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Provincia, giunta spaccata e senza maggioranza

[thumb:9557:l]Savona. La giunta e la maggioranza in Provincia di Savona non esistono più, se non formalmente politicamente sì. Nella lunga seduta (oltre 8 ore) del consiglio provinciale è bastato ascoltare gli interventi dei due protagonisti attesi al dibattito, il Presidente Bertolotto e il segretario del PD Lunardon, per capire che l’amministrazione di Palazzo Nervi è arrivata al capolinea, tanto che la mozione programmatica del partito democratico è passata in secondo piano (Bertolotto si è astenuto).

Il presidente Bertolotto ha parlato della sua scelta politica, per la quale non ha mai voluto far venire meno la maggioranza di centro sinistra in provincia. Ha diviso il suo discorso in tre punti: rapporti umani, rapporti politici e patto amministrativo. “In questi ultimi tempi – ha detto – è mancata qualsiasi forma di comunicazione e dialogo a cominciare da alcuni membri della giunta per arrivare ai consiglieri provinciali e agli esponenti di partito. Sul piano politico ho dovuto reggere, sostenere e mediare prima la pressione e poi l’attacco del sistema partitico. Infine, sulla possibilità di continuare l’esperienza amministrativa ho dato la mia disponibilità, a patto di non fare altri pasticci, porcherie, o peggio speculazioni, a cominciare dal piano provinciale dei rifiuti e in particolare il sito per la discarica di Passeggi a Savona”.

Il presidente ha rivendicato l’azione provinciale e la sua autonomia dai partiti di maggioranza per affrontare e risolvere le difficili questioni di Ferrania, della Piaggio, e di altre realtà industriali in difficoltà: “Nonostante il progressivo distacco del partito democratico nei miei confronti, ho tentato, si vede senza successo, di proseguire l’esperienza amministrativa, in relazione al patto fatto con gli elettori”.

Dura la replica del segretario provinciale del PD, Giovanni Lunardon, che di fronte alle parole di Bertolotto ha dichiarato: “Dopo questo discorso è stato tracciato un solco insanabile tra noi e il presidente della Provincia, venendo ormai meno qualsiasi rapporto di fiducia e stima. Se Bertolotto ha ravvisato in questi anni di governo elementi di illegalità, tra cui macchinazioni, speculazioni, o cose di questo tipo prodotti dai partiti del centro sinistra, deve rivolgersi subito alla magistratura”.

“La nostra dignità politica – ha proseguito Lunardon – ha un valore superiore a qualsiasi accordo politico o patto amministrativo. Di conseguenza, con il discorso di Bertolotto, non esiste più ragione di proseguire”.

Per sabato 1 o al massimo per il successivo lunedì 3 novembre verrà convocata una riunione dei partiti di centro sinistra per decidere i prossimi passi. Probabile una mozione di sfiducia, anche se non si escludono dimissioni in massa degli assessori provinciali. Inoltre, dopo il dibattito sulla mozione, Rifondazione comunista ha ufficialmente comunicato l’uscita dalla maggioranza dei suoi due consiglieri provinciali. Di conseguenza dovrebbe essere tolta la delega all’assessore ai rifiuti Giampietro Filippi.

Difficile, se non impossibile, che la giunta provinciale in carica arrivi ad approvare il bilancio, che Bertolotto ritiene comunque fondamentale per non lasciare “bloccati” alcuni finanziamenti importanti per il territorio.

Commenti

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  1. Scritto da tino

    Questi vecchi giochini per il potere (a qualunque livello) reggeranno solo fino a che il sistema proteggera’ se stesso con le candidature decise da pochi “soloni”.
    Questo vale per la destra, la sinistra, il centro ed altri…..
    Su questa Terra nulla e’ per sempre.
    In giro si sente gia’ un po’ di venticello: attendiamo la bufera che ripulisca il Paese dallo stantio che regna sovrano.

    Un saluto.

  2. Scritto da antonio gianetto

    Si cominciano a leggere notizie che fanno riferimento ad altri futuri incarichi.
    Sarebbe veramente strano, che l’ opposizione, dopo averlo avversato per quasi tutto il mandato, poi lo premia con un importante incarico.

  3. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Per regola non giudico mai come qualcuno o qualcosa si organizza nel suo privato, liberi almeno a casa propria. Che in pieno McDonaldismo adesso anche da noi sia scoppiata la mania delle primarie è comunque un dato di fatto e che alla fine , volenti o nolenti, coinvolge tutti quanti viste le dichiarazioni di democrazia che gli vengono associate. Ma … se poi vado a vedere le liste di chi partecipa alle primarie e le confronto con l’organigramma attuale non vedo differenze e mi viene il dubbio che quanto detto da Berlusconi sulla professionalità dei rappresentanti sia , anche se esternamente contestato , di fatto , la regola comune, intendosi per Professionalità il far politica da anni se non da sempre e in carriere interne al partito e non mi riferisco solo al PD.

  4. serpe01
    Scritto da serpe01

    LE PRIMARIE

    un sistema elegante per mandare a casa
    qualche rompi….
    gli esempi stanno ormai diventando molti

    nei loro limiti, molto meglio le consultazioni
    e le assemblee di partito e di coalizione

  5. Scritto da pippo

    Per Cepollina:
    In pratica è come se Berlusconi, per governare gli affari suoi, chiedesse i voti alla Lega promettendole in cambio cose che, pur non essendo nell’interesse del Paese, gli permettono di stare incollato alla poltrona.
    Per Elenindi: spiegaci come si fa in Italia a vincere un’elezione politica o amministrativa senza il voto moderato. Proponi a Lunardon di candidarsi lui, magari ce la fa … e infine illuminaci su Burlando che è già ricandidato alla Regione due anni prima del voto, e nessuno di voi compagni parla di primarie.