Albenga-Predosa-Bettole per lo sviluppo del turismo non è importante, è F O N D A M E N T A L E ! ! !

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Marco Ravera ha detto..
il 29 luglio 2009 alle 17:48

Nessuna dichiarazione farneticante, ma una presa di posizione credo seria e tutt’altro che pregiudiziale. un amico mi definì “ecomarxista”, ma non è questo il punto, il punto è, se vogliamo fare una discussione dobbiamo rispettare anche le posizioni diverse dalle nostre.
nel lungo periodo abbiamo in mente un altro modello di sviluppo e di società, oggi perdente (purtroppo), con un uso sempre minore dell’auto e una presenza maggiore e puntuale dei mezzi pubblici. è utopia? negli altri paesi europei no.
per quanto riguarda i recenti finanziamenti preferirei che questi venissero investiti per potenziare le strutture esistenti (stradali e ferroviarie) e non solo per finanziare le cosidette “grandi opere”.
domanda: per quale tipo di turismo è fondamentale un’opera che devasta il nostro entroterra? le colline senesi sono attraversate da bretelle, autostrade, superstrade? No, ma sono ugualmente una delle mete più frequentate al mondo. Esiste quindi un modo diverso di vivere il territorio pensando ad un turismo di qualità.
Marco Ravera

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antonio gianetto ha detto..
il 29 luglio 2009 alle 18:22

Questa grande opera non potrebbe semplicemente essere soltanto necessaria per fornire il materiale per i riempimenti della piattaforma Maresk e per smaltire il traffico dei contenitori?

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kin ha detto..
il 29 luglio 2009 alle 20:00

avanti con la prostituzione del nostro territorio…caro lucky le code del venerdi e della domenica sono causate dal turismo del weekend mordi e fuggi, che non comporta nessun vantaggio economico per la nostra regione……

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G.B. Cepollina ha detto..
il 29 luglio 2009 alle 21:09

pieno rispetto per le opinioni che non condivido… comunque non mi meraviglio che RIfondaizone Comunista sia un partito in via di estinzione… Spero comunque che alle dichiarazioni seguano i fatti: Il PD e gli altri partiti del centrosinistra sono favorevoli a quest’opera… come alla piattaforma di vado, come al porto turistico con grattacielo di Savona etc… Tra un anno ci sono le elezioni regionali… rifondazione continuerà ad allearsi con Burlando e C.? Alle provinciali c’era il doppio turno e si è usato l’espediente dell’appello al voto contro le destre al ballottaggio…sappiamo come è andata….ma alle regionali c’è il turno unico….

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Marco Ravera ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 12:31

ho sempre amato i panda. non mi preoccupo di essere “in via di estinzione”, ma rivendico la possibilità di dire ai cittadini che un altro modello è possibile, che come ho già scritto oggi è perdente in Italia, ma non certo in altri paesi. quindi, forse, c’è qualcosa di sbagliato anche nella nostra società. una società che vuole tutto e subito, che non ha una minima progettualità. lo sviluppo passa solamente attraverso infrastrutture, porti turistici e torri?
sulle regionali il partito valuterà, ma una cosa non capisco. quando ci sono posizioni diverse nel centrodestra questa è considerata una ricchezza, l’esempio della grande democrazia all’interno della coalizione. ad esempio, stando ai quotidiani, la Lega Nord non è favorevole alla piattaforma Maersk eppure appoggia Vaccarezza che ne è un convinto fautore. quando diverse posizioni vengono, invece, esplicitate nel centrosinistra si grida allo scandalo.
sulle provinciali non si è usato alcun espediente. rinunciando all’elezioni di un consigliere provinciale (che sarebbe scattato in caso di apparentamento) abbiamo preferito muoverci nella coerenza quindi nessun accordo con il PD, ma come forza di sinistra non potevamo certo rimanere insensibili all’avanzata del centrodestra in tutta Italia.

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Leofinalese ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 13:50

ma se non si riesce nemmeno a completare il raddoppio della ferrovia tra Finale e XXmiglia e far funzionare seriamente la Savona -Torino…chi sono questi maghi che vogliono distruggere intere vallate con autostrade che farebbero intasare ancora di più la costa?

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 15:05

Rinnovo l’apprezzamento per il sig. Ravera, unico politico savonese che accetta una discussione con la gente comune.
Penso che sia difficile applicare modelli fuori dal contesto in cui sono nati.
La liguria non è la toscana, sono più numerose le differenze che le affinità.
La liguria subisce un traffico che la attraversa, ha quasi la metà della popolazione concentrata nel nodo di Genova. Se un’auto blocca l’uscita di Ge-Ovest, la regione si ferma nel giro di poche ore.
Non mi pare che decenni di governi regionali di sinistra abbiano anche solo pensato a come risovere il nodo Genova. Solo soluzioni fantasiose e irrealizzabili, escogotate per non fare nulla.
Ovviamente deve esser potenziato il trasporto ferroviario, ma il buon Ferrero (ex tuo compagno, mi pare) sta facendo il contrario.
L’autostrada interna, secondo me, può essere una soluzione, non è la migliore in assoluto, ma oggi, forse è l’unica realizzabile.
Se poi si attraversano valli verdi, beh, pazienza, non dimentichiamo che in queste valli si sta progettando un ineceneritore di rifiuti al posto dello stabilimento di Ferrania, e la giunta cairese medita seriamente di prolungare la vita alla discarica della Filippa, tanto odiata a parole quanto favorita nei fatti.
Caro Ravera, è meglio l’ineceneritore, voluto anche dal prc cairese, o una strada in più?

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Scimun ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 16:19

Posso?
invece che di politica vorrei parlare di geografia.
Posto che la tranche Predosa-Carcare è da ritenere prioritaria, quale raddoppio della tratta Savona-Genova, con conseguente decongestione del nodo genovese, mi chiedo se, per raggiungere il ponente l’ipotesi più economica e veloce sia risalire dai 365m di Carcare fino ai 700 di Calizzano, passando per Millesimo e da qui in picchiata fino al livello del mare ad Albenga, con un salto in una decina di km in linea d’aria.
Se anche venisse realizzata, verso la Lombardia ho l’impressione che sarebbe comunque più breve il percorso albenga-savona-carcare-predosa, mentre verso il Piemonte si finirebbe sulla a6 a Millesimo, in uno dei tratti più lenti e tortuosi oltre che soggetti a nevicate e gelate.
Credo che la Carcare-Predosa possa bastare per i collegamenti verso la Lombardia, mentre verso il Piemonte sia di gran lunga preferibile il collegamento Albenga-Garessio-Ceva, 100m di altitudine in meno rispetto a Calizzano.
Gli antichi romani per collegare la pianura padana alla Francia passarono proprio per Acqui, Carcare, Val Ponci, Vada Sabatia, non a caso il valico più basso nelle montagne dell’arco ligure.

Quanto alla ferrovia.. beh all’estero non hanno trenitalia e non hanno le direzione di trasporto regionale che pensano solo alla mobilità suburbana a scapito del resto della regione.

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antonio gianetto ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 16:28

Per moltissimi anni ho frequentato il terminal petrolifero di Gela, la città non ha proprio niente di turistico, ma i nostri grandi imprenditori, anche pubblici, nella zona, hanno creato molti posti di lavoro, senza tenere minimamente conto dei danni ambientali, questi, ora, sono i risultati: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1622196087.html

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 17:18

Non penso che oggi sia realizzabile un’opera pubblica importante che non dia ricadute sul ponente.
Per due motivi:
intanto la A10 è spesso e volentieri intasata e non riesce a smaltire il traffico, e poi, lo dico con malizia, ma anche con molto realismo, bisogna comunque allungarsi verso la zona di Scajola.
Non dimentichiamo che fra gli amici ci sono Vito Bonsignore e Marcellino Gavio, molo vicini a Carige (!), comunque esperti di nastri asfaltati.

Per quanto riguarda l’inquinamento penso che ci sia di peggio, sia in funzione che in progetto.

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Marco Ravera ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 17:49

Grazie sig. Bianchi, anche io comunque faccio parte della “gente comune” sono più o meno giovane (32 anni), precario, amo, mi piace stare con gli amici. fuori dal comune c’è la mia passione politica e la mia militanza in un partito di sinistra, comunista. cosa oramai rara, ma quantomai necessaria :-) e facendo politica mi sembra il minimo interloquire con i cittadini. cerco di farlo di persona, via lettera e usando gli strumenti informatici. grazie comunque.
venendo a noi, non volevo, con il mio esempio, paragonare la Liguria e la Toscana, ma affermare che un altro tipo di turismo è possibile. rimanendo in Liguria le Ciqnue Terre sono quel gioello noto a tutti proprio perché non attraversato da autostrade, ponti, viadotti e non deturpato da porti, torri ed edificazioni varie.
Non siamo il partito del no ad ogni costo. Le infrastrutture e le opere pubbliche possono costituire una risposta alla crisi, tuttavia il dibattito sulle infrastrutture e sulle opere pubbliche, anche localmente, punta su grandi e costosi interventi di dubbia utilità sia per il territorio che per il comparto economico che dovrebbero sostenere. Albenga-Millesimo-Predosa, Aurelia Bis sono solo alcuni di tali esempi. La strategia per noi vincente è, invece, un piano straordinario di opere piccole e medie immediatamente cantierabili alternative alla gomma. Ai grandi interventi e alle grandi opere viarie basate sul trasporto su gomma si devono sostituire interventi razionali e realizzabili in termini di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture viarie esistenti.
Non mi pare che Ferrero (se si riferisce a Paolo è il Segretario nazionale di Rifondazione) stia facendo il contrario. Ad esempio il nostro no alla TAV non è un no al trasporto ferroviario, anzi proponiamo di riammodernare e investire sulle rete esistente. studi del settore hanno dimostrato che la TAV rispetto al potenziamento del tracciato esistente farebbe risparmiare, in termini di tempo, circa mezz’ora. ha senso intervenire pesantemente in una valle per risparmiare 30 minuti?
è, invece, assolutamente falso che il PRC cairese vuole un inceneritore. è un’affermazione priva di fondamento sia perché il circolo non lo ha mai detto, sia perché si parla di centrale a biomasse che è una cosa ben diversa. una centrale che comunque non avrà un impatto occupazionale significativo, come del resto il piano industriale proposto, soprattutto se paragonato ai livelli occupazionali all’atto dell’aggiudicazione del bando.
ma soprattutto va ricordato che la Valutazione di Impatto Ambientale prodotta dalla Regione Liguria ha dato l’autorizzazone alla costruzione ed esercizio ad una centrale a biomassa vegetale verde a filiera corta. questa è l’autorizzazione oggi rilasciata dalla Regione stessa. per poter utilizzare altri tipi di combustibile, CDR o quant’altro legato al ciclo dei rifiuti occorre un atto formale da parte della Regione e degli uffici competenti finalizzato all’ammissione di tali combustibili nell’autorizzazione stessa. a oggi non mi pare che nè la Regione abbia provveduto alla variazione dell’autorizzazione, nè che tale richiesta sia pervenuta da parte della proprietà. preciso che l’assendo dato dal circolo alla centrale a biomasse è vincolato al decollo di un piano industriale credibile e sostenibile anche da un punto di vista occupazionale. Cosa che a tutt’oggi non è ancora avvenuta e che non è per nulla compresa nell’attuale piano industriale.
Perdonate la lunghezza del mio intervento.
Marco Ravera

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 18:42

Caro Ravera,
mi scuso per l’errore, ho indicato il nome di Ferrrero, ma in realtà mi riferivo a Mauro Moretti, ad di Ferrovie, quel signore proviene dalla CGIL e da una vecchia tradizione familiare comunista.
Oggi si comporta come vediamo. Chieda a Viareggio.
Mi scuso ancora per Ferrero.

Per quanto riguarda la centrale di Ferrania, vorrei guardare al di là dell’ipocrisia dell’amministrazione che lei difende.
Oggi l’autorizzazione riguarda ‘solo’ biomasse. Ma allora perchè 10 MW? Lo sa benissimo che non è sostenibile con i soli boschi. Lo ammette anche lei che l’occupazione sarà risibile, e allora a che serve?
Lo sa benissimo, anche se non si deve dire, che tra poco ci sarà un grosso problema sui rifiuti. Le discariche stanno esaurendosi e diventa molto difficile farne di nuove. Questa centrale sarà funzionale al teleriscaldamento (ammesso che qualcuno paghi le condotte), ma soprattutto sarà funzionale allo smaltimento di rifiuti. Basta un atto formale. E quanto tempo ci vorrà per farlo, se l’amministrazione sostiene con tutta la sua forza l’impianto?
Non dimentichiamo che lo sconto sulla tarsu è la squallida contropartita offerta in cambio della discarica della Filippa a Cairo Montenotte, offerta da un’amministrazione che aveva giurato battaglia senza quartiere.
Tutte balle! Solo azioni legali sbagliate e inutili, gestite in modo da non disturbare l’aperura dell’impianto e costate un’occhio della testa ai cairesi.
Quindi, per favore, se vuole fare l’eco-marxista, apra tutti e due gli occhi. E guardi anche dove i suoi sono al governo.
Anzi, per favore, intervenga. Altrimenti alle prossime elezioni il suo partito non esisterà più.

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Marco Ravera ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 10:29

A Savona rischia di esserci un problema dei rifiuti visto che ben pochi comuni hanno applicato il Piano redatto dall’Assessore Filippi, soprattutto i comuni di centrodestra del ponente che hanno anche rifiutato ogni ipotesi di discarica in quella porzione di provincia (la “famosa” discarica di Cianciarin non fu mica bocciata dalla Regione), ma dai dati in mio possesso la discarica di Vado Ligure non è al collasso come si vuole fare intedere.
Detto questo mi permetto di porre una domanda: centrale a biomasse e inceneritore sono per Lei la stessa cosa? Per me no. Sono cose ben diverse, inoltre quella di Ferrania non può essere scissa da un piano industriale degno di questo nome e deve andare a sostituire quella esistente, visto che oggi a Ferrania una centrale c’è già. Insomma non si può fare la centrale da sola e la si deve fare in sostituzione di quella esistente.
Non penso pertanto che sarà funzionale ai rifiuti. Gli atti e la volontà delle amministrazioni dicono altro. È un progetto che non mi entusiasma, come del resto tutto il “pacchetto” riguardante il mancato rilancio di Ferrania, ma non sarà la costruzione di un inceneritore. Poi la politica serve proprio a questo. A fare delle scelte. L’attuale Regione è assolutamente contraria a tale ipotesi, il centrodestra no.
Infine. La TARSU e la discarica della Filippa non c’entrano nulla. La priva è relativa ai rifiuti solidi urbani che produciamo, la seconda è una discarica privata per rifiuti speciali non pericolosi. La soluzione della Filippa poteva essere solo una: l’esproprio da parte del Comune. Un Comune che avrà mille responsabilità, ma non quella di aver voluto quella discarica, contrastata a parole, ma non nei fatti dall’ex Sindaco Chebello e dall’attuale Sindaco di Albisola Superiore nonché senatore Franco Orsi. L’errore di Briano è stato quello di far credere che quella discarica si sarebbe potuta fermare. Con i cittadini maggiormente informati e non in preda all’antipolitica e al “sentito dire”, sono più ottimista sulle elezioni.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 4 agosto 2009 alle 11:47

Caro Ravera,
non ho mai detto che la un inceneritore è la stassa cosa di una centrale elettrica.
Ho semplicemente detto che sarà ‘naturale’. fra pochi anni, impiegare l’impianto per il CDR.
Tecnicamente sarà possibile, politicamente ancora di più.
L’attuale amministrazione aveva stragiurato che avrebbe fermato la discarica della Filippa, poi, invece di affrontare con l’imprenditore un serio confronto che avrebbe portato buoni frutti ala cittadinanza, ha preferito affrontare azioni legali costose e inutili. Con indubbio vantaggio per l’imprenditore e danno economico per la cittadinanza. Visto che il sindaco un avvocato, la cosa appare quantomeno sospetta.
Oggi si propone l’esonero tarsu per il quartiere. E così gli altri cairesi pagheranno di più.
Infine, le sarei grato, se mi spiegasse come la centrale sia fondamentale per lo sviluppo di Ferrania, indicandomi i futuri insediamenti e i tempi.
Avrei bisogno di capire cosa fa la politica, perchè non lo capisco più.

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Stefano Sibilla ha detto..
il 27 gennaio 2010 alle 16:43

Non è questione di colore politico, ma di buon senso: tenendo conto che siamo nel XXI secolo, ed in Europa, condivido le perplessità di Ravera.
E poiché il destino di costa ed entroterra sono fortemente legati, segnalo che due mesi fa si è costituito un Comitato (http://comitatotrenoalpiliguri.wordpress.com/) che, libero da ogni lobby o etichettatura politica, guarda col maggior realismo possibile ad entrambi i versanti delle Alpi del Mare, esaminando le seguenti alternative di riequilibrio gomma-ferro:
1- bretelle ferroviarie (pochi km) a sud di Alessandria, per scolmare il traffico verso sud-ovest (stessa direzione dell’autostrada Predosa-Albenga) ed alleggerire il nodo di Genova;
2- potenziamento della ferrovia Acqui – S.Giuseppe (cui l’autostrada suddetta non farebbe altro che sovrapporsi);
3- maggiore uso della Ceva – Ormea, anche in sinergia con la filiera foresta-legno-energia;
4- recupero della Finalmarina – Loano- Andora come tramvia, prolungabile a Ospedale nuovo- Polo Scolastico-Bastia-Villanova (Piaggio + Aeroporto);
5- eventuale valico ferroviario Garessio – Erli – Bastia d’Albenga (400 M€ dovranno bastare, si veda “Ingegneria Ferroviaria” del febbraio 2007), che in una Valutazione Strategica degli Investimenti andrebbe a creare ANCHE le opportunità 6-9 seguenti;
6- uso di una prima tratta Bastia – Cisano – cava di Zuccarello per il trattamento dello smarino delle ultime gallerie del raddoppio ligure, minimizzando il trasporto a mezzo camion;
7- interscambio gomma-ferro con un piccolo scalo in Bastia invece di un nuovo, vasto Autoporto;
8 – Centrale a biomasse legnose (discese in treno da Val Tanaro, Neva e Pennavaire) con teleriscaldamento delle serre Albenganesi (e attenta combustione di una pur minima quota di rifiuti, sennò si continua ad usare l’entroterra come discarica della Riviera);
9 – introduzione dell’economico e flessibile sistema “tram-treno” (in Germania fa scuola il “modello Karlsruhe” da ormai 30 anni, da noi i presidenti regionali hanno appena iniziato a parlarne).
Mi fermo qui…Grazie per l’attenzione, le critiche e l’eventuale collaborazione,
Ing. S.Sibilla

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