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Rifiuti, Italia Nostra e Lagambiente: “Largo al modello Genova”

Largo al “modello Genova” per la raccolta differenziata dei rifiuti, quello che si basa sul porta a porta e non parla di rifiuti ma di “materiali di post consumo”. Materiali insomma che sono stati già usati ma diventano pronti ad assumere nuova vita grazie al riciclo. Questo il progetto lanciato da Italia Nostra, che domani sarà impegnata nel Congresso nazionale a Mantova.

“Grazie alla sperimentazione attuata a Genova, in collaborazione con Legambiente e Amici del Chiaravagna – spiega Federico Valerio di Italia Nostra – stiamo dimostrando che la raccolta differenziata si può fare anche in un contesto urbano complesso. Nel 2008 due quartieri sono già partiti con il porta a porta e sono già al 50% di differenziata”.

Il “modello Genova” secondo Italia Nostra si deve esportare nel resto d’ Italia, invece di puntare al “modello Brescia”, cioé incenerimento con recupero energetico, con scarti di materiale dovuto alla qualità della raccolta. Ecco i punti chiave del progetto “modello Italia Nostra Genova”: riduzione del 20% della produzione di materiali post consumo; estensione sistemi di raccolta differenziata porta a porta; calcolo della Tariffa di igiene urbana (Tia) in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotta; priorità al riciclo di materia confermando l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata, per riciclo e compostaggio del 50% della frazione differenziata.

Il progetto prevede inoltre: prevalente uso della frazione umida per il compostaggio e produzione di biogas; purificazione del biogas a biometano compatibile con la rete di distribuzione del gas; centri regionali di separazione e valorizzazione della frazione secca per il suo riciclo e riuso integrale; trattamenti meccanico biologici a freddo dei rifiuti indifferenziati con ulteriori recuperi di materiali per il riciclo; stoccaggio della frazione inerte residuale e degli scarti inerti.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Beh

    “calcolo della Tariffa di igiene urbana (Tia) in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotta”

    non male.

  2. Scritto da Paolo

    Per legge il secco residuo no puo’ andare in discarica per via del potere calorifico, un impianto di recupero energetico per chiudere il ciclo e’ indispensabile.