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Savona, aggredito in Darsena: giovane ricoverato al San Paolo

[thumb:94:l]Savona. Un giovane ventottenne di Bergeggi è stato il bersaglio di una brutale aggressione nella zona della Darsena di Savona, nella notte fra sabato e domenica scorsa. Lo hanno circondato e picchiato, forse con un bastone, sino a fargli perdere conoscenza. Fulvio E., questo il nome del ragazzo, si è ripreso ed ha riaperto gli occhi soltanto dopo lungo tempo in prossimità dei lavatoi, in preda ad una forte amnesia.

Quando è riuscito ad alzarsi, ha trovato provvidenzialmente un gruppo di coetanei che lo hanno accompagnato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno riscontrato un trauma cranico, la frattura del setto nasale, una ferita profonda al labbro e numerose escoriazioni su varie parti del corpo. Attualmente è ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale San Paolo. Il giovane, pur di corporatura robusta, sarebbe stato atterrato da più persone, probabilmente tre o quattro, che lo avrebbero percosso selvaggiamente. Difficile dire con quale oggetto: si presume un bastone o un manganello.

Poco prima dell’alba i genitori sono stati avvertiti dal figlio stesso, quando ha riacquistato un minimo di lucidità. “Non siamo stati avvisati dal pronto soccorso – afferma la madre del ragazzo – Devo purtroppo segnalare che la dottoressa di turno, probabilmente equivocando, ha pensato che mio figlio fosse uno dei coinvolti nella rissa del ‘Birrò’, avvenuta intorno alla mezzanotte. Non ha quindi menzionato nel referto che le lesioni riportate da mio figlio erano frutto di un’aggressione e, quindi, non ha passato il referto alla polizia. Così nessuno ha fatto nulla neanche per individuare i picchiatori. Mio figlio però glielo ha detto di essere stato aggredito. A mezzanotte lui era ancora a casa a Bergeggi: è uscito dopo quell’ora”.

La madre del giovane, che è un noto architetto savonese, aggiunge: “Nel pomeriggio di lunedì sono personalmente andata al posto di polizia del pronto soccorso ed ho dovuto penare molto per convincere il poliziotto della veridicità del fatto che gli raccontavo; era molto sospettoso e mi ha fatto domande strane sulle eventuali frequentazioni di mio figlio. Poi, finalmente, si è convinto ed è andato a sentire la dottoressa che era di turno quella notte, quindi è venuto in reparto a raccogliere la denuncia di mio figlio. Ora se vogliamo avere un minimo di giustizia dobbiamo fare una querela di parte, rivolgendoci ad un avvocato”.

Fulvio E. dopo le cure sta meglio. Il trauma cranico si sta risolvendo, ma lunedì prossimo dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre la frattura del setto nasale. I genitori non si capacitano di quanto è accaduto e sperano che si faccia avanti qualche testimone dell’aggressione. La furia del gruppo assalitore potrebbe essere stata scatenata dall’intervento del ragazzo all’interno di un locale della Darsena per difendere una ragazza, sua conoscente, che al momento era con lui, dalle attenzioni non richieste da parte di un gruppo di giovani.

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