Le multe fatte in centro con l’autovelox sono valide anche senza contestazione e se non c’è la foto
Le multe in centro abitato con l’autovelox sono valide anche se non c’è contestazione immediata e senza “documentazione fotografica”. Lo ribadisce la Cassazione, ricordando agli automobilisti che per fare annullare la sanzione amministrativa e’ necessario fornire “idonea prova del difetto di omologazione o di costruzione, di installazione o di funzionamento del dispositivo di rilevazione della velocita’ utilizzato o costituente fonte di prova”.
Diversamente, la multa si paga. In questo modo la Seconda sezione civile ha accolto il ricorso del comune di Vicopisano, provincia di Pisa, contro la decisione del giudice di pace di Cascina che aveva annullato una multa di 147 euro per eccesso di velocita’ nei confronti di un automobilista, Luca M., beccato da un autovelox in centro abitato ma senza contestazione immediata e senza fotografia. La Cassazione (sentenza 12343), accogliendo il ricorso del Comune pisano, ha ricordato che “e’ legittima la rilevazione della velocita’ di un veicolo a mezzo apparecchiatura elettronica, che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l’accertamento della velocita’ in un determinato momento”.
Questo perche’, scrivono gli ‘ermellini’, resta “affidata” alla stradale ”la riferibilita’ al veicolo”, in quanto la polizia ”ben puo’ integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo”, risultando l’attestazione efficace ”fino a querela di falso”. Per annullare la multa, conclude piazza Cavour, l’automobilista dovra’ dunque dimostrare “il difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica”.
5 commenti a “Le multe fatte in centro con l’autovelox sono valide anche senza contestazione e se non c’è la foto”
Dura lex sed lex.
E siamo alle solite, esistono dei comuni che, in barba alla sicurezza, sono più attenti alle casse comunali e, purtroppo non sono pochi.
NON FERMARE UN BOLIDE O PRESUNTO TALE è un po’ come in caso MALAUGURATO di incidente
mortale essere accusati di omicidio in concorso.
Stendiamo un velo pietoso per quanto attiene l’omologazione, la taratura ed il funzionamento del registratore di c……, pardon dell’autovelox.
Se si riuscisse a far si che questi introiti finissero nelle casse dello stato e non in quelle delle amministrazioni locali gli abusi finirebbero come per incanto.
E lo Stato riconquisterebbe quella credibilita’ che alcuni (anche pochi) stanno minando,
Alcuni amministratori scorretti (pochi ovviamente) andrebbero condannati per vilipendio dello Stato.
Occorrerebbe iniziare a fare una rivisitazione seria dei limiti di velocità sia dal punto di vista normativo che nella parte applicativa, non lasciando che ogni singolo sindaco possa decidere limiti assurdi in funzione dell’installazione della famigerata macchinetta.
Sottrarre gli introiti alle casse comunali? Potrebbe essere un idea ma sarebbe sufficiente già tanto per incominciare prevedere che i derivati dalle sanziono fossero quote extrabilancio..nn dovendo andare così a ripianare i debiti che le amministrazioni contraggono…
vedi becciagrillo negli ultimi quindici anni ci e’ entrato in odio il “conflitto di interessi”.
Inizialmente era citato in una direzione unica, con il tempo la gente ha cominciato a pensarci su’ ed ora appare come una brutta bestia da eliminare ….. ovunque si annidi.



Che schifo!!!