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Carcare, diciassette cassaintegrati Ferrania al lavoro in Comune

Carcare. Il Comune di Carcare ha deciso l’apertura di dieci progetti relativi ai cosiddetti cantieri scuola-lavoro, progetto regionale in cui rientrano i dipendenti della Ferrania in cassa integrazione. Finanziato dalla Regione Liguria per 900.000 euro, l’intervento costituisce una risposta non strutturale al caso Ferrania e al problema occupazionale ad esso collegato, che in questi giorni sta assumendo toni ancora più cupi, data la diminuzione di organico per prossimi anni prevista nel nuovo piano industriale.

I progetti, della durata di 4 mesi rinnovabili per altri 4, riguardano la riorganizzazione degli archivi cartacei dell’ufficio tributi, dell’ufficio assistenza e delle pratiche edilizie, la revisione del piano di protezione civile e l’acquisizione di dati per una maggiore conoscenza del territorio, il censimento dei loculi, manutenzione straordinaria del patrimonio comunale, verifiche amministrative nel servizio di mensa scolastica, la realizzazione del sito internet del Comune, la trasformazione di documenti cartacei in documenti digitali, la revisione decennale dell’inventario, il sostegno all’attività dell’Univalbormida, la sistemazione della soffitta di Villa Barrili con l’inventario del materiale in essa contenuto.

Se tutti i progetti saranno approvati dal responsabile provinciale che segue l’iter, verranno impiegate 17 persone, che riceveranno una retribuzione mensile netta di 500 euro per 6-8 ore di lavoro al giorno. A carico del Comune, soltanto gli oneri Inail per 10 euro per ciascun lavoratore. “Abbiamo aderito a questa iniziativa che consente ai cassintegrati di arrotondare il loro reddito” commenta il sindaco, Angela Nicolini, “e principalmente al Comune di attuare progetti che da tempo sono nella programmazione, ma che con il personale in organico non si riescono a portare avanti”.

Aggiunge l’assessore Mocco che ha seguito in prima persona la partecipazione del Comune di Carcare all’iniziativa regionale: “E’ una piccola opportunità che offriamo alle molteplici professionalità ancora presenti a Ferrania e che si trovano nella tremenda situazione di precarietà ed incertezza connessa alla cassa integrazione. E’ del tutto evidente che non si può arginare una pesantissima situazione di crisi economico-industriale provinciale che coinvolge ormai numerosissime realtà produttive, le cui cause sono antecedenti all’attuale fase di recessione, con strumenti del tutto straordinari e spot come questo. Ciò che serve è un ripensamento strutturale del modello economico-imprenditoriale provinciale, regionale e nazionale che sappia traguardare obiettivi di strategia e di riassetto generale che purtroppo non si intravedono”.

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