Foschi (Costa): “Rischio crisi per il settore crociere”
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Savona. Si prevede un 2009 difficile nel settore delle crociere, soprattutto sul fronte dei prezzi. A dichiararlo, a margine dell’inaugurazione del terzo accosto del Palacrociere di Savona, è stato Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, che controlla anche il marchio tedesco Aida e quello spagnolo Iberocruceros.
“Per ora riscontriamo un ritardo delle prenotazioni – ha detto Foschi – ma non escludiamo una flessione”. Per questo Costa lancerà nei prossimi giorni una campagna commerciale improntata alla riduzione prezzi, impegnandosi ad abolire il supplemento carburante e a dar vita a prenotazioni flessibili, con la possibilità di non pagare penali in caso di ripensamento. Foschi ha sottolineato la solidità della compagnia, tra le prime cento società italiane per fatturato ed al dodicesimo posto per redditività nella classifica di Mediobanca. Costa Crociere, dal 2000 ad oggi, ha investito cinque milioni e mezzo di euro in nuove navi.
3 commenti a “Foschi (Costa): “Rischio crisi per il settore crociere””
*** impegnandosi ad abolire il supplemento carburante e a dar vita a prenotazioni flessibili *** Il petrolio come altre materie prima è tornato a prezzi di dieci anni fa, un conto è la benzina alla pompa un altro è quello usato dalle navi , come prezzo. Già li non fanno alcuno sforzo ! Le prenotazioni flessibili ? bisogna vedere cosa intendono , probabilmente quella di entro un certo periodo di tempo poter cambiare la data e/o la nave ( non detto che rimborsano ). Altri risparmi li possono fare specialmente nei Menù, qualche vassoio in meno , per 2500 persone …. Circa la sicurezza non credo possano fare molto , controllati come sono ( si spera ) e per l’equipaggio penso che peggio di così non possano fare. Li vedo al supermercato comprare saponette , dentifricio , coca cola e non solo liquori.
Meno male che se ne sono accorti!
Comunque sicuramente cercheranno di darsi da fare su altri mercati con meno crisi, ed a loro più convenienti, il porto di Bari sembra cominciare ad entrare nel giro: http://www.portoediporto.it/DEF/?page=news_read&my_news=92 , perché vicino a Grecia, Croazia, Montenegro, Albania.
Forse, con gran dolore, perderemo qualche approdo.




Va benissimo essere flessibili con le prenotazioni e la politica dei prezzi, per contrastare la crisi.
Speriamo che pero’ tutto questo, come al solito e come gia’ e’ accaduto e accade in altri settori, non si paghi in termini di sicurezza e manutenzione, condizioni economiche e di lavoro del personale, controlli ed efficienza ambientale, per quel che riguarda combustibile, scarichi, ecc.
E’ un copione che si e’ visto troppe volte, nella logica stessa del liberismo, e non si vorrebbe continuare a vedere.
Tanto piu’ che alla lunga, come dimostrato dalla crisi attuale, tirare troppo la corda non regge, i profitti sono di pochi, le conseguenze negative ce le becchiamo tutti, la saturazione e il collasso sono solo rimandati.