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Il Comune di Savona aderisce a campagna contro i trafficanti di cuccioli

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[thumb:5988:l]Savona. La giunta comunale di Savona ha approvato l’adesione formale alla campagna organizzata dalla LAV (Lega Antivivisezione) che si terrà in molte piazze italiane il 29 e 30 novembre 2008 intitolata “Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli”.

La campagna nazionale è legata alla tratta dei cuccioli dall’est Europa all’Italia, un fenomeno che sta crescendo esponenzialmente proprio in questi mesi. Afferma l’assessore all’Ambiente Jorg Costantino: “Credo sia importante aderire a questa iniziativa, di fronte a questi fenomeni bisogna reagire in modo fermo e soprattutto informare i cittadini sui traffici illeciti che stanno dietro a questo vero e proprio business senza scrupoli”.

Anche per le iniziative future della LAV sono in cantiere forme di collaborazione sempre più strette con il Comune di Savona, grazie ai contatti con i vertici dell’associazione. Come primo passo si intende divulgare le attività della LAV che, proprio su questo problema, chiede la firma di una petizione popolare. Come segnalano i responsabili nazionali della LAV, tre cuccioli di cane – un Carlino, un Jack Russell e un West Highland – sono sopravvissuti alla tratta che ogni anno in Italia coinvolge migliaia di animali tra cani e gatti nati nell’Est Europa e precocemente strappati alle loro madri, costrette a continue gravidanze, per essere importati in Italia dove, in molti casi sono messi in vendita come cuccioli italiani falsificando i documenti d’origine.

Sequestrati dal Nirda (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del Corpo Forestale dello Stato, presso un negozio in provincia di Roma, i tre cuccioli sono stati affidati in custodia giudiziaria alla LAV che per loro è alla ricerca di idonee famiglie adottive. Attraverso la loro storia la LAV lancia l’allarme dell’importazione clandestina di cuccioli e una petizione popolare da firmare sabato 29 e domenica 30 novembre in centinaia di piazze d’Italia a sostegno di proposte concrete per fermare questo traffico che condanna a morte almeno il 40% dei cuccioli dopo l’arrivo in Italia.

I tre cani sopravvissuti oggi hanno circa quattro mesi di età ma sono stati importati violando la normativa comunitaria che prevede, a tutela della salute dei piccoli e della sicurezza sanitaria del Paese importatore, che i cuccioli non possano essere movimentati prima dei tre mesi e 21 giorni. Questa è solo una delle più frequenti violazioni di legge riscontrare dalla LAV che oggi ha reso pubblico un dossier sul fenomeno: a volte i cuccioli sono trasportati in piena clandestinità, senza la documentazione necessaria per essere movimentati a fini commerciali all’interno dell’Unione Europea (passaporto UE, obbligatorio per cani, gatti e furetti; vaccinazione antirabbica, certificato veterinario attestante la buona salute e l’idoneità ad affrontare il trasporto; certificato TRACES), altre volte viaggiano con documentazione falsificata. Spesso arrivati in Italia la documentazione del Paese d’origine è sostituita con una falsa, italiana, al fine di aumentare il valore di mercato del cucciolo.

Un cucciolo straniero, infatti, sul mercato vale poco, ma spacciandolo per italiano il suo valore può moltiplicarsi fino a 20 volte. Questo traffico illegale, solo in Italia, ogni anno muove un giro d’affari di circa 300 milioni di euro. Oltre alla nostra Penisola, anche Spagna, Francia e Belgio sono il punto d’arrivo di questa tratta dei cuccioli, provenienti in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca. Un illecito che coinvolge allevatori, trasportatori, negozianti e purtroppo anche medici veterinari, come accertato da indagini di polizie. Non è raro neppure che i cuccioli vengano imbottiti di farmaci per farli sembrare vivaci e sani all’acquirente, e fargli sopportare lo stress del distacco dalla madre e del lungo viaggio.

“La LAV chiede interventi legislativi nazionali ed europei per fermare questo squallido e pericoloso traffico di cuccioli, il rafforzamento delle forze di polizia addette ai controlli, nonché ordinanze e regolamenti comunali contro le mostre di animali e il commercio ambulante di animali, dove possono celarsi vendite illegali di cuccioli – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Firmando la nostra petizione, a partire dal 29-30 novembre quando saremo presenti in centinaia di piazze d’Italia, i cittadini potranno aiutarci concretamente a salvare la vita di migliaia di cuccioli”.

“Oltre alle violazioni di legge, ai rischi sanitari per il nostro Paese (connessi all’importazione di cuccioli sui quali possono mancare adeguati controlli su riproduttori e allevamenti) e per i cuccioli stessi, le cui difese immunitarie sono messe in pericolo dalla sottrazione alle cure materne e per questo più esposti a patologie infettive mortali come cimurro o parvovirosi, questo fenomeno è detestabile sotto il profilo etico perché si lucra su esseri viventi indifesi, fino al punto di metterne in pericolo la vita – precisa Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV – Coloro che sono disposti a spendere del denaro per acquistare un cane o un gatto, potrebbero invece riflettere sull’utiltà di adottare, peraltro gratuitamente, un animale da un canile”.

Sabato 29 e domenica 30 novembre, presso i tavoli LAV allestiti in centinaia di piazze d’Italia i cittadini potranno firmare la petizione della LAV, ricevere materiale informativo sul tema e candidarsi per adottare i tre cuccioli affidati alla LAV. Si potrà anche scegliere di adottare “a distanza” uno di questi cani, aiutando così la LAV a salvare altri cuccioli vittime di trafficanti senza scrupoli: in cambio si riceverà un certificato d’adozione con la foto del cucciolo e, periodicamente, informazioni sul cane.

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