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Finale, esasperato dalle liti familiari va dai carabinieri: “Arrestatemi”

[thumb:77:l]Finale Ligure. “Arrestatemi, non riesco più a sopportarli”. A scandire ad alta voce queste parole negli uffici della caserma dei carabinieri a Finale Ligure è stato il ventinovenne E.B., che lo scorso ferragosto era finito in manette per spaccio di cocaina. La frase pronunciata di fronte ai militari allude ai parenti, con i quali evidentemente il giovane non ha buoni rapporti. La convivenza forzata, dovuta al fatto che era sottoposto agli arresti domiciliari, lo ha indotto a presentarsi nella stazione dell’Arma per farsi mettere in galera, preferendo la cella alle continue liti con i familiari.

La richiesta di E.B. è stata giocoforza esaudita, in quanto lo stesso, uscendo di casa intorno alle 19 proprio per presentarsi al comando di via Brunenghi, ha commesso una violazione degli obblighi prescritti dall’autorità giudiziaria. Così per il ventinovenne finalese si sono aperte le porte del carcere Sant’Agostino di Savona, dove è entrato con l’accusa di evasione dai domiciliari. Non è escluso però che il giudice lo riassegni alla permanenza obbligatoria nell’abitazione, con una misura che, seppure tradizionalmente meno “afflittiva”, in questo caso continuerebbe ad essere maltollerata dal giovane.

Succede qualche volta che persone sottoposte ai domiciliari, ma esasperate dai litigi tra le mura domestiche, si allontanino da casa per commettere il reato di evasione e si facciano tradurre in carcere dalle forze dell’ordine. E’ appunto di ieri un episodio accaduto a Montesilvano, in provincia di Pescara, dove un uomo ai domiciliari si è presentato con tanto di borsone alla caserma dei carabinieri chiedendo di essere arrestato, perché stanco di dover vivere gomito a gomito con la moglie. In questo caso, però, prima di presentarsi alla stazione dell’Arma, l’uomo ha inseguito la consorte armato di taglierino, dicendo di volerla uccidere.

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