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Lettere al direttore

Savona, un cantiere da riaprire

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Passeggiando tra i vari angoli della città, non si può evitare di imbattersi in troppe aree desolate in attesa di miglior sorte o, per utilizzare un’espressione tanto di voga nel nostro PUC, di “Riqualificazione”, aree divenute critiche per le condizioni di abbandono e di scarso igiene nelle quali versano.

Iniziamo la nostra camminata da Corso Ricci, angolo Via Aglietto, dove dovrebbero sorgere nuove case adibite ad edilizia convenzionata. A tal proposito sono state spese in questi giorni belle parole ma, alla luce dei fatti, dopo la pomposa inaugurazione degli appartamenti ristrutturati in Via Aglietto che ha visto felicitarsi dei lunghi anni di ritardi nella consegna dei lavori Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Regione, il cantiere poco distante resta ancora fermo ed in stato alquanto precario.
In questa zona a ridosso del centro e a due passi dalla zona commerciale, laddove sarebbero stati previsti circa un centinaio di appartamenti per dare una prima risposta alle famiglie savonesi più bisognose, a farla da padrone sono vegetazione incolta, fondamenta abbandonate e baracche pericolanti. Si dice che il cantiere verrà riaperto nel 2009 ma è da troppi anni che si sentono ipotesi e rinvii, per cui non penso ci sia molto da scommettere su un prossimo avvio dei lavori.

Una situazione analoga si può ritrovare in Via Santuario, nell’ex centrale ENEL dove, nonostante un progetto per la realizzazione di quasi un centinaio di case popolari sia stato approvato da una decina d’anni, tutto rimane immobile.

Tornando nell’Oltreletimbro, proseguendo verso Via Aglietto e Via Maciocio, ci si imbatte nello scheletro della stazione, pessimo ma realistico biglietto da visita per i viaggiatori che giungono nella nostra città in treno.

I lavori per l’ammodernamento della stazione proseguono a rilento da anni e a questi, da alcuni mesi, si sono aggiunti i lavori per la realizzazione del terminal dei bus che, dopo un rapido avanzamento iniziale, si sono anch’essi arenati, aggiungendo disagio su disagio agli abitanti della zona ed agli utenti delle linee ferroviarie che, tra le altre cose, si sono visti privare di un buon numero di parcheggi e della comoda scalinata di accesso ai binari.

Proseguendo attraverso i giardini di Piazza delle Nazioni, verso la Chiesa di Santa Rita, troviamo un’area il cui stato di abbandono rasenta il grottesco. In Via Bono, traversa di Via Collodi, l’area dove stazionava uno sfasciacarrozze versa in uno stato di degrado tale che la vegetazione ha completamente ricoperto una palazzina, mentre il cortile è cosparso di alte erbacce e rifiuti di ogni sorta. Anche in questo caso le condizione igieniche degli isolati limitrofi sono messe a serio repentaglio per il proliferare della vegetazione che potrebbe favorire la presenza di insetti e topi..

Porgendo lo sguardo all’altra sponda del fiume si nota la collinetta artificiale formata dai detriti della ex squadra rialzo, sulla quale inizia a crescere un manto vegetativo. Già da tempo effettuai una segnalazione, per evidenziare la possibilità che il vento potesse spargere in aria le polveri ed i frammenti, con evidenti disagi per i cittadini, ma purtroppo ciò non ha causato effetto alcuno e nulla è cambiato rispetto a quando è stata effettuata la demolizione nel mese di Marzo.

Imboccato Corso Tardy e Benech per poi dirigersi in Via Servetaz, troviamo, di fronte al Matitino, il cantiere abbandonato delle aree Mottura e Fontana. L’autorizzazione del Comune di Savona alla demolizione di tettoie, edifici e mura di cinta esposta nei pressi del cancello di ingresso risale al 6 Aprile 2000, oltre 8 anni fa.
Ad oggi nulla è stato fatto. Sbirciando attraverso una fessura del cancello, si nota quanto alto sia il degrado presente nell’area che, ricordiamo, è limitrofa alle Scuole Elementari Astengo, ed una situazione igienica tale nelle vicinanze non è certo l’ideale.

Attraversata l’Aurelia, proseguiamo verso i giardini del Prolungamento a Mare la nostra passeggiata, per imbatterci in un altro cantiere, aperto da un quinquennio: quello per la realizzazione della piscina olimpionica.

Questo, oltre che agli evidenti disagi che ha causato e continua a causare al nostro orgoglio sportivo, una squadra di pallanuoto tra le teste di serie non solo nazionali ma anche europee, da non pochi pensieri anche ai cittadini. Difatti, nel cantiere abbandonato hanno trovato facile sistemazione topi, ratti ed ogni tipo di insetti, che di certo non fanno fare una bella figura ad una zona adiacente ai giardini del Prolungamento ed al litorale, con possibili ripercussioni sugli esercizi balneari nelle vicinanze.
È obbligatorio inoltre ricordare che, per lo spostamento a Levante della Piscina, si è sacrificata la pista di pattinaggio all’aperto e con essa un chiosco che vantava notevole utenze tra i ragazzi durante l’estate e che certamente contribuiva a rendere i giardini del Prolungamento più vivi di quanto siano attualmente.

Lasciata la voragine della piscina alle spalle, ci dirigiamo verso il centro storico, proprio di fronte al Priamar. Del “Cantiere delle due torri”, che mirerebbe a recuperare l’area compresa tra Via Lavagna, Via Giuria e Corso Mazzini di cui danni risalgono ai bombardamenti subiti da parte delle forze Alleate durante la Seconda guerra mondiale, non c’è traccia. Tra le mura sventrate spiccano baracche e vegetazione selvaggia, cosa quantomeno insolita per una zona situata in pieno centro cittadino!
Resta da segnalare infine, restando nello stesso isolato, la condizione di pericolo nella quale versa la torre Medioevale della Gambarana, messa in primo piano dopo l’abbattimento dei Giardini Bunker di Via Giuria, e le più famose torri Corsi e Riario delle quali una, priva di copertura sin dalla fine degli anni 70, potrebbe aver pesantemente risentito dell’esposizione continua agli agenti atmosferici laddove con un breve intervento potrebbe essere finalmente dotata di un tetto.

Questi sono forse i casi più eclatanti dell’incuria che la nostra amministrazione ha verso opere che evidentemente non ritiene di fondamentale importanza, ma che certamente non contribuiscono a lanciare Savona nelle sue ambizioni di città turistica.

Alessandro Venturelli,
Gruppo Consiliare Casa delle Libertà
Seconda Circoscrizione, Savona

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