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Articolo n° 49153 del 05/02/2009 - 11:11

Braccianti marocchini sfruttati nelle aziende agricole: tre arresti

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Albenga. Tre imprenditori agricoli del comprensorio albenganese sono finiti agli arresti per falsità ideologica, sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli agenti della squadra mobile della Questura savonese questa mattina alle 7 hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare, richieste dal sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Coccoli e firmate dal giudice per le indagini preliminari Barbara Romano, nell’ambito dell’inchiesta “Pay for Italy” avviata lo scorso aprile.

I tre arrestati sono Eugenio Tortello, 63 anni, imprenditore agricolo a Peagna di Ceriale; Giuseppe Viola, 44 anni, coadiuvante della moglie in un’azienda di Coasco, frazione di Villanova d’Albenga; e Laura Capello, 38 anni, operativa con la sua ditta nei terreni di Albenga. Altri nove titolari di aziende agricole rimangono indagati a piede libero.

Gli arresti dei tre italiani si aggiungono a quelli compiuti lo scorso luglio, quando erano finiti in carcere sette extracomunitari nordafricani, facenti capo ad un’unica famiglia, che attiravano in Italia numerosi connazionali con false promesse e l’illusione del permesso di soggiorno. I componenti dell’organizzazione, con l’ausilio degli imprenditori agricoli compiacenti, riuscivano ad ottenere il rilascio di “nulla osta al lavoro subordinato stagionale a tempo determinato” a favore dei braccianti. Ma, giunti ad Albenga, gli ignari stranieri scoprivano che in realtà il contratto di lavoro era solo teorico: venivano di fatto impiegati nel lavoro nero. Ogni tentativo di protesta veniva severamente messo a tacere.

Gli extracomunitari venivano schiavizzati dai loro aguzzini, dopo essere stati abbindolati, in patria, con la promessa di lavoro sicuro, casa e permesso di soggiorno. I malcapitati marocchini sborsavano all’organizzazione dai 6 ai 10 mila euro ciascuno e si potevano così presentare al consolato italiano di Casablanca, accedendo all’opportunità di entrare in Italia con un nulla osta temporaneo.

Una volta in Italia, l’imprenditore agricolo incassava la sua parte dalla banda di malfattori (dai mille ai tremila euro), senza regolarizzare definitivamente la posizione di lavoro dello straniero. Questi, quindi, assumeva lo status di clandestino diventando esposto all’arresto. Un centinaio gli stranieri fatti arrivare dal Marocco nel corso di tre anni. Il tutto per un giro di affari che, ai soggetti del gruppo criminale, arrivava a fruttare 800 mila euro all’anno.

 

documentimmigrazalbengaSavona - banda marocchini albenga
14 commenti a “Braccianti marocchini sfruttati nelle aziende agricole: tre arresti”
Fgerry ha detto..
il 5 febbraio 2009 alle 14:15

hanno fatto bene ed ora buttino la chiave e non li facciano piu uscire!! è grazie a gente così se albenga è invasa da gentaglia e disperati.

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Bill Fraser ha detto..
il 5 febbraio 2009 alle 14:26

…Rimando al mio commento alla lettera di Giuliano Falco….con un plauso alle Forze dell’Ordine. (…e mi scusino i tetragoni……)

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joeblack ha detto..
il 5 febbraio 2009 alle 14:34

Se non si ferma,questo è il meccanismo giusto che permette di sfruttare e di legalizzare sulla carta, è destinato a finire.
La medesima ricerca potrebbe essere fatta sia al nord che al sud del paese: avremmo risultati sorprendenti.
Seguendo questa strada, si potrebbero trarre conclusioni CERTE per due categorie di persone: coloro
che vivono di sfruttamento e coloro che credono, o è stato fatto credere che, questo, è il paese dei
balocchi!

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cicno78 ha detto..
il 5 febbraio 2009 alle 18:04

Questa è la strada giusta per portare un po’ di legalità nella piana.

Con qualche sana intercettazione e controlli, di quelli che non guardano in faccia a nessuno, nel settore edile ai livelli alti dei dirigenti, degli speculatori e degli “urbanisti”, (quelli che vanno a braccetto con i politici per intenderci), Albenga cambierebbe veramente faccia e noi alle elezioni non dovremmo sembre scegliere quello che ci pare il “meno peggio”.

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vespa ha detto..
il 5 febbraio 2009 alle 23:21

Le associazioni a delinquere vanno giustamente perseguite e punite, ma se……..I malcapitati marocchini sborsavano all’organizzazione dai 6 ai 10 mila euro ciascuno e si potevano così presentare al consolato italiano di Casablanca, accedendo all’opportunità di entrare in Italia con un nulla osta temporaneo…..in Marocco, dove una buona retribuzione non supera i 5e/ al giorno, chi può permettersi di sborsare quelle cifre non è una persona costretta ad emigrare per vivere.

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Fran72 ha detto..
il 6 febbraio 2009 alle 10:50

pure vespa tutti i torti però non li ha…..è per quello che io son convinto che, purtroppo, la maggior parte di chi emigra dai paesi NORD AFRICANI (E DI QUELLI PARLO NON DI ALTRI POSTI) poi non sia in ste condizioni così terribili….ed è incredibile di come tantissimi di questi qui non appena sbarcano qui si adeguano alla malavita locale. secondo me quei paesi favoriscono l immigrazione perche sanno benissimo che cosi facendo si levano la gentaglia da casa loro. tesi peraltro sostenuta anche da un paio di marocchini che in passato ho avuto occasione di conoscere e che a un certo punto se ne sono andato di qui perche schifati dai loro stessi connazionali. A che punti siamo rendiamoci conto……

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cristiana ha detto..
il 23 febbraio 2009 alle 20:16

troppo facile accusare delle persone cosiìììììì…. sarebbe meglio prima conoscere i fatti e non credere a ciò che viene riportato sui giornali. E questo credo valga non solo per i 3 arrestati di Albenga ma penso per tutti. Quindi penso sia meglio prima pensare e poi scrivere i commenti è troppo comodo colpevolizzare ….

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r. bazzano ha detto..
il 23 febbraio 2009 alle 22:08

Non vale per tutti e lungi da me prendere le difese di tutti gli extracomunitari, ma è così lontano dalla nostra realtà da non poter pensare che ci siano persone che possano avere lavorato spendendo il minimo possibile per anni e raccolto i risparmi di famiglie intere (e in genere si parla di decine di persone) e si siano anche indebitate con strozzini o nel migliore dei casi con vicini più abbienti per dare quei 6 mila euro per venire qui a lavorare?
Con uno stipendio nostro anche basso riescono a vivere loro qui (male) e a mantenere le loro famiglie nella terra d’orgigine in maniera decente, almeno senza farle restare alla fame e pagare il debito con chi gli ha pretato i soldi.
Diversi extracomunitari che conosco hanno fatto così e lavorano in regola da anni.
Questo è il sogno di quelli che vengono per lavorare.

Se erano talmente ricchi da poter stare al loro paese come dice Vespa, perchè sono venuti in Italia con il miraggio di un posto di lavoro?

Sono d’accordo anche io che ci sono troppi stranieri in Italia che non hanno buone intenzioni, ma credo che accusare pure quelli salvati dalla polizia dallo sfruttamento sia voler fare di tutta l’erba un fascio in malafede.

Certo è più semplice, ma così si butta via il neonato con l’acqua sporca, per usare una metafora…

Non piacerebbe a nessuno essere additato all’estero sentendosi dire “italiani mafiosi”.

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freeholly9 ha detto..
il 23 febbraio 2009 alle 22:35

ma tuttosommato sti qui venivano per lavorare e se non ho capito male erano pure schiavizzati nel nome del sogno italiano che veniva promesso loro….Il problema sono invece tutti quelli che vengono in italia per delinquere e partono già con l’intenzione di diventare criminali senza neanche cercarlo il lavoro….tanto in italia è una pacchia….tanto una volta che ci sei chi ti caccia piu…..tanto se vai in galera due giorni sei fuori….tanto tanto tanto tanto tant’è che alla fine chi ci rimette siamo noi italiani….e quei pochi che verrebbero seriamente per lavorare e sfuggire alla miseria rimboccandosi le maniche……

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BrioLenin ha detto..
il 23 febbraio 2009 alle 23:05

Ma magari quelle cifre vengon prese piano piano dal loro stipendio…non può essere?
secondo vi chi ha a disposizione certe somme va a farsi sfruttare da altri??
mi sembra un pò una forzatura quella di andare a ritrovare il colpevole anche negli immigrati che lavorano come bestie e vengonsottopagati o no?

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cristiana ha detto..
il 25 febbraio 2009 alle 21:03

continuo a dire…. se non conoscete i fatti forse sarebbe opportuno non continuare a criticare aspettate carissime persone che prima o poi la vera verità usciràààààà e i colpevoli che sicuramente non sono quelli arrestati il 5 febbraio 09 andranno finalmente in carcere…..

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gelindo bordiga ha detto..
il 26 febbraio 2009 alle 10:11

A me sembrano incredibili alcuni commenti. Ma come si fa a dire se han sborsato 6000 euro allora così male non stanno? Vi siete resi conto che trattasi di associazione a delinquere, signori? Detto questo è vero che è necessario aspettare il giudizio della magistratura. Però cari signori, soprattutto gli ingauni, non facciamo finta di non sapere: i nostri amici contadini (non tutti, ma buona parte), sfruttano senza ritegno i nordafricani, pagandoli in nero anche se sono anni che lavorano in maniera costante presso di loro. Oppure fanno contratti a tempo determinato, magari sei mesi, ed i restanti mesi lavorano in cassa integrazione (quindi pagati da noi!!!), così i cari contadini non sborsano manco un euro! E senza pensare al fatto che non pagano tasse, non pagano spazzatura, non pagano niente, che hanno diritto pure alla benzina agricola (altra bufala, poi ci riempiono le loro maledette audi A8 e via dicendo). Questa è la nostra casta locale, che non ci permette di diventare una città turistica come si deve, pur avendo meraviglie come la chiesa di S.Giorgio, fagocitata in mezzo alle serre.

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W.W. ha detto..
il 26 febbraio 2009 alle 11:08

Sig. Gelindo il suo post non fa una grinza ma, rimane pur sempre un post.
Ha provato a mettere a disposizione delle autorità competenti, le sue certezze che, per la materia
trattata sembrano molte e importanti?
Farebbe il proprio dovere civico, nonchè un favore dovuto a tutte le persone che lavorano o che danno
lavoro onestamente.

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cristiana ha detto..
il 26 febbraio 2009 alle 15:39

penso che non tutti i coltivatori diretti siano persone disoneste. Pensiamo al fatto che una volta che ottengono il permesso di soggiorno questi voltano la faccia regolarmente a chi sino al giorno prima gli ha dato onestamente lavoro e stipendio e messa in regola e tutto il resto e assegni di disoccupazione con cifre pazzesche che neppure gli italiani pecepiscono. Diciamo che questi extracomunitari che lavorano regolamente neppure pagano le tasse e hanno tanti benefici che gli italiani se li sognano, e in questa situazione cerchiamo di essere un pochino obbiettivi….. e non colpevolizziamo nessuno prima di conoscere come sono andate veramente le cose, perchè credo che i tre arrestati non abbiamo davvero fatto nulla in merito a quello che è successo perchè se conoscete almeno in parte i fatti queste domande non riportano neppure le loro firme originali… quindi………………… chi cè sotto tutto questo???????? e allora credo in questo caso ci voglia silenzio dietro a tutto questo e smettialmo di dire o pensare senza collegare prima il cervello. Grazie

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