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Finalborgo, il trattamento del dolore nella medicina d’urgenza

Finale Ligure. Dolore, disagio, violenza. Il dolore assume volti e aspetti diversi. Tra gli obblighi elementari di medici ed infermieri c’è l’attenzione verso la sofferenza ed il trattamento del dolore. La tradizione culturale ha sicuramente influenzato l’atteggiamento nei riguardi del dolore, spesso giudicato come naturale o addirittura necessario accompagnamento della malattia.

Il pensiero attuale non vede il dolore come elemento inevitabile, ma come elemento da analizzare ed eliminare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insiste sulla necessità di trattare questo sintomo e il consumo di morfina in terapia è indicato come parametro di avanzamento sociale di una nazione. La Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organisations (JACHO) richiede, nei suoi standard di qualità, che tutti i pazienti vengano valutati per il dolore e che di conseguenza ne abbiano un trattamento adeguato.

Nonostante le raccomandazioni della JACHO e delle società scientifiche, l’inadeguatezza del trattamento del dolore in emergenza è ampiamente documentata e la percentuale di pazienti che non viene trattata è molto elevata. L’atteggiamento di noi medici d’urgenza e infermieri non è adeguato. Esistono atteggiamenti culturali da superare, come quello secondo cui la scomparsa del dolore toglie elementi di valutazione (ad esempio nei casi di addome acuto) o quello secondo cui l’utilizzo di oppiacei possa determinare delle dipendenze future. Fatto sicuramente oggettivo è l’inadeguata preparazione culturale nella gestione del dolore.

Il 28 novembre, presso il Chostro di Santa Caterina a Finalborgo, la Struttura complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure organizza il “3° Corso Pietrese” dal titolo “Emergenza dolore: obbligo di trattare il dolore in emergenza”. Il Seminario avrà, come nei corsi degli anni precedenti, i migliori studiosi sull’argomento della Liguria e di tutt’Italia. Obiettivo dell’evento è stimolare i partecipanti, medici ed infermieri, a riflessioni operative sulla necessità di non aggiungere sofferenza a sofferenza e sulla necessità di fronteggiare il dolore con preparazione tecnica ed organizzazione di natura anche sociale.

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