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Regione, mozioni e odg contrapposti sulla riforma della scuola

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Regione. E’ stata lunga e accesa, in particolare sui recenti provvedimenti introdotti dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, la discussione sulla scuola in consigliore regionale. Al termine del dibattito sono stati approvati una mozione (Marco Nesci) e due ordini del giorno, rispettivamente di Lorenzo Basso (Partito Democratico) e Carlo Vasconi (Verdi) – Michele Boffa (Partito democratico). Respinta la mozione di Gianni Plinio (Alleanza Nazionale).

Durante il dibattito l’assessore regionale all’istruzione, il vicepresidente Massimiliano Costa, ha polemizzato con i recenti provvedimenti introdotti dal ministro, Mariastella Gelmini: “Quella della Gelmini non è una riforma: abbiamo assistito alla messa in atto delle determinazioni del ministro dell’economia Tremonti che taglia, per la scuola, quasi otto miliardi di euro in tre anni – ha detto – Questo stato di cose si traduce, per la Liguria, nella perdita nei prossimi tre anni di 975 docenti, a fronte dell’aumento preventivato di 10-15.000 studenti”. Ha quindi ribadito che i recenti provvedimenti “intaccano la qualità della scuola primaria, che rappresenta un punto di qualità. Mentre non si va a rivedere la secondaria”.

Per Marco Nesci (Rifondazione comunista): “Tutte le ragioni espresse dall’assessore sono condivisibili» ed ha invocato investimenti anche per il miglioramento delle strutture scolastiche”. Secondo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale): “L’Italia è il Paese che, considerando il numero di studenti, nella scuola spende di più: 5.710 euro all’anno per alunno contro i 5.288 della Francia, i 4.964 dell’Inghilterra e i 4.856 della Germania. Il problema è che questi soldi non vanno a migliorare la situazione degli studenti ma si esauriscono nel pagare insegnanti e bidelli. E’ falso che con la riforma il tempo pieno sarà ridotto, che ci saranno 30 alunni per classe, che all’elementari scomparirà l’inglese, che saranno licenziati 87 mila insegnanti, che le scuole di montagna chiuderanno e che si boccerà chi ha sette in condotta”.

Lorenzo Basso (Partito Democratico) ha ribadito: “Noi siamo per curare la situazione della scuola malata , ma siamo per una cura diversa rispetto a quella proposta dalla Gelmini. Chiedo che il Consiglio regionale continui la protesta”. A detta di Gino Garibaldi (Forza Italia), “Costa, con il suo discorso sembrava il ministro ombra della Gelmini. Ma quando è stato il momento di assumere delle responsabilità, nella fase di approvazione del dimensionamento della rete scolastica e noi abbiamo chiesto deroghe, ci è stato risposto con un secco no”.

Michele Boffa (Capogruppo Partito Democratico) ha espresso “piena condivisione alla replica di Costa e al suo operato in questi mesi per piano di dimensionamento scolastico”. Ha criticato la riforma Gelmini “che – a suo dire – non ha avuto alle spalle un’equipe di pensatori”. Alessio Saso (Alleanza Nazionale) ha sostenuto che “si sta cercando d’intervenire anche dolorosamente in una situazione che genera tanti sprechi e poca qualità”.

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