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Senza casa per cantiere sequestrato, si coalizzano grazie ad Internet

[thumb:346:l]Albenga. Investire in un appartamento ad Albenga e ritrovarsi a mani vuote. E’ successo a coloro che circa tre anni fa hanno deciso di acquistare un alloggio nel compesso in costruzione in via Carloforte. I lavori di edificazione dei condomini “Marta”, “Chiara” e “Rosanna” si sono trascinati lentamente e, tra un rinvio e l’altro della data di consegna, si è giunti al 28 settembre 2007: in quel giorno il cantiere è stato posto sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Genova per irregolarità edilizie, su segnalazione dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Albenga.

“Siamo entrati, nostro malgrado, in una vicenda che si è fatta via via sempre più ingarbugliata – affermano alcuni acquirenti che si sono mobilitati per coordinare gli altri compratori invischiati nella medesima situazione – Premesso che il peccato originale è la realizzazione dei palazzi con difformità nella divisione interna degli appartamenti rispetto al progetto edilizio iniziale e un Piano Regolatore che nella zona di interesse è interpretato in modi diversi se a leggerlo è l’Ufficio all’Urbanistica oppure l’impresa, questo è l’ordine cronologico della vicenda: sopralluoghi, sequestro, indagini, ricorsi rigettati, ricusazioni, commissioni edilizie, varianti, incontri, richiesta di documentazione integrativa, perizie. Nel frattempo alcune vicende interne all’amministrazione non hanno forse agevolato la soluzione ma hanno contribuito ad allungare i tempi, se mai ce ne fosse stato bisogno”.

Il clima di incertezza riguarda una sessantina di famiglia. Un diniego del Comune alla variante presentata dall’impresa, un ricorso al Tar in via di stesura e un processo penale a carico del costruttore per presunta lottizzazione abusiva concorrono a rendere i tempi aleatori. E gli acquirenti, anello debole del contenzioso, si sento lasciati in balia degli eventi.

“Avremmo voluto essere considerati e coinvolti nelle decisioni dall’impresa che ha gestito la faccenda senza interpellarci; noi le notizie del sequestro, rigetto del ricorso e quant’altro le abbiamo apprese dai giornali. Avremmo voluto essere considerati dalla amministrazione comunale, dalla quale speravamo di avere rassicurazioni sulla soluzione del problema, anche a seguito di diversi colloqui con dirigenti e amministratori” protestano i promotori dell’iniziativa che intende aggregare gli acquirenti penalizzati dai sequestri disposti dall’autorità giudiziaria.

I compratori coinvolti nel caso immobiliare possono scrivere all’idirizzo email antaleva@libero.it. “Noi non ci conosciamo, siamo ragionevolmente sparsi tra Liguria, Lombardia, Piemonte – dicono i referenti dell’iniziativa – I primi tentativi di metterci in contatto utilizzando Internet sono stati osteggiati da chi ha tutto l’interesse che rimaniamo isolati, ben conscio che l’unione fa la forza”.

Commenti

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  1. Scritto da Fgerry

    ma qualcuno sa effettivamente a che punto sono le cose?quella strada è uno schifo da piu di un anno….va bene anzi è giustissimo perseguire chi ha fatto il furbo (vorrei anche sapere però come mai chi era preposto ai controlli se ne sia accorto a lavori quasi finiti….prima dormiva dietro la scrivania?) ma perche come sempre a rimetterci sono i cittadini, in primis chi ha acquistato, impegnato risorse ed ora ha un pugno di mosche in mano e subito dopo chi in zona è costretto a vivere costantemente in un simil cantiere abbandonato? è la solita italia.