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Articolo n° 68779 del 30/07/2009 - 17:46

Albenga-Predosa, Vaccarezza: “Partire con iter per tracciato”

Angelo Vaccarezza - presidente provincia Savona

Provincia. “E’ una delle opere prioritarie del nostro programma, lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo sosterremo nel nostro mandato. Come Provincia convocheremo gli incontri con i comuni e gli enti interessati per procedere con l’iter di realizzazione, valutando le varie possibilità di tracciato. Sulla bretella di collegamento tra Albenga e Predosa c’è il pieno sostegno anche del Governo”. Sono le dichiarazioni del presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza sull’autostrada Albenga-Val Bormida-Predosa, inserita tra le priorità della nuova legge sulle autostrade liguri varata dalla Regione.

Il numero uno di Palazzo Nervi assicura massimo sforzo istituzionale per appaltare il prima possibile l’opera, tuttavia non rinuncia alla polemica politica: “La Provincia di Savona e lo stesso Governo non hanno problemi come la Regione di assecondare o mediare i diktat imposti dai Verdi e da altri gruppi, contrari per ideologia ad una infrastruttura fondamentale per il ponente savonese e la Liguria, non solo dal punto di vista di mobilità viaria, ma anche sotto l’aspetto economico e turistico”.

 

Federico De Rossi

7 commenti a “Albenga-Predosa, Vaccarezza: “Partire con iter per tracciato””
kin ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 19:37

sempre paroloni da politic…ma quali sono sti benedetti vantaggi per la collettività?

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Giampietro Filippi ha detto..
il 30 luglio 2009 alle 22:35

Fin dal giorno del suo insediamento Vaccarezza non ha perso tempo con i suoi slogan di stile berlusconiano: meglio partire subito all’attacco e tacciare di “comunista” o di “oppositore per partito preso” chiunque non la pensi come lui. E così ora, a proposito dell’ipotetica autostrada Albenga-Millesimo-Predosa, egli non spiega analiticamente perché è utile, nè perchè, come, quando e con quali finanziamenti potrà realizzarsi. Esordisce immediatamente con accuse, agli oppositori, di ideologismo, senza accorgersi che, in tal modo, mostra unicamente la sua debolezza. Quando infatti non si sa come obiettare ad un interlocutore, lo si taccia di ideologismo ed il gioco è fatto. Ma questo atteggiamento è solo indice di poca dimestichezza con il problema.
Al di là delle facezie di Angelo, desidero porre qui una problematica cui non mi pare si pensi spesso: infatti non escludo a priori la realizzazione dell’infrastruttura, ma credo che essa, prescindendo dalle convenienze degli imprenditori che la ricercano e dalla vanagloria dei politici che se ne adornano, vada seriamente ed approfonditamente subordinata all’esito, tra le tante, di una verifica essenziale. Quale cioè potrà essere il suo impatto in profondità sul territorio, tenuto conto del prevalente sviluppo in galleria, quanto meno fino a che non abbia superato la dorsale ligure-padana.
Va detto infatti che, dai margini della piana di Albenga, fino, quanto meno, all’altezza di Bardineto, le formazioni rocciose presenti sono rocce carbonatiche, cioè calcari o simili, quelle rocce all’interno delle quali si è sviluppato spesso e diffusamente il cosiddetto “fenomeno carsico”. E’ quel fenomeno naturale per cui acque acidulate penetrano nella roccia, ne sciolgono i carbonati e generano il formarsi in profondità di caverne, gallerie, condotti, cavità diverse, in continuità tra di loro e che, molto frequentemente, sono notevolissimi serbatoi di acque. E queste, secondo percorsi assolutamente imprevedibili, giungono spesso sul fondo delle piane costiere, alimentando le falde da cui attingono i pozzi degli acquedotti; la piana di Albenga e quella di Pietra Ligure ne sono un esempio.
Scompaginare queste falde significa rischiare di mettere in crisi i rifornimenti idrici sulla costa; Ceriale, ad es. vive essenzialmente di apporti di acque carsiche: quando sarà realizzato lo spostamento a monte della ferrovia, ci saranno grossi pericoli che alcune sorgenti che riforniscono l’acquedotto della cittadina si inaridiscano per deviazione dei flussi profondi. Oppure, se si vuole, le gallerie ferroviarie della nuova linea tra Spotorno e Finale hanno a suo tempo completamente drenato l’altopiano della Manie.
E’ noto poi che la gran parte dei comuni della costa vivono essenzialmente di economia turistica, ma allora mi domando: possibile che Vaccarezza, che gli amministratori comunali della riviera, il cui unico obiettivo pare sia quello di esasperare la politica delle seconde case (vedi la reazione violenta alla recente variante regionale al PTCP), di ammucchiare ancor più gente lungo la costa, in un concetto barbaro ed irresponsabile di turismo, non si rendano conto che tutta la gente già oggi presente d’estate e quella che, forse, con la nuova autostrada, potrà arrivare, ha ed avrà bisogno di acqua? Possibile che con tanta faciloneria ed irresponsabilità diano già quasi per scontata la costruzione della nuova infrastruttura autostradale, senza minimamente porsi il problema di che cosa ci sia in profondità, là dove passeranno le gallerie e di quale potrà essere il loro effetto? O anche la mia è ideologia?
Si dicono “uomini del territorio”, si dicono “amministratori di territori”, ma del Territorio, quello su cui l’uomo vive e da cui trae risorse, ne sanno ben poco e non esitano a distruggere il suo aspetto esterno e le ricchezze che esso custodisce nel suo grembo.
Mimmo Filippi

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lui la plume ha detto..
il 31 luglio 2009 alle 02:18

Appena pronta ….. mi sara’ molto utile ……

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Leofinalese ha detto..
il 31 luglio 2009 alle 10:19

Caro Vaccarezza se punti sulle autostrade invece che sulle ferrovie…parti con il piede sbagliato.
Abbiamo bisogno di treni efficenti..frequenti e puliti,non di altre auto che non sappiamo più dove mettere.

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GUFO ha detto..
il 31 luglio 2009 alle 12:03

CREDO CHE VIVIATE IN UN ALTRO MONDO,
ideali tutti vostri, che bloccano a rotazione:
strade….ferrovie….porti…..centrali ecc
ma fatevi un bel giro per l’ EUROPA
queste cose bisogna farle
il problema è di farle con il miglior
criterio possibile tenendo conto dell’ambiente
e dell’estetica
per fare un esempio nell’albenganese
sono stati costruiti dei ponti con struttura moderna
che si collocano perfettamente
accanto ad importantissime emergenze medioevali

grazie per la lezione di carsismo
mi ricorda i bei tempi da speleologo
quando eravamo molto pochi e molto attenti

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kin ha detto..
il 31 luglio 2009 alle 15:10

caro gufo vedo che anche tu non hai molte motivazioni che supportano il nuovo tracciato…

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lui la plume ha detto..
il 31 luglio 2009 alle 16:41

L’autostrada dei fiori e’ la piu cara e piu’ ……. mal fatta d’Italia.

O meglio e’ una meraviglia ma poco adatta a sostenere il traffico di passaggio, quello che attraversa la ligura per andare altrove lascandovi solo dell’inquinamento.

Ben vengano dei collegamenti brevi e (magari) diretti tra mare e pianura padana poi li’ una bella autostrada a quattro corsie per senso di marcia ….. magari con qualche innovazione ecologica, dove si possa correre ….. senza grossi pericoli.

Se sparisce il traffico di attraversamento …. quel gioiellino che e’ l’autostrada dei fiori torna ad essere un “fiore” all’occhiello della liguria e cessa di essere un incubo.

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