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Omicidio di Alassio: uccisa da una o più persone?

[thumb:9459:l]Alassio. I reperti acquisiti dalla Scientifica sul luogo del delitto e gli indumenti che la vittima indossava al momento del ritrovamento saranno analizzati dagli specialisti del Ris di Parma. In particolare, per far luce sull’omicidio della giovane prostituta dell’Est, potrebbero essere determinanti alcune impronte rinvenute sui pantaloni della ragazza.

Il giallo sulla morte di Alina Nutica, ritrovata senza vita in una scarpata sulle alture alassine di Caso, impegna a tutto campo gli investigatori. L’attenzione si sta concentrando nello specifico su un’impronta individuata sui fuseaux della diciottenne, che potrebbe appartenere ad un uomo di corporatura robusta. Ma ad aver assalito la lucciola romena a colpi di pietra o con un oggetto di ferro potrebbero anche essere state più persone.

Sarà un ulteriore e più approfondito esame da parte del medico legale sulle ecchimosi trovate sul corpo della passeggiatrice e sulle lesioni inferte, pare in modo selvaggio, al volto e al capo, ad offrire maggiori spunti per capire se il pestaggio ed eventualmente anche il trasporto nella località isolata di Caso, dove la giovane agonizzante è stata gettata nel dirupo, siano stati realizzati da uno o più soggetti.

L’alibi del convivente Orges Skhembi, con cui la ragazza divideva un alloggio a Loano, è apparso solido agli inquirenti. E’ stato lui a presentarsi dai carabinieri, con due avvocati, giovedì sera. Non vedendola tornare a casa, non si era preoccupato, ormai abituato ai ritardi e mancati rientri, ma ha cominciato ad impensierirsi quando ha sentito in televisione la notizia del ritrovamento del cadavere vicino la frazione alassina: ha pensato che poteva essere quello di Alina e si è precipitato dai carabinieri con le foto della giovane. Per ora è stato ascoltato solo come persona informata sui fatti.

Gli inquirenti hanno inoltre interrogato un imprenditore quarantenne residente nel levante savonese, che risultava essere un cliente affezionato della prostituta. La sera di mercoledì non sarebbe uscito di casa. Così ha confermato la madre, con cui l’uomo divide l’abitazione. C’è poi la pista degli extracomunitari marocchini con cui il fidanzato albanese della lucciola aveva ingaggiato una mezza zuffa, innescata dalle avances insistenti dei nordafricani. Potrebbero essere stati loro, secondo una delle ipotesi, a mettere in atto una ritorsione finita in omicidio.

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