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Articolo n° 63279 del 12/06/2009 - 11:19

In malattia dal lavoro, ma guida l’ambulanza

Pietra ligure - lavora in malattia
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Pietra Ligure. E’ stata “pizzicata” sul fatto mentre guidava un’ambulanza della Croce Rossa di Ceriale per un’urgenza, quando invece non avrebbe dovuto essere al volante del mezzo di soccorso, perché ufficialmente assente dal lavoro per malattia. A scoprirla e a immortalarla in una foto è stato il presidente stesso della cooperativa per cui la donna lavora.

Si tratta della socia lavoratrice di una coop sociale di Pietra Ligure che si occupa della gestione di personale autista e soccorritore e di ostelli della gioventù. La giovane donna, pur risultando in malattia e quindi impossibilitata a svolgere il proprio impiego di milite sulle ambulanze, è stata notata intorno alla mezzanotte alla guida dell’ambulanza cerialese presso l’ospedale di Pietra Ligure.

“Ero stato avvisato che la socia lavoratrice svolgeva regolare servizio di volontaria presso la Croce Rossa – dichiara il presidente della cooperativa – Pur essendo in malattia sino al 21 giugno, ho quindi atteso che arrivasse in pronto soccorso e quindi le ho chiesto di sorridere mentre le facevo la foto. La ragazza è in malattia da tempo e nonostante questo svolge ogni tipo di attività senza remore. Abbiamo anche richiesto la visita del medico fiscale. Una volta ci è stato risposto che non avevano medici disponibili; adesso aspettiamo l’esito della seconda richiesta”.

“Ho informato il presidente del locale comitato, spiegando che la ragazza era in malattia e che quindi non avrebbe potuto svolgere lo stesso lavoro da un’altra parte, tanto meno in orari notturni e per urgenze medico sanitarie dove serve la piena salute fisica e mentale per effettuare un compito che potrebbe salvare la vita ad una persona in difficoltà, ma non ho avuto nessun tipo di collaborazione, anzi tutto il contrario” conclude il presidente della cooperativa.

 

22 commenti a “In malattia dal lavoro, ma guida l’ambulanza”
arianna ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 11:43

E cosa non si farebbe per far del bene magari pur continuando a prendere l’immeritato stipendio.
Posso osare e chiedere come ha fatto la socia e entrare nella coop sociale, chi l’ha raccomandata e,
se non è disturbare troppo, il nome della coop sociale al quale fare domanda di assunzione.
Conosco persone che per un tozzo di pane da Pietra si recono a lavorare a Savona.
Eh a Pietra L. è un pò di tempo che succedono cose strane, magari si troverà chi potrà additare la causa al periodo elettorale e a quello precedente.

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lylogi ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 12:01

…davvero, da un po’ di tempo a questa parte… un po’ di cose strane…

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Cagliostro ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 12:43

Eh..il nome..gli operatori del settore lo immaginano subito, credo!Però…strano davvero: chi ha fatto della “deregulation” del settore e della concorrenza spietata la propria bandiera, quando viene pagato con la stessa moneta si lamenta! Forse il vero problema non era la “malattia” ma lo svolgere servizio presso altre associazioni?Forse CRI e ANPAS dovrebbero svegliarsi un po’ e smetterla di prendersi a martellate tra loro…

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lylogi ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 14:58

Centro, Cagliostro!!!
Centro perfetto!!!
Busines are business…
E i media sono i media. Per debito di coerenza, forse, la foto di cui sopra sarebbe stata, forse, da protocollare all’ispettorato del lavoro o presso una Stazione dell’Arma piuttosto che trasmessa ad un giornale… e, a proposito… penso che le rivelazione in questo modo di tutto l’”affaire” (compresa la rappresentazione del montaggio foto/certificato medico) sia, e di brutto, penalmente perseguibile…

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remo ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 15:02

Così giustifichiamo le leggi di Brunetta, se non fosse che ci vanno di mezzo anche persone che non hanno colpe mi verrebbe da dire “chi è causa del suo mal pianga se stesso”

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Cagliostro ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 15:37

Eh..diffamazione a mezzo stampa, se non erro!Anche perché i dipendenti di aziende private (ed è questo caso) non possono uscire da casa, quando in malattia, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Inoltre non sapendo di che malattia soffre la volontaria (CRI) e dipendente (ma di chissà quale associazione…chissà…) mi sa che è opportuno “sospendere il giudizio”…in attesa di maggiori ragguagli!

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Matteo ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 16:08

Scusate Lylogi e Cagliostro, ma se io sono malato per svolgere il lavoro di autista/soccorritore è giusto che poi vado a fare il volontario per svolgere lo stesso lavoro ? Cosa ne pensa il medico che ha firmato la malattia?

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Redazione ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 16:11

Teniamo a precisare che non è stato rivelato il nome della persona, o il tipo di malattia. Sono stati rimossi i dettagli dalla foto ed il volto è stato oscurato.

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lylogi ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 16:27

Per Matteo: perfettamente d’accordo con te, per la linea di principio.
Per la Redazione: perfettamente d’accordo per come è stato presentato il documento che altri, a mio parere indebitamente, hanno inviato, e che se presentato “senza veli” avrebbe certamente avuto conseguenze pesanti.
A volte forma e sostanza non vanno di pari passo, però qui mi sa proprio che stiamo esagerando!

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goldrake ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 16:35

Redazione, la Vs. precisazione appare del tutto superflua o meglio utile solo a coloro che, poco
animalisti, tengono la volpe sotto l’ascella.
Comunque grazie.

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ombra4280 ha detto..
il 12 giugno 2009 alle 23:46

Efficente questo presidente, nulla da dire…
E sicuramente animato da sani principi…
Saranno gli stessi sani principi che fanno si che i servizi di S. Corona finiscano sempre ad una certa cooperativa…?
E pensare che qui in zona le associazioni sono composte praticamente tutte da volontari che prestano servizio gratuitamente, che scemi eh?
Ogni riferimento è puramente casuale amici…

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becciagrillo ha detto..
il 13 giugno 2009 alle 11:24

Certo è che se si fosse voluto colpire nel centro…invece di far trovare un presidente fotografo sarebbe stato meglio far trovare una pattuglia di carabinieri!
Così facendo invece si è voluto fare un simil servizio alla Striscia la notizia…

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marco1 ha detto..
il 18 giugno 2009 alle 18:17

Buon giorno,leggendo l’articolo viene da pensare che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Infatti non mi spiego per quale motivo una persona che ha scelto di fare il soccorritore per professione si metta in malattia per poi fare la stessa attività come volontario. Evidentemente o l’articolo è incompleto o,più probabilmente,non è emersa tutta la verità sul fatto in questione.
Oltre al presidente della cooperativa sarebbe stato interessante ascoltare anche l’opinione della persona chiamata in causa,persona che,in base ad alcuni commenti letti,andava direttamente denunciata ai carabinieri!!!!!!! Siamo impazziti,cosa avrebbero mai potuto fare i carabinieri in un caso del genere,nessuno lo sa! Senza considerare che nessuno sa quale sia il motivo per cui questa persona si sia data per malata. A volte,più che il lavoro,quello che nuoce di più ad un individuo,è l’ambiente ove questo viene svolto o,PROBABILMENTE, le continue pressioni che si è costretti a sopportare per non perdere il posto. Ovviamente,le mie sono solo supposizioni eh……
Riguardo invece all’impiego di personale stipendiato,anche se la mia opinione conta niente,sono perfettamente d’accordo. Ritengo che al giorno d’oggi,dove siamo costretti a fare più ore che l’orologio per arrivare alla fine del mese,sia scorretto pretendere che siano esclusivamente i volontari a doversi fare carico della copertura del soccorso sanitario 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno feste comprese,senza considerare che molti di questi volontari,proprio per mancanza di tempo,molto spesso non sono adeguatamente preparati. Per cui che male c’è a dare un posto di lavoro chi vuol fare di questa attività una professione garantendo una professionalità superiore a quella di un volontario. La vicina Emilia Romagna ci dovrebbe insegnare qualcosa. Credo che nel caso specifico dell’articolo sopra pubblicato,visto che tutti quelli che hanno commentato sanno perfettamente di chi e di cosa si sta parlando,non vadano colpevolizzati i dipendenti,oooops…volevo dire soci lavoratori,o almeno non tutti….ma,PROBABILMENTE e ribadisco,PROBABILMENTE,chi li gestisce.
Un caro saluto a tutti,volontari e professionisti del settore e ricordate che l’obbiettivo del soccorritore è lo stesso per tutti,o almeno dovrebbe……
Marco

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lui la plume ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 00:23

Per dirla tutta …..
dopo aver dedicato ore ed ore della propria vita, dopo aver sacrificato ore di studio …..

capita anche che un volontario finisca all’ospedale …. nella sua vita di libero cittadino;
capita anche che il papa’ del volontario telefoni per dire che …. il volontario non puo’ arrivare;
capita anche che “l’unica” preoccupazione notata …. sia stata relativa al trovare un sostituto;
capita anche che …… all’ospedale per una visita al proprio “volontario (sfruttato lo si puo’ dire?)” non vada nessuno …..
ma dopo un lungo periodo di forzata assenza da questa forma di volontariato ….
si ricordano solo di chiedere indietro la divisa …..

ho provveduto con la massima solerzia alla restituzione ….. onde evitare ricadute …..

Aziende rette “con questo spirito” vanno riportate ad una gestione “sindacalizzata” del proprio personale, devono rispettare le regole, il “lavoro nero” non e’ gradito nella nostra nazione,

e non sto’ ad aggiungere altro ….. ma basta “usare” i volontari,

al termine volontario lasciamo il valore morale di una scelta pesante ….. ma che vengano regolarmente retribuiti.

Domandina ….. ma …. i gestori di queste strutture sono snche loro volontari? quando si muove una ambulanza ….. nessuno paga vero? o qualcosina per la benzina viene riconosciuto al gestore volontario?
Per quanto riguarda la mia famiglia …. con tutto il rispetto

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Bruno Pirastu ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 07:32

Per quello che mi risulta gli Autisti non sono tutti voloontari, almeno per il turno di notte, ma forse da tempo le cose sono cambiate anche se con la crisi c’è meno disponibilità di volontari , sembra strano ma penso che sia così

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lylogi ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 08:52

caro Lui…
l’ambulanza è sempre a “gratis” per chi la chiama, ma costa alla società circa 25 eurini per “diritto di chiamata” più un rimborsino di circa 1 ero a Km, che paga la Regione. Ergo, per tutti noi, non è “a gratis” per nulla, perchè siamo noi a pagare con le tasse.
se andiamo quindi a vedere, per i codici bianchi e verdi, o per i gialli “esagerati” (male al dito, febbre e diarrea, puntura d’insetto…) per i quali le ambulanze sono certamente abusate, costano molto più di un taxi (stazione savona – ponente savona 10 euro!)

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lui la plume ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 10:12

caro lylogi

la cosa era nota … il problema che sollevavo e’ la spesa che noi tutti facciamo e versiamo nelle casse del gestore deve essere sufficiente ad un rapporto di lavoro “regolare” per i volontari ….. se “poi” i volontari vogliono regalare il netto in busta ad una qualsiasi opera meritevole ….. va’ benissimo lo facciano liberamente …… ma dopo ….. ed esclusivamente il “netto in busta”.

Mi e’ capitato di aver necessita’ …. non era obiettivamente cosa da “ambulanza” e con mezzi privati ho avuto esborsi (nel complesso) maggiori …. se fosse stato chiaro il costo di questo intervento lo avrei pagato volentieri “da privato”.

Forse la comunicazione andrebbe rivista.

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marco1 ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 10:15

Caro Lylogi,
quello che hai scritto è vero in parte,in molti casi le dimissioni,ad esempio quelle fuori regione,i trasferimenti e tutti i servizi che non passa l’asl sono a carico del paziente che,come dici tu,si paga i 25 euro di chiamata e l’eurino a chilometro.
Marco

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Cagliostro ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 10:31

Per Bruno Pirastru: “mi risulta gli Autisti non sono tutti voloontari, almeno per il turno di notte”. Veramente è il contrario. Le CRI e le pubbliche assistenza (Anpas, delle altre non so) in alcuni casi (non tutti) hanno autisti stipendiati nei turni diurni, mentre le notti sono coperte totalmente da volontari.

Per “Lui”: il “gestore volontario” non esiste, come persone fisica ma è una persona giuridica (associazione nel caso delle PA ente nel caso delle CRI). I soldi incassati non vengono smazzati tra la dirigenza o tra i soci ma per avere mezzi di soccorso che siano sempre funzionali, con apparecchiature di buon livello…la vita media dell’uno e dell’altro è di circa 2/3 anni (per sedi che svolgano servizio in maniera continuativa e costante). Inoltre generalmente – in molte associazioni – se un volontario finisce all’ospedale l’ultima preoccupazione è quella di chiedere la divisa…mi spiace se qualcuno a te vicino ha avuto questa brutta esperienza…forse in quell’associazione (ma forse è un ente…) qualcosa è da rivedere…

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Cagliostro ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 11:39

Un po’ di chiarezza sui costi, però: lylogi ha giustamente spiegato che i 25 euro più 1 a km sono per i servizi di emergenza e urgenza (118) di cui spesso i cittadini approfittano bellamente (“vi ho chiamato perchè così salto la coda in pronto soccorso” si sentono spesso dire i militi…come se per tutti non valessero i codici-colore assegnati dal triage all’ingresso…). Per quanto riguarda dimissioni e altri servizi ordinari le tariffe regionali sono diverse e ben più basse.

Quanto non passa (o meglio, non autorizza) l’Asl, ossia dimissioni volontarie e viaggi extraregione ma anche visite fiscali, si tratta di servizi che riguardano un po’ meno del 10% del totale, per i quali ogni sede stabilisce le proprie tariffe: molte pubbliche assistenze, per esempio, non fanno pagare un centesimo per servizi nella città o dal paese all’ospedale più vicino. Quindi non abbiamo a che fare con associazioni ed enti assetate di soldi, ma con strutture che, grazie all’impegno di molti cittadini più o meno giovani, svolgono un servizio pubblico essenziale che permette a tutti noi liguri di risparmiare un bel po’ di “eurini” rispetto a quelle Regioni dove invece viene svolto esclusivamente da personale dipendente pubblico…

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marco1 ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 14:53

Si Cagliostro,hai ragione,in effetti per i servizi secondari,a pagamento e non,i costi della chiamata si aggirano intorno ai 15 euro mentre la tariffa a chilometro si aggira idicativamente intorno ai 0,70,1 euro.
Per quanto rigurda la percentuale,il 10% non è propriamente un dato realistico o,probabilmente,non lo è per tutte le associazioni…..
Fa molto piacere invece che esistano associazioni che non fanno pagare i servizi in città o all’ospedale più vicino,a dire il vero è la prima volta che lo sento,ma sicuramente tali associazioni andrebbero menzionate in quanto davverro lodevoli.
Detto questo,mi sembra che gli ultimi commenti abbiano poco a vedere con qunto accaduto e riportato nell’articolo ad inizio pagina.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 19 giugno 2009 alle 15:48

Cagliostro , grazie per la precisazione , resta comuqneu il fatto che le ANPAS hanno delle spese e non indifferenti e non solo ma , grazie alle convenzioni per il trasprto dei “malati” accade che anche nei piccoli paesi sia possibile avere a disposisione un’ambulanza e , chiedo scusa , non è una cosa da poco.

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