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Articolo n° 59271 del 12/05/2009 - 18:00

Verdetto liste: fuori Pdl e Pcl, dentro la Lega

Savona - tribunale attesa liste

]Savona. Il verdetto della commissione elettorale del Tribunale di Savona segna un clamoroso colpo di scena nella corsa per il rinnovo del consiglio provinciale. Il collegio riunitosi al terzo piano del palazzo di giustizia ha respinto il ricorso presentato dalla lista del Popolo della Libertà – Berlusconi per Vaccarezza, che viene quindi esclusa dalla competizione per irregolarità nella raccolta delle firme. Ancora una volta sono state sollevate questioni inerenti alla “mancanza del luogo” indicato contestualmente alle firme, quindi ritenute non valide. E’ stata confermata inoltre la “ricusazione” della lista del Partito Comunista dei Lavoratori. Accolti, invece, i ricorsi della Lega Nord e della Democrazia Cristiana.

Tra le prime reazioni all’esito del riesame, quella della Democrazia Cristiana che fa capo al segretario nazionale Giuseppe Pizza: “Siamo soddisfatti per il simbolo, sapevamo di avere ragione – commenta il consigliere regionale Matteo Marcenaro – La lista Dc darà il suo apporto ad Angelo Vaccarezza. Ci dispiace dell’atteggiamento tenuto dall’Udc, con l’obiettivo di eliminare una lista concorrente alle elezioni. Ci rammarica che sia arrivato da un partito che crede, o dovrebbe credere, nei nostri stessi valori. Sulla vicenda della lista del Pdl posso dire che la partita non è finita e che sicuramente verrà presentato il ricorso al Tar che darà la sospensiva per permettere alla lista del Pdl di correre alle elezioni”.

Questo il commento di Andrea Bronda, segretario provinciale Lega Nord: “Eravamo certi della nostra correttezza. La nostra esclusione sarebbe davvero stata assurda. Siamo dispiaciuti per la lista del Pdl; la Lega farà di tutto per sopperire a questa momentanea mancanza, portando avanti il programma amministrativo di Angelo Vaccarezza. Trovo sconcertante che i nostri avversari abbiano esultato per questa vicenda, che dimostra un comportamento strumentale tenuto dal Pd e dalla sinistra sulla commissione elettorale che ha esaminato le liste. Sono sicuro che con il ricorso al Tar anche la lista del Pdl sarà riammessa e il centrodestra si presenterà compatto per vincere le elezioni”.

Fabio Orsi, avvocato, del Pdl: “Abbiamo compiuto gli atti che dovevamo compiere, ma le nostre argomentazioni non sono state accolte dall’Ufficio Elettorale. Si tratta di un’ossequio al rigido formalismo, cosa diversa dal rispetto formale delle regole. Prendiamo atto che non è stata accolta la documentazione”.

“La nostra impressione è che il Pdl, oltre ad aver sbagliato nella presentazione della lista, ha fatto anche un grave errore nel pensare che le regole di una competizione elettorale possano essere facilmente aggirate” osserva Luca Martino, responsabile degli enti locali per il Pd. “L’esito di oggi – prosegue – era prevedibile, sulla base della pronuncia scorsa della commissione elettorale. Nessuno vede un elemento di dolo nell’errore del Popolo della Libertà, ma sicuramente viene a galla una faciloneria organizzativa che una forza politica candidata al governo della provincia non si può permettere”.

Conclude Martino: “Il ministro Scajola annunciando una rapida soluzione del problema ha dato l’idea che una violazione della regola potesse essere superata in modo semplice. Ma non è così e, difatti, il tribunale si è espresso chiaramente. La nostra campagna elettorale non è condizionato da questa esclusione di una delle liste concorrenti, perché preferiamo occuparci di aspetti programmatici ed organizzativi. Semmai, questa situazione incide sulla campagna di comunicazione del centrodestra, già da tempo impostato su un richiamo politico fortemente legato al simbolo”.

“E’ incredibile – ha commentato il candidato presidente del Partito Comunista dei Lavoratori, l’avv. Gian Antonio Chiavelli – che in un paese che si dice a democrazia matura come questo debbano verificarsi casi di questo tipo, attraverso i quali si esclude dal diritto democratico di partecipazione al voto una forza politica per un semplice cavillo burocratico”. “Se è vero come è vero che qualcuno ha sbagliato ed è assolutamente vero – ha proseguito Chiavelli – credo che la pubblica amministrazione dovrebbe fare ammenda e risarcire coloro che sono stati danneggiati da questa vicenda. Noi ricorreremo d’urgenza al Tar, e se le elezioni slittassero, ciò non sarebbe imputabile a noi”.

 

F. De Rossi - F. Lammardo

Savona - tribunale attesa listeFabio Orsi
18 commenti a “Verdetto liste: fuori Pdl e Pcl, dentro la Lega”
lui la plume ha detto..
il 12 maggio 2009 alle 20:22

Urca
Ora si’ che la competizione elettorale si fa’ interessante.
Quasi quasi ritiro la sk e voto per ……. ma se lo voto io vince di sicuro, voglio documentarmi meglio.

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Hubble ha detto..
il 12 maggio 2009 alle 21:00

E adesso può venire il bello o il brutto dipenderà dai punti di vista, tutti da rispettare.
Al momento sia la voce di Imperia sia quella dei SEGUACI plantigrati sembrano aver sortito alcun significato ma, intanto per costoro poco cambia.
Dovrebbe invece cambiare qualche cosa per gli amici di cordata ma, non cambierà nulla, sono troppo abituati a essere comandati e succubi in cambio di poche risicate poltrone ben remunerate, anche fuori della Provincia di Savona.
Seduti in poltrona è bello, finisce di non sentirsi più b…..o.

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Bandito ha detto..
il 12 maggio 2009 alle 21:31

Fantastico, a meno che il TAR non cambi il verdetto, sarà la magistratura a decidere chi vincerà le elezioni provinciali, irridendo la separazione dei tre poteri sancita dalla costituzione. Nel qual caso, anche se come sempre voterò la lega, che per fortuna è stata riammessa, mi vegognerò non solo di essere italiano, ma anche di essere ligure.

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lui la plume ha detto..
il 12 maggio 2009 alle 21:58

Ogni tanto qualche politico decide che una legge non va’ bene.
Chiariamo …. quasi certamente ha ragione e se la cancella (per tutti) fa’ una opera benemerita.
Ma pare che cancellare una leggina errata o una istituzione inutile …. siano cose troppo difficili e allora …..

Qualche anno fa’ qualcuno ha pensato di costruire una specie di autostrada in grado di attraversare un importante citta lombarda, probabilmente una buona idea condivisibile …. ma

si e’ trovato davanti ad un problema …. dover presentare ad altri il “suo” progetto per ottenerne l’approvazione ….. in base ad una legge di impatto ambientale che forse ….. ma lasciamo perdere al momento potrebbe servire per evitare oscenita’ alla Margonara.

Allora il nostro personaggio “molto democratico” ha pensato bene di dividere l’autostrada (chiamiamola impropriamente cosi’) in tanti pezzetti da realizzare separatamente (spendendo senza controllo i miei soldi) poi …. collegando i vari pezzetti …. il gioco e’ fatto.

Ora il progetto e’ bloccato, ma questo “comportamento discutibile” e’ stato posto in essere dopo essere stato eletto, non prima e ….. se scorretto cosa si aspetta ad intervenire? la prescrizione?

Se un presunto reato e’ noto e nonostante cio’ una persona viene eletta …. e’ piu’ che giusto che possa liberamente espletare il suo mandato, perche’ “il popolo e’ sovrano”, ma se un reato viene commesso dopo ……..

Pretendere di non rispettare leggi ……. che se cambiano …… siamo tutti contenti …. non va’ proprio bene.

Le cinquecento firme sono una assurdita’, uno spreco di denaro che serve solo ad allontanare dal gioco elettorale quanti non fanno parte della “casta”.

Basta poco per evitare la spesa del funzionario, dei controlli, del rompere chiedendo la firma ….. al posto o meglio in alternativa alle cinquecento firme si versano ventimila euro (quaranta euro per firma) che se si raggiungono i 500 voti …. vengono restituiti …. altrimenti servono per ridurre il costo della tornata elettorale …. e in qualche caso piccoli paesi …. a conseguire un certo utile.

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lui la plume ha detto..
il 12 maggio 2009 alle 22:04

E se le elezioni slittassero ….. in concomitanza con il referendum …….. e’ l’ultimo giorno utile …

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quovadisdomine ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 03:44

… segno del destino … tutto il centro destra appoggi la Lega, si farebbe bella figura e si salverebbero capra e cavoli… a parte le ambizioni personali…

Vitam regit fortuna, non sapientia

La vita è retta dal fato, non dalla saggezza
(Cicerone)

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unbe ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 08:04

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, l’incompetenza fa brutti scherzi. Meglio così, un partito che non è neanche in grado di compilare una lista elettorale non può pretendere di governare una provincia.

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Berta Alessandro ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 10:19

Le elezioni non possono slittare. Nè il Pdl può ssere riammesso dal TAR prima delle elezioni, né, tantomeno il TAR può sospendere l’esclusione.
L’ha affermato chiaramente il Consiglio di Stato in adunanza plenaria nel 2005 e in una recente sentenza nel 2007 (tutte ovviamente riportate nel manuale a prova di bambino del ministero dell’interno…)
Il Tar infatti non può sospendere l’esclusione dalle liste, ed un ricorso proposto oggi sarebbe irricevibile, infatti l’esclusione delle liste è un atto endoprocedimentale che non può essere autonomamente impugnato fino alla conclusione del procedimento.
L’impugnazione potrà avvenire, quindi, solo ed esclusivamente al termine del procedimento, ossia dopo la proclamazione degli eletti, cioé dopo le elezioni.
La tragedia è che quando si concluderà il giudizio di merito dinanzi al TAR e questo fosse favorevole al Pdl verrebbero annullate le elezioni e occorrerebbe tornare a votare alla faccia dei costi.
Premesso che le regole vanno rispettate ed il luogo di apposizione della autenticazione è essenziale per due diversi motivi: 1) perché le firme possono essere raccolte solo nella circoscrizione provinciale (e questo è attestato dal luogo di raccolta); 2) perché i consiglieri comunali che autenticano possono farlo solo ed esclusivamente per le firme raccolte le comune di propria compentenza (altro elemento per cui il luogo è essenziale).
Ciò premesso è ridicolo che i partiti che hanno una rappresentanza in parlamento debbano dimostrare la propria rappresentanza democratica, cioé di avere un minimo seguito locale per poter partecipare alle elezioni provinciali o regionali…. Cambiamola sta legge và..

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Berta Alessandro ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 11:01

…ovviamente, ci sono anche sentenze che ammettono la sospensiva, specie i TAR, più sensibili alla tutela del diritto al voto e alle pressioni del territorio…

per chi volesse prenderne nota per preparare un ricoso serio….

TAR LOMBARDIA – MILANO SEZ. I, sentenza 6-11-2007, n. 1135, TAR PUGLIA – LECCE SEZ. I, ordinanza 10-5-2006, n. 536, TAR SICILIA – CATANIA SEZ. I, ordinanza 28-2-2008, n. 97, TAR TRENTINO ALTO ADIGE – TRENTO – sentenza 10 ottobre 2008, n. 254, CONSIGLIO DI STATO SEZ. V – ordinanza 1 aprile 2008, n. 1744 …..

…vedremo delle belle scintille….

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paceromolo ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 12:04

Se la lista della Pdl non venisse riammessa nella competizione elettorale si farebbe un torto alla democrazia… è vero che la legge non ammette ignoranza… ma perchè noi elettori della pdl dobbiamo pagare l’incompetenza dello staff di tecnicied esperti in politica locale che seguono il candidato presidente…?…spero che prevalga il buon senso e se tutto andrà per il verso giusto l’unico cosa che mi auspico e che vaccarezza scelga meglio i suoi collaboratori…..

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ombra ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 12:14

Auguriamoci che il TAR ci possa mettere una pezza altrimenti potremmo trovare muri della provincia con scritte del tipo: NO PDL NO ……….. .

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antonio gianetto ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 12:34

Sarebbe invece che qualcuno le pezze riuscisse a metterle sui conti pubblici!
Continuano a farci credere che tutto va bene, che non ci sono problemi, che abbiamo il miglior governo del mondo, invece:
Fonte ANSA 2009-05-13 11:57
BANKITALIA: NUOVO PICCO PER DEBITO, 1.741 MLD A MARZO
ROMA – Nuovo record per il debito pubblico italiano: a marzo, si è attestato a 1.741,275 miliardi di euro contro i 1.707,410 del precedente record segnato a febbraio. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia sull’andamento della finanza pubblica.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 16:50

Un conto è darsi alla politica un conto è essere amministratori. Vero che per le questioni tecnico/amministartive i “politici” si limitano (molto spesso) a leggere le relazioni che hanno preparato consulenti (pagati) e avvocati che sanno destreggiarsi tra leggi e leggine. Vero che siamo ancora ancorati ad una normativa vcchia e desueta come quella della raccolta delle firme ma che … nessuno ha mai pensato bene di modificare, sin quando non è incappato anche lui nelle trappole. Ma è anche vero che le forme da raccogliere sono poche, 350 visto che la Destra non le ha raccolte, per questioni di tempo e organizzative , e non si può presentare, pertanto non adempiere e non farlo bene propone qualche riserva sull’organizzazione e gestione di un momento semplice dell’attività politica di un Partito. Al tempo ricordo quando partecipavo alla raccolta di firme e si andava davanti alle discoteche, nei punmti di incontro e , pagando, si ci portava appresso il Notaio o Pubblico Ufficiale abilitato. Forse prima delle cene conviviali c’era da preoccuparsi delle cose terrene.

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Marco Bertolotto ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 18:00

Ha ragione Bandito. Ancora una volta la Magistratura entra negli spazi della politica. Questo è uno dei mali di questa ammalata Nazione. Da anni il CentroSinistra, incapace di una proposta politica, ha chiesto soccorso alla Magistratura per sconfiggere Berlusconi, col risultato di ritrovarci senza alternativa di governo e con una Magistratura che quando meno te l’aspetti entra a gamba tesa nelle regole della democrazia. Ora assistiamo a questa distorsione della democrazia, per cui un magistrato decide per chi i cittadini possono votare. Se questo non è un golpe cosa è? Mi auguro che il TAR ripristini le condizioni di confronto democratico.
Concordo con Berta (ciao Ale) nel sostenere che sia un assurdità la richiesta di firme per partiti che sono rappresentati nel Parlamento.
Concordo anche con chi sostiene che chi è responsabile di questa situazione si assuma la responsabilità e ne tragga le dovute conseguenze: è questione di credibilità!

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 13 maggio 2009 alle 19:34

Mi permetto alcune osservazioni.
La prima riguarda la raccolta delle firme: non è certo difficile raccogliere 350 firme per uno schieramento che ha almeno un consigliere comunale. Anzi mi sembra una richiesta ridicolmente bassa per le elezioni provinciali.
Non capisco perchè un partito rappresentato in parlamento debba essere esentato dalla raccolta firme per una consultazione ‘amministrativa’, ripeto ‘amministrativa’.
Forse un pilastro del problema sta proprio nel voler politicizzare a tutti i costi le elezioni amministrative, giocando sulle tendenze politiche dei cittadini.
Secondo me è profondamente sbagliato.
Infine, caro dott. Bertolotto, francamente da Lei mi attendevo un intervento più significativo.

Cordialmente
AB

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r. bazzano ha detto..
il 14 maggio 2009 alle 00:08

Come ho già detto, cambiamo la legge che può anche essere assurda, ma visto cche chi corre ha accettato di correre con la legge come stava la rispetti.
Inoltre se si è esclusi non lo si è per colpa della magistratura, ma per quell’aquila che ha sbagliato a autenticare le firme (e chi ce lo ha messo).
Continuare a non prendersi le proprie responsabilità e a dore che è colpa altrui si finisce come quel ragazzino che non si lavava mai e diceva che le ragazze non uscivano con lui perchè erano smorfiose e stupide… magari si guardato com’era lui una volta… ma no, la colpa è sempre degli altri…. che è più facile!

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antonio gianetto ha detto..
il 14 maggio 2009 alle 09:56

la faccenda sembra destinata ad incasinarsi!
dal secolo web di oggi: “”"Giallo sulle firme del Pdl Alcuni testi: «Mai firmato lì» Alcuni confessano: «Mai firmato ad Albenga». Elezioni a rischio.”"”

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prettydog53 ha detto..
il 14 maggio 2009 alle 18:09

non sono d’accordo che la legge elettorale vada cambiata.
è vero che i partiti rappresentati in parlamento già testimoniano il raggiungimento di una certa formalità, ma la sottoscrizione prevista dalla legge attuale non si riferisce solo al partito, si riferisce anche (o forse soprattutto) alla lista dei candidati.
sarà un passaggio formale, ma non ci vedo nulla di improprio a richiedere ai cittadini un appoggio per portare alle elezioni quel determinato gruppo di persone.
i partiti hanno già ora le mani libere per scegliere i parlamentari, che almeno facciano lo sforzo di presentarsi per strada a far sottoscrivere l’accettazione di persone da loro presentate.
chiediamoci piuttosto quale dovrebbe essere la punizione (termine in disuso in italia) di un consigliere regionale che dichiara di aver personalmente assistito ad albenga alla raccolta di un certo numero di firme, quando invece gli elenchi giravano per andora di mano in mano, da persone amiche ma non pubblici ufficiali.
la risposta dubito che sarà: “così fan tutti”, oppure “e basta con queste palle”, oppure “la magistratura blablabla…”

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