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Savona, un corso formativo per avviare al lavoro

[thumb:1367:l]Savona. In questo mese una novità si affiancherà alle attività del laboratorio di formazione al lavoro. La Fondazione diocesana “ComunitàServizi” si è aggiudicata un bando della Provincia di Savona dedicato alla formazione professionale delle fasce deboli. Il bando finanziato con fondi Fse (Fondi europei per la formazione) prevedeva l’organizzazione di corsi formativi per aumentare le capacità professionali di persone in difficoltà che per diversi motivi non riescono ad accedere al mondo del lavoro.

Spiega Maurizio Raineri, presidente della Fondazione diocesana: “Il laboratorio, attivo dal 2001 ha sempre cercato di sostenere le persone con particolare disagio sociale, cercando di ricreare le condizioni adeguate all’impegno lavorativo. I percorsi hanno sempre cercato di far riscoprire agli interessati il proprio ruolo nel contesto organizzativo, prendere coscienza delle relative responsabilità come: il rispetto dell’orario, l’autostima e la capacità relazionale”.

Per organizzare il corso, la Fondazione ha optato per formare un’Ats (Associazione temporanea d’impresa) con un altro ente già accreditato. La scelta del partner si è concretizzata con Universitas Genuensis, ente genovese non attivo sulla Provincia di Savona, cercando soprattutto di presentarsi come una novità e non come un ulteriore progetto delle poche e molto attive realtà locali. Il corso che si terrà presso i locali del laboratorio presso la parrocchia della Valle di Vado, prevede una serie di moduli dove otto utenti parteciperanno a lezioni in aula e a numerose ore di pratica dedicate alla rigenerazione e all’assemblaggio di apparecchiature igienico sanitarie (distributori di sapone, dispenser, distributori di carta asciugamani) ricevute in conto lavorazione dalla ditta Paredes Italia. I corsisti, per le ore di pratica saranno remunerati attraverso un contratto di borsa lavoro. L’attività produttiva non sarà una simulazione della catena di produzione ma realmente un lavoro a tempo determinato con tempi di consegna e controllo della qualità della ditta proprietaria del materiale, che riutilizzerà le apparecchiature in luoghi pubblici (ospedali, banche, enti locali) o esercizi commerciali (bar, ristoranti, negozi).

“Ci sono molti aspetti che riteniamo importanti in questo progetto – commenta Raineri – Primo fra tutti la scommessa di insegnare e far lavorare persone scartate dal mercato del lavoro. Le persone che si rivolgono al Centro d’ascolto di via Mistrangelo chiedendo di lavorare o di poter pagare alcune impellenti urgenze, sono molte e nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno subito numerosi fallimenti e presentano una multi-problematicità che li esclude dal mondo del lavoro. Il laboratorio per alcuni diventa il luogo del riscatto: infatti pur trattandosi di una struttura protetta, è un reale posto di lavoro. Riteniamo rilevante anche l’elevata attenzione ecologica dell’attività: sono apparecchiature che per piccoli difetti o perché poco usati sarebbero destinati ad aumentare le discariche. L’attività di recupero e la rigenerazione nel 2007 ha interessato quasi 12.000 apparecchiature e la plastica di scarto di circa altrettanti dispositivi viene riciclata e tritata in appositi circuiti di riconversione. A tutto questo oggi si aggiunge l’aspetto della formazione professionale al lavoro riconosciuto dalla Provincia di Savona e dagli standard europei”.

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