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Savona, mediazione culturale: pronto il progetto

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Savona. Vedrà a breve la luce il progetto “Interventi polivalenti di mediazione culturale, linguistica e sociale nel territorio del distretto sociosanitario 7 del Savonese” promosso da Arcisolidarietà d’intesa con il distretto stesso e la casa circondariale di Savona.

Scopo del progetto è quello di supportare e fornire nuovi strumenti agli operatori dei servizi sociali per migliorare l’accoglienza delle famiglie straniere, superando le difficoltà causate tanto dalla comunicazione linguistica, anche attraverso la traduzione della modulistica e l’intepretariato, quanto quelle dovute alle diversità culturali. Tra l’altro l’iniziativa offrirà l’opportunità di avviare al lavoro cittadini di origine straniera che hanno ottenuto la qualifica di mediatore culturale con i corsi promossi dalla Provincia di Savona nel 2003 e nel 2007.

“Il progetto – dichiara Lucia Bacciu, assessore comunale alla Promozione sociale – nasce da un’ambizione di polivalenza, perché vede coinvolti tre soggetti del territorio competenti in diversi ambiti del sociale, che hanno voluto fare sistema per mettere in atto azioni mirate a fornire supporto sociale, informazione ed orientamento attraverso il mediatore culturale, una risorsa sempre più diffusa e richiesta nei servizi sociali, educativi e scolastici, volta a favorire la comunicazione tra immigrati e istituzioni pubbliche”.

“L’attività del mediatore – prosegue poi l’assessore – non si limita alla figura del semplice intermediario linguistico, ma consiste nella creazione di un contatto attraverso iniziative territoriali congeniali alla provenienza, all’età e alle caratteristiche dei fruitori e del territorio nel quale opera. Grazie a questa figura il progetto mira a promuovere strumenti di integrazione con la popolazione immigrata e facilitare l’accesso ai servizi sociali loro offerti, rivolgendosi anche agli individui con problemi di detenzione, ancora più esposti ad una situazione di debolezza, verso i quali saranno indirizzate le prime azioni”.

I primi interventi vedranno protagonista la casa circondariale di Savona, proprio per l’alta percentuale di immigrati reclusi. In questo ambito la figura del mediatore culturale diviene un punto di riferimento per la comprensione delle leggi e per la neutralità della sua professione. L’attività di mediazione potrà così promuovere percorsi di accoglienza e supporto ai detenuti, grazie alla possibilità di mettere in atto azioni educative che prevederanno poi azioni di raccordo, comunicazione ed accompagnamento dei detenuti in fase di dimissione verso i servizi territoriali.

L’intervento dei mediatori, individuati specialmente per le aree albanese e maghrebina, si integra funzionalmente con quello educativo, svolto dal personale del carcere, sia ai fini di migliorare l’efficacia degli interventi interni al carcere, sia costituendo un canale di comunicazione con le strutture dei servizi all’esterno, con il chiaro fine di “accompagnare” le fasi di uscita dal carcere, mediante azioni di informazione, orientamento e sostegno socio-assistenziale.

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