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Liguria, minimo storico per i nuovi casi di Aids

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Liguria. Il 2007 ha fatto registare il minimo storico per i casi di AIDS riguardanti residenti liguri, arrivando a quota 47. Il trend sembra confermato anche per l’anno in corso, visto che al 31 ottobre i casi resi noti sono stati 29. E’ questo uno dei dati più importanti che emerge in occasione del ventesimo anniversario della Giornata Mondiale AIDS, prevista per il prossimo 1 dicembre, che avrà come tematica principale lo sviluppo, entro il 2010, dell’accesso universale alla prevenzione, al trattamento, alla cura ed al supporto nelle fasi della malattia.

Inoltre le persone affette dalla sindrome di immunodeficienza acquisita è in progessivo e costante aumento grazie al migliore approccio terapeutico disponibile con i farmaci di nuova generazione. Infatti, considerando come spartiacque il 1996, anno dell’introduzione dei farmaci inibitori della proteasi, si può osservare come degli 897 casi notificati dal 1997 fino al 30 ottobre 2008, i soggetti in vita siano oltre l’80%.

Negli ultimi anni le categorie interessate hanno subito una trasformazione: non sono più i tossicodipendenti i più colpiti, come negli anni ’90. Infatti, dal 2005, il virus si diffonde principalmente attraverso contatti sessuali.

Le nuove diagnosi vedono un aumento dei casi tra le donne, pari ad un quarto del totale, nel 78% dei casi con trasmissione eterosessuale, a cui va aggiunto un 4% di donne che praticano la prostituzione. Aumentano anche le nuove diagnosi anche fra gli stranieri: il 6,3% per le donne provenienti dall’Africa centrale ed il 5,3% per gli uomini di nazionalità sudamericana.

Ogni settimana presso i Centri clinici liguri si presentano mediamente 2/3 persone, a cui è stata diagnosticata per la prima volta una positività al test anti-HIV. Le fasce di età più interessate dal fenomeno delle nuove diagnosi risultano quelle tra i 25 e i 34 anni e tra i 35 ed i 44 anni con percentuali, rispettivamente, del 27,9 e del 34,3. Il contagio per via sessuale è diventato preponderante, sia tra le donne (78%) che tra gli uomini (77%).

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