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Articolo n° 39232 del 30/10/2008 - 21:47

Provincia, giunta spaccata e senza maggioranza

Savona - consiglio provinciale 30 ottobre

Savona. La giunta e la maggioranza in Provincia di Savona non esistono più, se non formalmente politicamente sì. Nella lunga seduta (oltre 8 ore) del consiglio provinciale è bastato ascoltare gli interventi dei due protagonisti attesi al dibattito, il Presidente Bertolotto e il segretario del PD Lunardon, per capire che l’amministrazione di Palazzo Nervi è arrivata al capolinea, tanto che la mozione programmatica del partito democratico è passata in secondo piano (Bertolotto si è astenuto).

Il presidente Bertolotto ha parlato della sua scelta politica, per la quale non ha mai voluto far venire meno la maggioranza di centro sinistra in provincia. Ha diviso il suo discorso in tre punti: rapporti umani, rapporti politici e patto amministrativo. “In questi ultimi tempi – ha detto – è mancata qualsiasi forma di comunicazione e dialogo a cominciare da alcuni membri della giunta per arrivare ai consiglieri provinciali e agli esponenti di partito. Sul piano politico ho dovuto reggere, sostenere e mediare prima la pressione e poi l’attacco del sistema partitico. Infine, sulla possibilità di continuare l’esperienza amministrativa ho dato la mia disponibilità, a patto di non fare altri pasticci, porcherie, o peggio speculazioni, a cominciare dal piano provinciale dei rifiuti e in particolare il sito per la discarica di Passeggi a Savona”.

Il presidente ha rivendicato l’azione provinciale e la sua autonomia dai partiti di maggioranza per affrontare e risolvere le difficili questioni di Ferrania, della Piaggio, e di altre realtà industriali in difficoltà: “Nonostante il progressivo distacco del partito democratico nei miei confronti, ho tentato, si vede senza successo, di proseguire l’esperienza amministrativa, in relazione al patto fatto con gli elettori”.

Dura la replica del segretario provinciale del PD, Giovanni Lunardon, che di fronte alle parole di Bertolotto ha dichiarato: “Dopo questo discorso è stato tracciato un solco insanabile tra noi e il presidente della Provincia, venendo ormai meno qualsiasi rapporto di fiducia e stima. Se Bertolotto ha ravvisato in questi anni di governo elementi di illegalità, tra cui macchinazioni, speculazioni, o cose di questo tipo prodotti dai partiti del centro sinistra, deve rivolgersi subito alla magistratura”.

“La nostra dignità politica – ha proseguito Lunardon – ha un valore superiore a qualsiasi accordo politico o patto amministrativo. Di conseguenza, con il discorso di Bertolotto, non esiste più ragione di proseguire”.

Per sabato 1 o al massimo per il successivo lunedì 3 novembre verrà convocata una riunione dei partiti di centro sinistra per decidere i prossimi passi. Probabile una mozione di sfiducia, anche se non si escludono dimissioni in massa degli assessori provinciali. Inoltre, dopo il dibattito sulla mozione, Rifondazione comunista ha ufficialmente comunicato l’uscita dalla maggioranza dei suoi due consiglieri provinciali. Di conseguenza dovrebbe essere tolta la delega all’assessore ai rifiuti Giampietro Filippi.

Difficile, se non impossibile, che la giunta provinciale in carica arrivi ad approvare il bilancio, che Bertolotto ritiene comunque fondamentale per non lasciare “bloccati” alcuni finanziamenti importanti per il territorio.

 

Federico De Rossi

7 commenti a “Provincia, giunta spaccata e senza maggioranza”
elenindi ha detto..
il 31 ottobre 2008 alle 00:57

Beh al presidente Bertolotto mi vien da dire che se ci sono stati pasticci,porcherie o speculazioni dove era lui in questi anni ? E come mai il suo disagio nei confronti dei partiti si è manifestato solo dopo che, giustamente, Lunardon non ha accettato il suo ricatto di decidere cioè la candidatura per il 2° mandato entro il 31 maggio ? Quando Bertolotto aveva aderito al PD già sapeva che le primarie erano previste per la scelta del candidato alle cariche amministrative . Non lo abbiamo ricandidato tout court e….gli è venuta l’allergia dai partiti ! Ma caro Bertolotto tu sei lì perchè i militanti dei partiti ti hanno tirato una campagna elettorale,qualche anno fa ; sai quante parole abbiamo sprecato per farti votare anche da chi non ti conosceva ?? E lo hanno fatto anche persone che ,come pure chi scrive ,avrebbero anche i numeri e le competenze per occupare il tuo posto ,persone che avrebbero avuto ben altra lealtà verso chi li ha eletti ,persone che hanno sempre lavorato in silenzio senza mai chiedere ,che hanno dedicato la vita e non pochi anni alla militanza politica . Vai pure per la tua strada…non ti rimpiangeremo.

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Giovanni Battista Cepollina ha detto..
il 31 ottobre 2008 alle 11:15

leggendo il commento di elenindi mi viene spontaneo dire “ci è causa del suo male pianga se stesso”.. è uso della sinistra savonese in occasione delle elezioni provinciali “pescare” uno pseudomoderato del ponente per strappare un po di voti al centro e governare, o in qualche caso sgovernare, la provincia dalla sede del PCI/PDS/DS/PD di Savona… Ovviamente il presidente ideale deve avvallare le decisioni importanti prese nella segreteria del partito di cui sopra senza fiatare, guidato da un Vicepresidente e da assessori “chiave” di provata fede… Al presidente è lasciata solo l’immagine…qualche taglio di nastro, qualche intervento a convegni, qualche dichiarazione sulla politica nazionale… Per quasi tre legislature è andata bene, poi, dopo anni di sostanziale accondiscendenza Bertolotto ha alzato troppo la testa e i vertici PD hanno deciso di “tagliarlo” adducendo la scusa delle primarie (che sarebbero la solita farsa con il candidato scelto dai vertici che deve essere solo avvallato dalla base, come avvenuto l’altro giorno a Celle L.)… e ora siamo di fronte a questo squallido spettacolo…

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pippo ha detto..
il 31 ottobre 2008 alle 13:34

Per Cepollina:
In pratica è come se Berlusconi, per governare gli affari suoi, chiedesse i voti alla Lega promettendole in cambio cose che, pur non essendo nell’interesse del Paese, gli permettono di stare incollato alla poltrona.
Per Elenindi: spiegaci come si fa in Italia a vincere un’elezione politica o amministrativa senza il voto moderato. Proponi a Lunardon di candidarsi lui, magari ce la fa … e infine illuminaci su Burlando che è già ricandidato alla Regione due anni prima del voto, e nessuno di voi compagni parla di primarie.

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serpe01 ha detto..
il 31 ottobre 2008 alle 16:55

LE PRIMARIE

un sistema elegante per mandare a casa
qualche rompi….
gli esempi stanno ormai diventando molti

nei loro limiti, molto meglio le consultazioni
e le assemblee di partito e di coalizione

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Bruno Pirastu ha detto..
il 31 ottobre 2008 alle 19:48

Per regola non giudico mai come qualcuno o qualcosa si organizza nel suo privato, liberi almeno a casa propria. Che in pieno McDonaldismo adesso anche da noi sia scoppiata la mania delle primarie è comunque un dato di fatto e che alla fine , volenti o nolenti, coinvolge tutti quanti viste le dichiarazioni di democrazia che gli vengono associate. Ma … se poi vado a vedere le liste di chi partecipa alle primarie e le confronto con l’organigramma attuale non vedo differenze e mi viene il dubbio che quanto detto da Berlusconi sulla professionalità dei rappresentanti sia , anche se esternamente contestato , di fatto , la regola comune, intendosi per Professionalità il far politica da anni se non da sempre e in carriere interne al partito e non mi riferisco solo al PD.

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antonio gianetto ha detto..
il 1 novembre 2008 alle 08:04

Si cominciano a leggere notizie che fanno riferimento ad altri futuri incarichi.
Sarebbe veramente strano, che l’ opposizione, dopo averlo avversato per quasi tutto il mandato, poi lo premia con un importante incarico.

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tino ha detto..
il 1 novembre 2008 alle 10:13

Questi vecchi giochini per il potere (a qualunque livello) reggeranno solo fino a che il sistema proteggera’ se stesso con le candidature decise da pochi “soloni”.
Questo vale per la destra, la sinistra, il centro ed altri…..
Su questa Terra nulla e’ per sempre.
In giro si sente gia’ un po’ di venticello: attendiamo la bufera che ripulisca il Paese dallo stantio che regna sovrano.

Un saluto.

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