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Articolo n° 52376 del 09/03/2009 - 09:23

Medici ambientalisti: “Inquinamento barattato per pochi posti di lavoro”

Manifestazione Tirreno Power

Vado Ligure. “I sindacati accettano la tesi ingannevole di Tirreno Power e, di fronte ai pochi posti di lavoro ipotizzati con l’ampliamento a carbone, aprono la strada a danni irrimediabili alla salute pubblica con incremento di malattie tumorali, cardiocircolatorie e respiratorie”. Il biologo Virginio Fadda e lo pneumologo Agostino Torcello del MODA Savona, insieme al dottor Marco Caviglione della sezione savonese di ISDE Medici per l’Ambiente, tuonano contro l’intesa firmata dalle organizzazioni sindacali del settore elettrico con la proprietà della termocentrale vadese.

Secondo quanto sostengono i tre medici, in provincia di Savona la mortalità standardizzata per tumori totali nel 2005 supera la media nazionale ed è più alta di tutte le regioni italiane, con previsioni più nefaste in caso di potenziamento della centrale. L’accusa che rivolgono ai sindacati riguarda il “baratto” tra l’inquinamento da carbone e “una manciata di posti di lavoro”. A conforto delle loro tesi, Fadda, Torcello e Caviglione affermano: “Rispetto al 2006 l’inquinamento dopo l´ampliamento a carbone aumenterà notevolmente anziché diminuire. Si produrranno infatti, dopo l´ampliamento, circa 6.500 tonnellate/anno di poveri sottili cancerogene e cardiotossiche stimate secondo parametri UE per le polveri primarie e secondarie contro le 158 t/a dichiarate da Tirreno Power”.

I tre specialisti parlano anche di “inganno” sulle emissioni di ossidi di azoto: “Gli NOx non diminuirebbero come dichiarato da Tirreno Power (-1,1% per gli ossidi di azoto), bensì aumenterebbero notevolmente da 3.153 t/a a 4.500 t/a (+43%)”. Poi, anche gli ossidi di zolfo: “Aumenterebbero da 5.800 t/a a 5.900 t/a (+1,7%)”. Infine, le emissioni di anidride carbonica: “La CO2 addirittura raddoppierebbe invece che diminuire rispetto al 2006; da 3,8 milioni di t/a a ben 7,5 milioni di t/a con costi enormi per la società visto le multe salate previste per gli Stati che superano le quote assegnante”.

I medici del MODA e dell’ISDE contestano lo studio di Via per l’ampliamento presentato da Tirreno Power, in base al quale, prendendo a termine di paragone l’anno 2006, le emissioni complessive con il nuovo progetto invece che aumentare diminuirebbero. Lo definiscono “ingannevole”. Perché? “Tirreno Power – spiegano Fadda, Torcello e Caviglione – non considera per i suoi calcoli il nuovo gruppo a gas da 760 MW entrato in funzione nel marzo 2007 e quindi dopo il 2006, quando funzionavano ‘solo’ i 2 gruppi a carbone da 660 MW. Per correttezza quindi è doveroso considerare per le emissioni totali post-operam anche le emissioni aggiuntive del nuovo gruppo a gas”.

La stoccata è alle sigle sindacali Filcem, Flaei e Uilcem in riferimento al protocollo sulla stabilizzazione organizzativa recentemente sottoscritto con la proprietà della centrale: “Perché i sindacati, che oggi promuovono con enfasi questo progetto inquinante per pochi posti di lavoro, hanno accettato in silenzio il drammatico calo dell’occupazione nella centrale di Vado che dopo il passaggio da Enel ai privati di Tirreno Power è letteralmente crollata da 556 a 224 unità?” chiedono i tre studiosi, che aggiungono: “I sindacati dimenticano gli enormi costi ambientali e sanitari per malattie e mortalità precoce stimati già attualmente secondo i paramentri UE da 110 ea 500 milioni di euro/anno così come le stime di mortalità precoce sono valutabili in circa 20 morti/anno. Figuriamoci quanto aumenteranno i costi e la mortalità dopo l’ampliamento a carbone”.

Secondo il MODA e l’ISDE, non ci sarebbe necessità di altra energia da fonti fossili, visto che l’impianto vadese ne produce cinque volte di più di quella consumata nella provincia savonese. Per gli scienziati ambientalisti le tecnologie odierne permetterebbero di sostituire il carbone della centrale di Vado con le energie rinnovabili. “I sindacati – concludono Fadda, Torcello e Caviglione – dovrebbero immediatamente chiedere con urgenza per motivi ambientali e occupazionali depotenziamento e completa metanizzazione di questa ‘centrale in città’ con la chiusura degli obsoleti gruppi 1 e 2 a carbone. come richiesto dal professor Cortelessa dell’Istituto Superiore di Sanità e come votato all´unanimità (ma poi mai realizzato) dai Comuni di Vado, di Quiliano, dalla Provincia e recentemente anche dal Comune di Spotorno e dal Comune di Savona”.

 

Felix Lammardo

13 commenti a “Medici ambientalisti: “Inquinamento barattato per pochi posti di lavoro””
Carlo M. ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 10:30

L’estremismo, neanche quello ambientale non ha mai portato da nessuna parte….
Credo che con la logica di queste persone andremmo ancora con i carretti.
Se un progetto è serio e riduce le emissioni aumentando occupazione e investimenti perchè occorre dire di no? A meno che si sia dei professionisti del “no”…..

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bobal ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 11:13

esistono piccole centraline eoliche che si possono installare sui tetti delle case e produrre energia elettrica. vado mi sembra il posto adatto..

Carlo M, la politica del carbone mi sembra invece una logica “da carretto”.. non siamo piu’ nell’epoca della rivoluzione industriale, ci siamo (speriamo) un po’ piu’ evoluti.. o no?

a mio avviso la maggior parte delle cose che si fanno, che sono decise “dall’alto” sono fatte in modo incurante della popolazione locale. Mi piacerebbe sapere se il presidente di Tirreno Power vive a Vado o Quiliano o li vicino..

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Andrea C ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 11:27

E’ una centrale fuori dai tempi (carbone…) ma soprattutto troppo vicina alle case. Non considero l’aspetto estetico perchè da questo punto di vista credo che un pugno nell’occhio sia meglio.
Andrebbe smantellata da subito se non è possibile renderla ad emissioni ZERO. A persone più competenti lascerei lo studio di soluzioni alternative.

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Carlo M. ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 12:24

Certo Bobal, con le piccole centraline eoliche casalinghe facciamo funzionare le aziende e le fabbiriche.
Già che ci siamo mettiamo anche i pedali con le batterie.
Geniale…! non sarebbe tempo di crescere un poco?
A proposito l’unica ricerca seria ufficiale di ASL e ARPAL e IST Istituto Tumori di Genova esclude incidenze della centrale sulla casistica delle cause di morte. Lo sai dove hai la più alta % di tumori ai polmoni in provincia: nel centro città a Savona. Ti dice niente?
Lo sai che tra le prime 30 province con il più alto tasso di tumori ai polmoni non c’è ne una con localizzate centrali a carbone? Lo sai che tra le prime 2o per percentuale più bassa
di incidenza per malattie ai polmoni vi sono le province con localizzate centrali elettriche funzionanti anche a carbone? (dati ufficiali)
Certo certo tutti dati falsi! Tutto un complotto plutocratico contro gli ambientalisti, anime candide della politica….. sempre pronti a difendere se stessi….Crescete un poco ragazzi, crescete un poco….
p.s. a proposito non accendere il televisore e il computer oggi e per 12 mesi perchè è alimentato dai quei cattivoni di Tirreno Power… Saluti

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r. bazzano ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 13:13

E chi gli crede a Tirreno Power quando dice che abbatte le emissioni? Mi fido di più dei medici…

Detto questo è fuor di dubbio che i nostri odierni sindacati, ben lontani da essere quello che sono stati anni fa, quando in Italia ce n’era davvero bisogno, stanno barattando qualche posto di lavoro con un po’ì di vite e di malattie diffuse… complimenti!

Rigruardo agli estremismi, quando si parla di vita credo ci siano solo due scelte: o Sì o No, per cui “l’estremismo” – che in realtà è chiarezza e decisione – è naturale e obbligatorio.

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AT ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 13:23

@ Carlo M.

Vede il problema non è essere professionisti del “no”, il problema è essere informati o no.
Il problema è: sorbirsi come oro colato quello che ci vogliono far credere, o informarsi sulle questioni e discuterne conoscendo la sostanza dei fatti? Fino a che si discuterà sui problemi principali della nostra provincia e della nostra nazione sostenendo le tesi di una parte o dell’altra solo per faziosità politica o per meri interessi particolari o personali, non si risolveranno mai i problemi della gente comune.
Io il progetto di Tirreno Power di 5000 pagine l’ho letto e ci ho messo i miei bei mesetti, e sono giunto alla conclusione che persino un bambino, a leggere quel tomo, riuscirebbe a smascherare tutte le balle e le omissioni che ci sono dentro, figuriamoci qualcuno che da anni si batte a favore della salute sua e dei suoi concittadini.
Di materiale sulla rete che porta dati e numeri inconfutabili ce n’è a bizzeffe basta vincere la pigrizia mentale di chi preferisce mettere la testa sotto la sabbia, delegando agli altri e poi magari lamentarsi, dopo anni, a cose fatte.
Salute.

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milena d ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 14:00

sig. Carlo M

francamente mi sono un po’ stufata delle persone come lei, dai discorsi sempre uguali come fotocopie, sempre pronti ad accusare gli altri (nella fattispecie, raggruppati sotto l’infame etichetta ambientalisti, a prescindere), di essere ingenui, superficiali, velleitari e retrogradi, di parlare per sentenze senza informarsi.

Quando poi lei fa lo stesso e peggio, esprimendosi per slogan e affermando in sintesi e a priori che:

il progetto e’ serio (le ha gia’ risposto AT, documentandosi, mi pare)

le uniche ricerche degne di fiducia sono quelle di IST ASL e Arpal. Con buona pace di coloro che hanno scritto questa lettera, di tutti quelli che hanno dedicato sangue, sudore, passione, impegno scientifico per la loro documentazione e ricerca, pagandone anche il prezzo di persona, e vedendo le loro ricerche boicottate per molti lunghi anni. Strano, no? Se fossero state cosi’ superficiali sarebbe bastato sconfessarle punto per punto, come hanno fatto alcuni di loro in convegni pubblici con i dati degli istituti che lei nomina, dimostrando scientificamente, non faziosamente, la non correttezza di alcuni rilevamenti.
Invece, sempre gli enti tanto autorevoli di cui sopra, rifiutano il confronto pubblico e le assemblee cittadine. Chissa’ come mai.
E chissa’ come mai sempre maggiori settori della cittadinanza, qui e altrove, si mobilitano contro le centrali a carbone, se sono cosi’ innocue. Tutti estremisti, ambientalisti eccetera?
Per il resto, via con le solite frasi fatte. Chissa’ se anche Obama, che sta studiando un piano per portare l’energia da rinnovabili al 35% entro pochi anni, si sente ripetere che cosi’ le fabbriche non funzionano, che si ritorna ai carretti, che tanto vale spegnere i computer.

Mi permetta, cresca lei. E si guardi intorno. La modernita’ sta altrove, i retrogradi non sono coloro che considerano l’ambiente la grande risorsa del futuro, ma quelli come lei, ancorati al “retrosviluppo” gia’ tramontato.

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Carlo M. ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 14:18

Già come il nucleare…..tutti (89%) a firmare contro 20 anni fa ed ora quasi tutti (70%) che ci hanno ripensato…E su questo sarà la stessa cosa.Comunque facciamo così: avete ragione voi. Però intanto spegnete il vostro contatore elettrico di casa (e acnhe dell’ufficio dove lavorate) per 48 ore per vedere l’effetto che fa. Così cominciate ad abituarvi. Au revoir.

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kin ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 15:32

Caro Sig. Carlo, purtroppo anche il nucleare non è una soluzione…

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r. bazzano ha detto..
il 9 marzo 2009 alle 15:54

^^^^^^^

Non sapevo che avessimo già fatto un nuovo referendum e che il 70% si fosse pronunciato a favore del nucleare… ops! mi deve essere sfuggito! ..o qualcuno ha le traveggole…

Non sono un giurista, ma non so quanto si possa passare sopra la volontà popolare chiaramente espressa per giunta con una tecnologia che quando sarà pronta sarà costosissima (e paghiamo sempre noi, chi altri?) e obsoleta.

detto questo mi pare che per lei valga il detto “meglio malato che senza luce”. E’ questa la sintesi?
meglio un bel cancrettino che cresce piano piano, ma poter sprecare tutta l’energia che vogliamo?

Lo sa qual è la cosa ridicola? che non non dobbiamo nemmeno scegliere “o tutto o niente” riguardo all’energia, dato che un consumo, come si dice oggi, “più consapevole” ridurrebbe la richiesta di energia di parecchio, mentre invece la scelta “tutto o niente” si impone rispetto alla salute.
Già eh c’è, pèerchè non si arrampica su uan ciminiera a respirare un po’ di quella salubre aria che viene memessa da Tirreno Power o non sparge intorno a casa quei “fanghetti” solo lievemente radiottivi che risultano dalla produzione di energia col carbone?
Se si potesse fare in modo che intorno al nuovo gruppo a carbone ci dovessero andare ad abitare solo quelli favorevoli vedremmo subito come si fa in fretta a cambiare opinione!

P.S. tornando un istante al nucleare, non trova che invece di regalare compagnie aeree e acquistare a caro prezzo tecnologia nucleare obsoleta dalla Francia sarebbe meglio investire quei soldi in ricerca per sviluppare e migliorare le fonti alternative.
Brontoliamo che i nostri cervelli scappano, ma evidentemente qualcuno ha interesse a farli scappare, no?
Nel frattempo costruiiamo anche un po’ di case…. Ma il buon Silvio ha nostalgia di quando faceva il palazzinaro?

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solfonitrica ha detto..
il 12 marzo 2009 alle 11:58

L’ampliamento della centrale Tirreno Power non ha niente a che vedere con le esigenze energetiche del paese ma solo con l’incremento degli utili della società che gestisce la centrale. A fronte di un fabbisogno regionale di circa 1500 MW in liguria ne produciamo a oggi 4200.
In buona fede non si può affermare che si possa aumentare del 50% la produzione diminuendo le emissioni, anche credendo alla favola dell’aumento dell’efficienza dell’impianto.
Il problema, a mio parere è un’altro. Assistiamo allo scontro di due volontà opposte: da una parte le industrie energetiche e i politici che da esse sono finanziati che continuano a voler incrementare consumi e produzione per trarre sempre maggiori utili, dall’altra le popolazioni che non intendono più pagare lo scotto di questo business.
E’ semplicemente stupido affrontare il problema contrapponendo i pedali alle centrali nucleari, quando da studi di Confindustria emerge che il sistema produttivo italiano BUTTA VIA il 35% dell’energia che consuma semplicemente perchè è il più obsoleto d’Europa. Questo è tragico in temini di costi finali dei prodotti, di danno ambientale, di bolletta energetica del paese che ricordiamoci fa uscire dall’Italia 42 MILIARDI DI EURO per acquisto di prodotti energetici all’estero.
Perchè non cominciamo a parlare SERIAMENTE di efficienza e risparmio energetico? Perchè ci buttiamo in quella follia (enche economica) che è il nucleare?
Perchè i grandi gruppi che posseggono impianti e tecnologie per la produzione in grande scala hanno una capacità di “persuasione” fortissima verso la classe politica non solo (ma fortissimamente) in Italia.
Percui inviterei a non litigare come i famosi capponi di Renzo, anche perchè l’aria la respiriamo tutti e tutti ci perdiamo se i capitali vengono usati per comprare petrolio arabo, gas russo o algerino, uranio australiano o centrali nucleari francesi invece che tecnologia e manodopera italiana per l’efficienza e il risparmio energetico.

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lui la plume ha detto..
il 12 marzo 2009 alle 22:54

Mi sono trovato in pensione e con un pacchetto di azioni di una nota finanziaria …
Ho partecipato cosi’ per curiosita’ alla assemblea dei soci (tantissimi ma presenti una ventina di persone) ci e’ stato consegnato una relazione di bilancio della dimensione di una risma illeggibile.

In una quindicina di minuti l’assemblea si e’ chiusa, non si e’ discusso di nulla, qualche mese dopo la cronaca ha preso in mano la situazione e vi sono stati grossi cambiamenti al vertice.

Pensavo alle relazioni di bilancio della azienda in cui lavoravo, poche pagine con tante foto pensate e talvolta realizzate apposta, poche parole, poche cifre, pochi concetti ma ponderati a lungo, un documento importante.

Ovviamente una relazione di cinquemila pagine ha un certo valore (come certa da recupero).

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AT ha detto..
il 13 marzo 2009 alle 00:11

A parte che la Francia con il nucleare sta perdendo un sacco di soldi e non aspettava altro che trovare un burlone che gli regalasse altri miliardi di euro dopo il caso “Alitalia”, ma lo sapete quanta energia produce col nucleare la Francia sul totale nazionale? poco più del 7%. E’ probabilmente così che fanno costare meno l’elettricità, eh si avete proprio ragione ….

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