Enpa: “Inefficace la caccia per ridurre il numero dei cinghiali”
Savona. L’Enpa savonese è fortemente critica rispetto alla scelta, attuata dalla Provincia, di contenere il numero degli ungulati attraverso la caccia. “E’ una soluzione molto comoda per troppi attori di questa tipica commedia italiana – attacca l’associazione animalista – i cinghiali e i caprioli valgono voti e soldi solo se usati come bersaglio. E pazienza se il loro abbattimento, giù attuato anche con battute straordinarie ormai giornaliere, non ne ridurrà il numero e, quindi, neppure i danni alle colture”.
“Pensiamo – prosegue la Protezione animali – che la gestione del problema debba essere tolta a chi non riesce a risolverla, affidandola ad un Commissario ad acta, scelto tra accademici al di sopra delle parti”. In particolare l’Enpa chiede lo studio di sistemi di contenimento incruenti, censimenti degli animali, la costituzione di commissioni paritetiche per la valutazione dei danni all’agricoltura e l’affidamento degli incarichi tecnici e gestionali soltanto a persone i cui interessi ed attività non siano in contrasto tra loro.
Inoltre l’associazione chiede l’aumento del contributo richiesto ai selecontrollori, al fine di evitare speculazioni, e la nascita di depositi di cibo posizionati lonatano da centri abitati e coltivazioni.
12 commenti a “Enpa: “Inefficace la caccia per ridurre il numero dei cinghiali””
Spero che non ci credano nemmeno loro a quello che hanno affermato……..fra ambientalisti e animalisti possiamo divertirci e sghignazzare a volontà!
Siamo alle solite. La solita marea di critiche senza una sola idea alternativa, come se i censimenti abbassassero il numero di ungulati presenti sul territorio.
Intanto vorrei sapere perchè ogni giorno si legge di un attacco ai cacciatori mentre si sorvola su tutti gli animali uccisi nei macelli, dopo una vita passata in minuscoli recinti ad ingrassare.
Per quanto riguarda l’aumento della quota per i selecontrollori bisogna decidersi, o è una questione morale o è economica, le due cose mal si conciliano.
Sul foraggiamento, ricordo che fino a qualche tempo fa era l’enpa stesso a chiederlo, anche attraverso un articolo su questo sito, per cui la polemica si commenta da sola.
Un’ultima cosa, x parole al vento.
Spero tu non sia veramente un cacciatore. Le tue parole non hanno alcun senso ed è per colpa di certi commenti che ci troviamo sempre a doverci giustificare per poter seguire tranquillamente la nostra passione
Un saluto a tutti
io proporrei a parole al vento di sparare a sudor…
Cari tutti prima di parlare abbiate cure di informarvi sulla biologia riproduttiva dei cinghiali. La caccia al cinghiale com’è concepita adesso non è adeguata al contenimento della popolazione anzi ne favorisce la proliferazione. E’ necessaria una caccia con solide basi scientifiche, si ad abbattimenti controllati (classi di età e numero di capi) no alla caccia al trofeo.
Ricordo a tutti che l’equilibrio ecologico funziona con l’equilibrio fra prede e predatori, nei nostri boschi non ci sono più lupi od orsi, e gli erbivori hanno una tendenza alla riproduzione sfrenata, fino ad arrivare al totale disastro ambientale; pertanto, o reintroduciamo i predatori, rassegnandoci a sopportare che ogni tanto un branco di lupi si mangi un bambino, o qualcuno deve occuparsi di tenere basso il numero delle prede, e visto che abbiamo gente che paga per farlo non capisco perchè impedirglielo. Fermo restando che io non avrei mai il coraggio di sparare ad un animale.
Altra cosa, parole al vento, l’avatar di christian non ti ricorda un piattello?
MAREA DI CRITICHE SENZA UNA SOLA IDEA ALTERNATIVA ????
MA SONO ANNI CHE L’ENPA PROPONE DI AFFIDARE A ISTITUTI UNIVERSITARI COMPETENTI – E NON LEGATI AI CACCIATORI… – IL COMPITO DI STUDIARE SOLUZIONI VALIDE, CHE NO NPASSINO PER IL FUCILE, VISTO CHE QUESTO E’ CLAMOROSAMENTE FALLITO ANCHE SE, COMe FINTA SOLUZIONE, FA COMODO A TROPPE PERSONE, CACCIATORI PER PRIMI.
E TRA LE VARIE COSE, CHIEDE LA COSTITUZIONE DI DEPOSITI DI CIBO, OVVERO DARE DA MANGIARE AI CINGHIALI, IN LUOGHI LONTANI DA CASE E COLTIVAZIONI.
caro Bandito..spero che la tua affermazione “rassegnandoci a sopportare che ogni tanto un branco di lupi si mangi un bambino” sia solo un butade. L’unica soluzione sono gli abbattimenti selettivi. Un predatore tende a isolare e attacare le prede più indifese, perciò in un’ottica di contenimento andrebbero abbattuti in maggior numero gli esemplari più giovani. La “società” dei cinghiali è matriarcale, un’unica femmina riesce a regolare e inibire il ciclo riproduttivo delle altre femmine del gruppo. Uccidendo la femmina dominante le altre perdono l’inibizione e sono pronte per riprodursi cosa che non avrebbero fatto o avrebbero fatto in misura minore…da ciò deriva l’inneficacia della caccia attuale.
Ma smettiamola di dire blasfemie………….
……….qui il discorso e’ uno solo.
La caccia,non e’ piu’ una passione,ma e’ solo questione di beasnes.
Fate un po’ il conto delle bestie che vengono uccise nell’arco di una stagione,e fate la proporzione con i cacciatori in attivita’.
Poi,non essendoci predatori naturali,il cinghiale e il capriolo,sono liberi di vagare e fare tutti i danni che vogliono,e senza impallinatori,in casa al posto del gatto,avremmo un cinghiale.
Quindi mie cari,lasciate fare ai cacciatori,o ai selezionatori il proprio compito.
Altra cosa,vorrei vedere chi parla tanto,a venire in valbormida,seminare un campo di patate,e a fine stagione,vedere che cosa raccoglie,e sicuramente,alla fine,maledirebbe anche lui i teneri cinghialetti,invocando l’aiuto dei selezionatori.
Quindi,sicuramente,predatori naturali,credo che non verranno mai inseriti all’interno della catena naturale,anche perche’ prendersi la grana di vedere un bimbetto sbranato,non piaccia a nessuno,e allora dico:BASTA PAROLE,LARGO AI SELEZIONATORI.
Poi,altra cosa a riguardo ai depositi di cibo:lo stanno gia’ facendo.
Tutti i cacciatori,pagano un tot. per il mantenimento,e a turno,portano cibarie per tenerli lontano dalle case,anche se a volte con scarso risultato.
Cose da dire,ce ne sarebbero ancore,ma non voglio protrarmi piu’ di tanto.
Se un problema non riesce ad essere eliminato o ridotto con un sistema, si passa ad un altro, in una società seria e sveglia; qui invece continuiamo con la solita caccia, che non da risultati apprezzabili.
Ha ragione l’ENPA, nessuno vuole prendere in considerazione la sua semplice e razionale proposta, far fare studi seri da esperti seri e non allineati, perché in pratica i cinghiali ed i caprioli servono come bersaglio dei cacciatori, anche se questo produrrà danni all’ambiente ed agli agricoltori.
Siamo proprio nel paese di Pulcinella.
Che non dia risultati,non e’ vero………se non eliminassero tutti i capi nel periodo venatorio,ci sarebbero piu’ ungulati che persone.
Sarebbe invece utile,inalzare il numero dei capi da abbattere durante la stagione.
Durante le battute programmate,sarebbe utile prenderli sti benedetti cinghiali,invece di andare dalla parte opposta.
Sarebbe utile,che le normali battute domenicali,che i cacciatori,andassero fino all’ultima giornata,invece di dire:”ne abbiamo presi abbastanza,non se ne vede “,non saremmo qui a fare ste polemiche dei poveri.
Altra cosa,i parchi.
L’hanno inventata bella!!!!
I cacciatori in un posto,le bestie dall’altra a fargli cu-cu’.
Anche questa e’ ITALIA.






Se non posso più sparare a cinghiali/caprioli ecc. a cosa sparo! Mica posso andare sempre nelle riserve a sparare ai faggiani d’allevamento! Ci sarebbero i piattelli. E’ troppo difficile! Meglio gli animali.