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Lettere al direttore

“Quanto ci costa una firma?”

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Si ricomincia a sentir parlare di referendum. Ci chiedono una firma… Domanda: Quanto ci costa una firma? Lo ignoravo… ma pare sia costosetta: oggi in una lunga diatriba su multe e poca voglia di pagarle mi sono imbattuto nella storia di un “promotore di referendum”.

Riporto una parte del testo: “Se viene raggiunto il quorum, indipendentemente dall’esito dei referendum, i promotori riceveranno 52 centesimi di Euro per ogni firma raccolta, per ogni quesito. Facendo i conti, la somma per 4 quesiti (capito perchè il quesito non è uno solo…) fa un milione e quaranta mila Euro: due miliardi di Lire”.

Io non firmo (tanto per firmare) e voi?

lui la plume

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Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    “Però sono ancora dell’idea che se uno paga le tasse abbia tutto il diritto di poter accedere ai mezzi che la costituzione gli mette a disposizione.”
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    Accedere e’ “buona cosa” (in tante nazioni …. non si puo’) noi in questo stiamo bene ….
    io penso sempre al costo di un sacrosanto diritto,
    ogni costo andrebbe tenuto sotto controllo (ed il senso del mio intervento era proprio quello)
    oggi pare che questo costo possa variare (anche parecchio) in base al numero dei firmatari e non mi sembra “buona cosa”.
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    I correttivi proposti avrebbero il vantaggio di uniformare il costo legato alla variabile “firme”.
    .
    Ma poi vi sono gli altri costi ….. che il promotore dovrebbe accollarsi ……

    Certo che se quel buontempone di “lui la plume” (che ha appena vinto al superenalotto) volesse portare avanti il suo referendum sulla “pensione al cane alano” che sara’ quasi certamente un fiasco, ma …. e se volesse accollarsi da solo tutti i costi della consultazione saltando lo scoglio delle firme (che non otterra’ mai visto che pur essendo la sua una formidabile iniziativa non ha alcuna voglia di raccoglierle) …… perche’ non permettere l’operazione? a costo zero per lo Stato, anzi con il vantaggio di una distribuzione capillare di denaro (derivato dalla vincita inaspettata).
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    Ma …. basteranno i 90 milioni di euro appena vinti?
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    Sarebbe “buona cosa” se qualcuno a fine referendum mettesse in rete il costo omnicomprensivo della operazione.

  2. Scritto da AT

    Ok, condivido il tuo pensiero e lo trovo corretto.
    Però sono ancora dell’idea che se uno paga le tasse abbia tutto il diritto di poter accedere ai mezzi che la costituzione gli mette a disposizione.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    “Secondo me è giusto che anche “tu” possa proporre una legge o un referendum per migliorare il paese anche se non hai i mezzi per organizzare la cosa e nota, che sarai rimborsato solo dopo aver raggiunto il quorum, cioè solo dopo che viene dimostrato un reale interesse da parte di tutti i cittadini italiani verso quel problema,”
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    OK
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    Cosa rappresenta un referendum?
    Io credo che in un referendum qualcuno si faccia promotore di un sentimento condiviso da tante altre persone che danno l’incarico a questo “qualcuno” di portare avanti quella che ora e’ diventata “la loro istanza”,
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    Passato il primo momento in cui il promotore si accolla le spese organizzative ora tocca ai firmatari farsi carico del conto da pagare, si firma e si versa un euro e la raccolta firme va’ avanti “a spese dei firmatari” e non della collettivita’ che “in qualche caso e’ successo” di quel referendum non vorrebbe nemmeno sentir parlare.
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    Si versa un euro … di cui 52 centesimi sono per il rimborso spese e 48 per pagare i costi alla collettivita’ che il referendum stesso comporta.

    E’ giusto che anche “lui la plume” possa fare il suo bravo referendum a favore “della pensione al cane alano” ma ….. che se lo paghi da solo o con l’aiuto di chi la pensa allo stesso modo …… e non costringa gli amanti del barboncino a pagare le spese della sua balzana idea.

  4. Scritto da AT

    E’ giusto punire i comportamenti fraudolenti, i regolamenti in materia esistono e mi sembrano adeguatamente severi, chi poi non li rispetta sarà punito di conseguenza (vedi firme false alle ultime elezioni politiche e amministrative).

    Le commissioni di senato e camera non penso lavorino a cottimo, suppongo che vengano istituite e pagati i componenti, sarebbe troppo bello pensare che non ci sia un magna magna anche lì. Inoltre dubito che venga istituita una commissione ad hoc, credo che lavorino su più “progetti” non su uno solo, ma sono tutte supposizioni perché non ne ho la più pallida idea.

    Non credo che le firme vengano ricontrollate se non in caso di contenziosi, ed è per quello che se ne raccolgono e se ne presentano sempre un po’ di più proprio per evitare che presentandone il numero minimo ne vengano annullate tante da non far superare la soglia minima prevista.

    Sono perfettamente d’accordo su fatto di eliminare i rimborsi spese di qualsiasi natura. Se uno lo fa perché crede in ciò che porta avanti lo fa anche come volontario. Però … c’è sempre un però … se un comitato di cittadini come il tuo (ad es.) che vuol fare un referendum per abolire i rimborsi spese, dove li prende i soldi per pagare i moduli (che vanno fatti stampare in maniera apposita), le penne, la tassa di occupazione del suolo pubblico e tutte le altre spese (generiche) che intervengono in questi casi? Secondo me è giusto che anche “tu” possa proporre una legge o un referendum per migliorare il paese anche se non hai i mezzi per organizzare la cosa e nota, che sarai rimborsato solo dopo aver raggiunto il quorum, cioè solo dopo che viene dimostrato un reale interesse da parte di tutti i cittadini italiani verso quel problema, in modo da non utilizzare “furbescamente” le consultazioni o inflazionare il mezzo utilizzandolo in maniera impropria.

    200.000 euro sottratti ai fondi per la raccolta differenziata e utilizzati per la visita del papa o il 1.000.000 di euro di soldi pubblici al al Panero, con due aeroporti in 200 Km, saranno spese inutili o no? Facciamo in modo che si fermi ANCHE lo scempio di queste elargizioni elettorali?

  5. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Grazie anche ad AT.
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    Che in caso di una firma fasulla venisse invalidata l’intera scheda …. mon era poi una idea pellegrina visto che viene fatto.
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    Vedo che i cinquantadue centesimi sono ben poca cosa ….. immagino che tutti e presidenti e membri vari della commissione indicata non siano tutti volontari …… altro costo.
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    Se poi vanno ricontrollate tutte queste firme si arriva a spese folli ….. ed inutili.
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    Insisto ….
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    arrivati a contare e controllare nei modi giusti le firme indispensabili ci si ferma (e si ferma anche il tassametro) si ammette il referendum e si “buttano” quelle in eccesso (o si archiviano a futura memoria ma …. “senza spendervi su altri soldi”).
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    Va’ portata avanti una lotta alle attivita’ “INUTILI” se bastano cinquantamila firme perche’ raccoglierne 350 mila, e’ uno spreco e basta.