Savona, violentatore romeno arrestato dopo un anno di latitanza
Savona. Ha sottoposto ad abuso una donna, dopo averla brutalizzata con botte di ogni genere, ed è poi riuscito a sottrarsi alla giustizia. Per un anno intero. Sino a ieri mattina, quando gli agenti della polizia di frontiera aerea lo hanno preso in consegna allo scalo di Roma Fiumicino. Ghita Rotari, 50 anni, romeno, è finito in carcere in quanto destinatario di un ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura della Repubblica di Savona per il reato di violenza sessuale.
La sera del 19 marzo del 2007, presso la società di mutuo soccorso “XXIV Aprile” di via Verdi, l’uomo ha avuto un primo approccio con la vittima delle sue attenzioni, una giovane donna sudamericana. Le insistenze si sono fatte via via più pesanti e, di fronte alle rimostranze della ragazza, il romeno l’ha trascinata nei giardini in prossimità delle scuole. Qui, al buio (era circa la mezzanotte) l’ha picchiata con calci e pugni, spaccandole un incisivo, tirandole i capelli, procurandole tumefazioni al viso. Infine, il violentatore si è seduto su una panchina e l’ha costretta ad un rapporto orale.
L’episodio è stato poi ricostruito dalla polizia savonese e la Procura ha emanato l’ordine di custodia cautelare, ma nel frattempo Rotari ne ha approfittato per la fuga, rifugiandosi in Romania. Le indagini, grazie all’aiuto dell’Interpol, hanno permesso agli inquirenti di rintracciare il latitante nel suo paese d’origine. Con l’atto di estradizione l’uomo è stato messo su un volo Alitalia e, giunto nella capitale, è stato arrestato dalla Polaria di Fiumicino. Si trova ora rinchiuso nella casa penale di Rebibbia.
8 commenti a “Savona, violentatore romeno arrestato dopo un anno di latitanza”
non condivido la presa di posizione di freeholly9 (la pena di morte è comunque un fatto orribile).
L’articolo mi ha comunque fatto pensare ad una cosa: se fossi stato mettiamo in Svezia ed avessi aperto il giornale e letto un articolo…”Italiano stupratore ha brutalizzato una donna ecc.ecc.” quale sarebbe stata la mia reazione? E’ così importante aggiungere sempre la nazionalità di un delinquente?
ma sinceramente io non condivido le tue idee,quando parli di pena di morte come orribile(una ragazza violentata porta un peso molto maggiore a mio avviso dell’animale che l’ha stuprata se condannato al macello )….se leggessi di un italiano all’estero…io probabilmente proverei schifo verso la carta d’identità che porto nel taschino..se poi oltre ad essere italiano fosse pure un evaso di galera o un pregiudicato non ne parliamo..lo so che molta gente non condivide ma non possiamo stare qui a guardare scorrere le notizie sui giornali inerti e succubi del fatto che un domani possa essere mia figlia o mia sorella ad essere presa a calci in faccia per poi essere violentata…e ovviamente per questi reati condannerei alla pena capitale allo stesso modo l’italiano…ma il fatto che sia straniero ed IRREGOLARE è un’aggravante imperdonabile…..
fuori sti ingrati dalle palle,e tutti a casa loro.
Mettiamo che in Svezia un italiano, dopo aver aperto e letto un giornale, avesse apppreso di una figlia e/o di una parente violentata da un tizio non meglio identificato, giudicherebbe esauriente la notizia?
Esagerata la castrazione chimica per non parlare di quella fisica poi, passare alla pena di morte che
esagerazione!
Purtroppo non si può fare una specie di referendum tra le vittime ed i loro parenti altrimenti, sul giornale potremmo leggere punizioni che neanche la fantasia potrebbe aiutarci a capire.
Ritorniamo al vecchio dilemma, bisogna punire o rieducare? Mi sembra evidente, bisogna punire perchè la gente abbia paura di commettere reati. In casi estremi la pena di morte o la castrazione, chimica o chirurgica, ha una funzione deterrente sicuramente superiore al sapere che, ricevuta la condanna, con un po’ di pentimento, buona condotta, pareri positivi degli psicologi, qualche indulto qua e là si torna rapidamente in giro, pronti a commettere nuovamente gli stessi reati e certi del cattolico perdono delle istituzioni. Bravo freeholly.
Naturalmente la cosa vale sia per italiani che per stranieri, ma lo straniero ha sicuramente l’aggravante di aver scelto di venire a delinquere a casa nostra.
è ampiamente dimostrato che la pena di morte non funziona da deterrente negli stati(sempre meno) dove è applicata. Non consideri l’errore giudiziario che ha portato al supplizio persone poi risultate innocenti? Pensa un attimo allo stato d’animo di chi si trova davanti al patibolo da innocente.
Indicare la nazionalità di un autore di crimini particolarmente odiosi si riperquote inevitabilmente sul giudizio di tutti i connazionali(non dovrebbe essere così ma l’esperienza insegna…..)
va bene che l’errore processuale sia uno dei motivi principali che impediscono al legislatore di legiferare per una tale pena.ma se lei riferisce le sue argomentazioni al “dei delitti e delle pene” del beccaria credo che commetta un errore molto grave in un epoca in cui possiamo disporre di metodi investigativi all’avanguaridia,in grado di provare se la colpevolezza di una persona va oltre il semplice sospetto/accusa illegittima.





PENA DI MORTE.