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Articolo n° 50595 del 19/02/2009 - 11:20

Prezzi, in Italia calano meno che in Europa

euro

In Italia l’inflazione cala, ma meno che nel resto d’Europa. Lo ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso di un’audizione al Senato. “L’impressione” ha spiegato, “è che la crisi abbia sì esercitato i previsti effetti depressivi sui prezzi nel nostro Paese, ma in misura minore rispetto alle altre realtà europee”.

”I prezzi nel dicembre 2008″ ha sottolineato, “sono rimasti sostanzialmente stabili in Italia rispetto al mese precedente, mentre nel complesso dell’area dell’euro hanno già manifestato una lievissima riduzione”. A livello settoriale, i prezzi dei carburanti per autotrazione sono scesi del 7,3% in Italia, contro l’8,1% dell’area euro. I prezzi dell’energia in generale (elettricità, gas, carburanti, combustibili liquidi e solidi) sono diminuiti nel nostro paese del 3,4%, mentre, nella zona della moneta unica, del 4,7% (per questo settore comunque la regolazione nazionale esercita un notevole influsso, in particolare smorzando nel tempo l’influenza delle variazioni dei prezzi delle materie prime).

I prezzi dei servizi di trasporto sono nel loro complesso cresciuti del 4,5% in Italia e del 2% in ”Eurolandia”, soprattutto per il più accentuato aumento dei prezzi del trasporto aereo. Infine, altre tipologie di beni e servizi, quali generi alimentari, industria manifatturiera, telecomunicazioni, assicurazioni e servizi finanziari in generale presentano andamenti simili tra il nostro Paese e l’estero. Per Catricalà “si conferma anche in questo momento di difficoltà generalizzata una vischiosità nel processo di adeguamento dei prezzi che altro non è che un sintomo di ridotta concorrenzialità dei mercati”.

 

Redazione

3 commenti a “Prezzi, in Italia calano meno che in Europa”
Bruno Pirastu ha detto..
il 19 febbraio 2009 alle 11:52

*** Per Catricalà “si conferma anche in questo momento di difficoltà generalizzata una vischiosità nel processo di adeguamento dei prezzi che altro non è che un sintomo di ridotta concorrenzialità dei mercati” *** Della serie : Spremili sino all’osso. A seguire ” Finche la barca và “

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lui la plume ha detto..
il 19 febbraio 2009 alle 13:46

Bisognerebbe eliminare i conflitti di interesse per ottenere la riduzione dei costi “dove Stato ed amministrazioni varie guadagnano senza motivo alcuno”.

Se …. non vi fossero le accise sui carburanti …. mancherebbero soldi
se …. non vi fossero accise sul gas ….. mancherebbero soldi
se …. non vi fossero accise sulla elettricita’ … mancherebbero soldi

…..

Come si puo’ pensare che una amministrazione che si mantiene con tasse patrimoniali e sui consumi possa sviluppare politiche atte a ridurre i consumi ed allo sviluppo del risparmio?

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cobra ha detto..
il 19 febbraio 2009 alle 17:31

Egregio la plume quello che dice è più che vero, infatti sulla nostra pelle vediamo che le tasse non hanno colore politico e i politicanti continauno a raccontarci PALLE di tutti i colori.
Senza grossi sforzi si potrebbe cosi’, tanto per fare un esempio, non gravare di I.V.A. le accise sui
carburanti (In pratica togliere un’imposta su di una imposta) forse potrebbe non essere molto ma,
potrebbe costituire un buon inizio.
Altra chicca, tassa di possesso sulla TV, perchè viene chiamato ancora canone rai?
Perchè continua ad aumentare anno dopo anno mentre il televisore e quindi la proprietà perde il proprio valore?
Perchè, chiunque sia al governo tace o finge di ignorare queste cose, ma non a far parte del consiglio
di amministrazione dell’ente?

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