Regione, Forza Italia contro la nuova classificazione alberghiera
Regione. Si rinvigorisce la polemica sul turismo, alla luce della nuova regolamentazione sulla classificazione alberghiera. I due consiglieri regionali di Forza Italia, Gabriele Saldo e Pietro Oliva, raccolgono l’allarme lanciato da Angelo Galtieri dell’Unione associazioni albergatori della provincia di Savona e da Americo Pilati di Federalberghi Liguria.
“Il turismo per la nostra Regione è un comparto strategico che da lavoro a centinaia di famiglie – osservano congiuntamente Saldo e Oliva – Noi denunciamo l’incapacità della Regione da tempo che ha dimostrato di non essere in grado di mettere in campo iniziative utili in questo senso. E’ necessario quindi che vengano previste misure di sostegno globale in grado di garantire, anche alla luce della crisi economica del nostro Paese, interventi che non siano dei meri palliativi spot specialmente per le strutture ricettive vincolate, costrette alla riclassificazione, ma che prevedano finanziamenti sostanziosi su cui contare con certezza per gli anni che si prevedono necessari a rilanciare le strutture ricettive liguri”.
“La Regione, quale Ente pubblico che ha competenza esclusiva in materia turistica deve dare, attraverso risorse finanziarie a favore del settore, un apporto determinante che servirà alla riqualificazione di tutto il patrimonio ricettivo – proseguono i due forzisti – Certo alzare il livello di accoglibilità delle strutture è fondamentale: inserire standard minimi ai quali gli alberghi è consigliabile si adeguino potrebbe essere utile se inserito in un corretto contesto di programmazione e sviluppo del comparto a 360° e previsione di risorse ed incentivi consistenti”.
“Purtroppo la Giunta Burlando – aggiungono Saldo e Oliva – per questo settore riserva solo leggi di chiaro sapore ‘impositorio’ che castrano la libertà imprenditoriale del singolo, come la legge Ruggeri sugli alberghi, non riuscendo a mettere una politica a concreta. La gestione del comparto da parte della Giunta regionale è vessatoria e per di più, per il biennio 2010-2011 vede dimezzate le risorse a sua disposizione. Stiamo studiando una proposta di legge, condividendola preventivamente con il territorio e gli operatori che possa veramente intervenire a sostegno del turismo ligure”.
“Ci auguriamo meglio in futuro, quando i cittadini manderanno a casa Burlando e la sua Giunta, di eliminare tutti i gravi sbagli della sinistra ripartendo da quello che gli albergatori chiedono: aggiustamento dei 5 punti della legge del vincolo alberghiero e risclassificazione alberghiera che così come è stata formulata dalla Giunta senza il parere di quasi tutti gli albergatori è sbagliata e non va verso quella qualità che tanto ci si auspica di raggiungere” concludono i due consiglieri regionali.


Dispiace constatare che esponenti di Forza Italia possano incolpare l’attuale giunta regionale a causa della nuova classificazione alberghiera quando questa deriva da un decreto emanato dal proprio partito.
Infatti il Decreto del 21 ottobre 2008 apparso sulla gazzetta ufficiale dell’11 febbraio 2009 a firma del sottosegretario con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla e nonostante elenchi nell’intestazione che la classificazione non sarà più affidata a norme regionali, si contraddice nella lettura dei vari articoli del testo.
Tutto questo nonostante i ripetuti proclami da parte del governo in carica di una classificazione omogenea per tutte le regioni italiane.
Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, con il Decreto del 21 ottobre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 febbraio 2009, ha stabilito che la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali che determineranno il numero di stelle delle strutture ricettive italiane.
Ricordiamo questa parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, più avanti ne capiremo il perché e facciamo un salto all’indietro, vale a dire a quel lontano1983, anno dell’ultima classificazione alberghiera italiana. Da un attento esame scopriremo che, a livello mondiale, solo Burundi, Ghana, Nigeria e il Pakistan hanno leggi di classificazione alberghiera più antiquate, pertanto nazioni come Burkina Faso, Angola, Gabon, Uganda e l’altra totalità degli stati del globo hanno ovviamente leggi più recenti, anzi avevano, perché dall’11 febbraio 2009 tra l’eccitazione generale da parte degli operatori e dei consumatori del settore, il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla ridefinisce la classificazione degli alberghi in base alle stelle, entusiasmo che però dura poco, solo il tempo di dare un primo piccolo sguardo. Infatti scorrendo il testo si incontra l’art. 3 che cita: Gli standard minimi di cui al presente provvedimento sono definiti in relazione all’apertura di nuovi alberghi o alla ristrutturazione di quelli esistenti…mentre più avanti…per gli alberghi già esistenti, per i quali e’ comunque escluso l’obbligo di adeguamento ai requisiti strutturali (?)(?)(?).
In definitiva si evince che saranno soggetti a questa direttiva solamente gli alberghi nuovi e quelli già ristrutturati (?), da fonte dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori di Firenze (ADUC).
Quanti altri alberghi potranno essere costruiti considerando che in base alla popolazione residente siamo la nazione che ha più posti letto del mondo; 1 camera ogni 56 abitanti mentre gli USA, che sono secondi, ne hanno 1 ogni 61 abitanti? O per esempio la Francia che pur disponendo di circa la metà dei nostri alberghi fattura il doppio? Boh, misteri!
Vediamo ora l’art. 6 che riporta testualmente: Al fine di accrescere la competitività promozionale e commerciale internazionale e di garantire il massimo livello di tutela del turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e la valutazione della qualità del servizio reso ai clienti. A tale sistema aderiscono, su base volontaria, i singoli alberghi. SU BASE VOLONTARIA?
Infine agli art. 7 e 8: Con apposito atto emanato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo d’intesa con le Regioni (?)…in raccordo con le associazioni dei consumatori e di categoria, vengono definiti i parametri di misurazione e valutazione della qualità del servizio turistico nonché individuati i criteri e le modalità per l’attuazione dei precedenti articoli 6 e 7. Ricordate le parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, scritta nell’intestazione del decreto della Gazzetta ufficiale?
Ebbene, adesso non valgono già più. Da pagina 1 a pagina 7 è tutto cambiato, o sbaglio?
Probabilmente si torna indietro e cioè a quando quotidianamente enunciavano di cercare di avere un’offerta univoca e facilmente intelligibile sul territorio nazionale e in linea con le classificazioni simili in altri Paesi d’Europa e del mondo. Dichiaravano che non era possibile, per esempio, che tra un albergo a due stelle di Trapani, ci fosse un abisso rispetto ad altrettante stelle a Rimini o a Bolzano, non solo nella qualità, ma anche nel prezzo.
Si, dichiaravano.
Avremo così ancora 20 regioni rappresentate alle varie Bit italiane ed estere con la conseguente moltiplicazione per 20 delle spese. Lotte fratricide per accaparrarsi le metrature maggiori nelle varie esposizioni internazionali, e tanto altro di veramente bello e sicuramente produttivo.
A questo punto stavo cestinando il tutto quando lo sguardo mi cade sugli standard minimi dei servizi e delle dotazioni per la classificazione degli alberghi, 12 pagine per tutte le cinque suddivisioni delle famose stelle, quando alla pag. 8…
Alberghi a 4 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 16 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno
Mi risulta impossibile pensare che queste 12 pagine scritte, pensate, studiate e discusse per ben 9 mesi da associazioni, istituzioni, federazioni, tecnici, sindacati, esperti, politici, commissioni parlamentari e chi più ne ha più ne metta, visionate da centinaia o addirittura migliaia di occhi, a cui nessuno sia venuto in mente che il portiere notturno, detto anche segretario di ricevimento, e ripeto ricevimento, secondo la UIPA (Unione Italiana Portieri d’Albergo), che come quello diurno, lavora alla reception e quindi bastava mettere: obbligo 24 su 24?
Incuriosito vado a dare un’occhiata alla pagina dopo, la 9 e…
Alberghi a 5 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 24 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno
Come volevasi dimostrare; qui per qualcuno (tanti) il giorno dura 32 ore e niente in merito al night manager o night auditor, e penso; è questa la loro decantata qualità? E’ tardi, cestino il tutto definitivamente e buona notte Italia.
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/