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Articolo n° 60172 del 18/05/2009 - 13:02

Biasotti: “Il Pd si autoescluda”, Orsi: “Violato il segreto sui documenti”

Savona - caos liste la conferenza stampa

Savona. Michele Scandroglio, Eugenio Minasso, Gabriele Boscetto, Sandro Biasotti, Giorgio Bornacin, Roberto Cassinelli, Enrico Musso e Luigi Grillo. Tutti all’hotel Riviera Suisse per fare quadrato intorno ad Angelo Vaccarezza, candidato del centro destra alla presidenza della Provincia di Savona. Si è mobilitato lo stato maggiore del Pdl ligure dopo la decisione del Tar di non concedere la “sospensiva cautelare” contro l’esclusione della lista del Popolo della Libertà dalle elezioni provinciali. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha fissato per il 28 maggio la camera di consiglio, mentre è atteso per l’11 giugno il giudizio di merito.

Sandro Biasotti, candidato presidente della Regione per il 2010, ha interpretato la linea comune: “Il Pdl non ha fatto nulla di illegale. Nonostante le esternazioni fatte da più parti politiche concorrenti in questi giorni, chi ha raccolto le firme si è mosso secondo la legge ed ha radunato le sottoscrizioni di cittadini residenti che vogliono sostenere il Popolo della Libertà”.

“In caso di eslusione definitiva della lista – ha affermato Biasotti – mi aspetto un atto si solidarietà sostanziale da parte del Pd e in particolare dal candidato Michele Boffa, persona che si è sempre contraddistinta per la sua signorilità e correttezza politica. Chiedo che il partito Democratico si escluda dalla competizione elettorale, così che la sfida si svolga ad armi pari”.

Il senatore Franco Orsi ha illustrato il contenuto di un’interrogazione che presenterà al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Spiega Orsi: “Nel libretto ministeriale sulle regole per la presentazione delle liste, alle pagine 150 e 151, sono chiarite le norme per la raccolta delle firme. Dall’analisi di queste pagine si evince che l’errore del Pdl è soltanto formale e burocratico e che la mancanza dell’indicazione del luogo, come ad esempio ‘Albenga’, non cambia la sostanza della documentazione e la legittimità della lista”.

“La commissione elettorale del tribunale di Savona – osserva Orsi – non ha rispettato i necessari ‘tempi brevissimi’ di comunicazione degli atti al Pdl subito dopo la decisione adottata. Abbiamo atteso sino alle 23 del 9 maggio, ma abbiamo ricevuto la comunicazione alle 9 del giorno successivo. Nel frattempo, tra il 9 e l’11 maggio è cambiata la composizione della commissione elettorale. Ci sono parecchie anomalie in questa vicenda che devono essere chiarite”.

Altra contestazione del Pdl è la divulgazione di atti coperti da segreto. “Sono stati dati ad un organo di stampa documenti che dovevano essere segreti perché contengono i nomi di cittadini che esprimono la loro appartenenza politica – ha protestato Orsi -. Gli atti, invece, sono stati forniti prima alla carta stampata che non ai responsabili del Pdl”. A proposito della “ricusazione” dello scudo crociato della Democrazia Cristiana, formazione a sostegno di Vaccarezza, Orsi ha detto: “E’ il segno di una precisa manovra, visto che il simbolo della Dc con lo scudo crociato è stato accettato da tutte le altre commissioni elettorali tranne che a Savona…”.

 

F. De Rossi - F. Lammardo

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