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Articolo n° 54778 del 31/03/2009 - 12:50

Maersk: intervento della Regione per l’emergenza occupazionale

Piattaforma Maersk a Vado - Dimensione vista dall'alto

Vado Ligure. Il consiglio regionale ha preso in esame un ordine del giorno (primo firmatario Ubaldo Benvenuti, Partito Democratico, ma sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi) che impegna il presidente della giunta a intervenire, insieme agli enti locali savonesi dove dovrebbe essere realizzata la nuova piattaforma di movimentazione dei container, sulla Maersk per evitare ogni ulteriore calo occupazionale.

Il documento ricorda che i tagli occupazionali sono in contraddizione con la disponibilità manifestata dalle istituzioni ad ogni livello a favorire il radicamento della società in Liguria. L’ordine del giorno è stato redatto al termine di un incontro con una folta delegazione di lavoratori della multinazionale danese in sciopero. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato che l’anno scorso c’è stata una riduzione di 130 dipendenti su 500 e la mancata riconferma di 60 lavoratori a tempo determinato. Ulteriori tagli sono previsti quest’anno. A seguito della decisione del tutto unilaterale di trasferire la direzione aziendale da Genova ad Algesiras sono state messi in discussione altri 45 posti della sede di Genova-Corte Lambruschini. Di questi alcuni erano stranieri e si sono facilmente reinseriti ad Algesiras. Ma 17 di loro, tutti italiani non si è ancora trovata una collocazione. E la crisi internazionale in corso rende sempre più difficile trovare soluzioni per questi lavoratori.

“Tutte queste scelte sono state attuate – hanno spiegato i lavoratori – in modo totalmente unilaterale bypassando le organizzazioni sindacali, trattando direttamente con i singoli dipendenti e nella completa assenza di un piano industriale, al punto che l’anno passato, dopo aver avviato 170 licenziamenti, l’azienda si è vista costretta a proceder a 70-80 riassunzioni. Siamo stanchi di questo comportamento inaccettabile nel metodo e nel merito”.

I sindacati hanno ringraziato il presidente della giunta Claudio Burlando e l’assessore alle Politiche attive del lavoro Enrico Vesco per la paziente opera di mediazione effettuata. L’assessore Vesco ha ricordato di aver proposto l’utilizzo della cassa integrazione in deroga per i lavoratori in esubero e di aver concordato con l’Inps la fattibilità dell’operazione ma di attendere ancora risposte dall’azienda. “A noi hanno detto che rifiutano questa possibilità” hanno affermato a sorpresa i lavoratori.

“Occorre coinvolgere nella trattativa il comune di Vado – ha affermato Nicola Abbundo, Moderati per il Popolo delle Libertà – dove deve essere insediata la piattaforma molto contestata dalla popolazione perché l’atteggiamento dell’azienda è contraddittorio con la disponibilità mostrata dalle istituzioni all’insediamento”. Una posizione, questa sostenuta anche da Pietro Oliva (Forza Italia).

“Se vogliamo mettere sul tavolo questa carta – ha detto il presidente Claudio Burlando – dobbiamo essere tutti d’accordo sulla possibilità di andare fino in fondo e poi essere molto conseguenti sulle eventuali scelte. Ricordo che è stata fatta una finanziaria ad hoc per favorire quell’insediamento con un apposito finanziamento, un insediamento che un referendum ha contestato e che oggi appare contraddetto dall’atteggiamento dell’azienda”.

Nessuno dei consiglieri presenti ha obiettato su tale proposta. All’incontro erano presenti fra gli altri: Nicola Abbundo (Moderati per il Popolo delle Libertà), Ubaldo Benvenuti (Partito Democratico), Tirreno Bianchi (Partito dei Comunisti italiani), Cristina Morelli (Verdi), Vincenzo Nesci (Partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea), Pietro Oliva (Forza Italia), Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale).

 

Redazione

2 commenti a “Maersk: intervento della Regione per l’emergenza occupazionale”
Bruno Pirastu ha detto..
il 31 marzo 2009 alle 13:15

Credo che ci sia un pò di confusione. Maersk a Genova ha chiuso gli Uffici della Direzione, non c’era, personale operativo in banchina. Penso che sia noto a tutti che la gestione di magazzini, bolle, traffico ,clienti e fornitori sia oggi gestita in via telematica e che pertanto non ci sono più vincoli territorali per gli uffici di competenza. Tutte le grandi mltinazionali accorpano questi servizi in Aree geografiche, l’Italia fà parte della SEMEA SOUTH EST MEDITTERANEAN AREA. In passato ci sonogià stati casi analoghi , vedi IBM che, proprio a Genova non ha più gli uffici di un tempo a Piccapietra. Quello che deve preoccupare , ma è ua conferma , è che per una Multinazionale aprire o chiudere una sede è una prassi normale anche se,Maersk a Genova,ha da poco fatto investimenti negli stessi uffici. Licenziare , riassumere, rilicenziare è quella che si chiama Flessibilità e che per anni è stata propagandata come occasione per nuovi posti di lavoro. A Vado Maersk a fronte di un modesto impegno,sul totale , non ha mai parlato di uffici direzionali ma solo di gru e container, vero che le promesse sono fatte sull’indotto che, si spera , ci sarà. Ovviamente in caso di crisi perdurante Vado non avrebbe più quel valore strategico e da buona multinazionale …… tanti saluti

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